Blog / Faccette e corone / Trauma dentale, faccette o ricostruzione?
13 dicembre 2016

Quando pensi a un brutto sorriso probabilmente la prima cosa che ti viene in mente è una bocca caratterizzata da denti storti, gialli o scheggiati.

Se il problema del disallineamento dentale può essere risolto con una terapia ortodontica e quello dei denti gialli con uno sbiancamento professionale, i denti scheggiati per essere riportati alla loro forma originaria devono essere ricostruiti.

Gli elementi dentali possono rompersi o fratturarsi per diverse ragioni, come una caduta accidentale, un incidente o un forte colpo durante l’attività sportiva.

In base all’entità del danno e alle specifiche del singolo caso, il dentista può decidere se intervenire con la ricostruzione in materiale composito, con l’applicazione delle faccette dentali e della corona (“capsula”).

 Scopri di più sulle faccette dentali

Nei casi più gravi, quando il trauma ha coinvolto la polpa del dente ed è necessaria la devitalizzazione è preferibile ricoprire e proteggere il dente con una corona. Ricordiamo anche che con i nuovi materiali come il disilicati di litio è possibile realizzare corone sottilissime (anche spesse solo 0,2mm) in pratica dello spessore di una faccetta ma che avvolge interamente il dente e per questo motivo sono dette anche Full Veneers. L’utilizzo di questo materiale è utilissimo se non si vuole devitalizzare gli elementi dentari in quanto si lima pochissimo il dente evitando a differenza delle corone tradizionali (oro ceramica e zirconia ceramica) la rimozione dello smalto e quindi la devitalizzazione dell’elemento dentario. Ovviamente non basta utilizzare il disilicato di litio per avere corone estremamente sottili e preparazioni conservative. E’ fondamentale l’utilizzo di un microscopio per gestire spessori cosi sottili e poter preparare un dente in modo così poco invasivo.

trauma dentale

trauma dentale

Se invece il dente che si è spezzato non presenta danni alla parte vitale si procede alla ricostruzione con il materiale in composito o con le faccette dentali. Vediamo quando scegliere l’una o l’altra soluzione.

Quando ricostruire un dente con composito

La ricostruzione in composito è sicuramente la tecnica più utilizzata in caso di rottura di un dente. Oltre a ripristinare correttamente l’integrità e la funzionalità dell’elemento danneggiato, questo tipo di materiale permette di ottenere un ottimo risultato anche dal punto di vista estetico e in una sola seduta.

Il composito infatti è un materiale facilmente modellabile ed è disponibile in diverse gradazioni di colore cosicché il dente ricostruito somigli in tutto e per tutto a quello naturale. Inoltre ha una resistenza simile a quella del dente naturale.

Quando il dentista opta per questa tecnica vuol dire che il danno non è particolarmente grave e la parte del dente rimasta non ha subito cambiamenti di colore.

Bisogna però anche dire che questo materiale non ha una grande stabilità nel tempo. Infatti essendo più poroso ad esempio rispetto ad una ceramica tende con il tempo ad ingiallirsi e a rovinarsi per cui hanno una durata media secondo la letteratura scientifica di 5 anni.

Quando utilizzare le faccette

In alcuni casi invece della ricostruzione in composito è possibile utilizzare le faccette dentali o faccette in ceramica.

Può capitare infatti che come conseguenza del trauma ci sia un cambiamento nel colore naturale dei denti.

Nel caso in cui il dente fratturato non debba essere devitalizzato e la parte mancante non sia particolarmente estesa, le faccette dentali possono rappresentare un’alternativa al composito. Con questo tipo di protesi non verrà semplicemente ricostruita la parte mancate, ma l’intera superficie del dente, ristabilendo la forma e la colorazione originaria. Oggi poi con i disilicati di litio è possibile preparare pochissimo il dente.

Bambini e denti rotti, come intervenire

La maggior parte dei pazienti che si presentano in studio con denti rotti sono bambini. A questa età non è raro che gli elementi dentali subiscano traumi durante le loro normali attività di gioco ed è facile che i più piccoli sottovalutino le conseguenze di certe azioni riportando danni agli incisivi.

I denti decidui, anche se sono destinati a cadere, devono essere curati esattamente come tutti gli altri.

In genere non si usano le faccette dentali per bambini, quindi se il danno riguarda una piccola parte dell’elemento si può procedere con una ricostruzione in materiale composito.

La situazione si complica se la frattura è estesa ed è molto vicino alla gengiva, in questo caso il dente da latte non viene ricostruito, anzi in base al caso potrebbe essere opportuno procedere alla completa estrazione così da evitare ulteriori danni come infezioni o complicazioni sul dente definitivo.

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Trauma dentale, faccette o ricostruzione? ultima modifica: 2016-12-13T16:34:48+00:00 da

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Odontoiatra protesista perfezionato in estetica del sorriso, iscritto all’ordine il 17/02/2003, con N° TO 2314. Past-President del “Membership & Recruitment Committeee” dell’International Association for Dental Research (IADR). Socio ordinario dell’Academy of Dental Materials (ADM) e della Società Italiana di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo Facciale (SIOCMF). È stato Segretario nazionale della Società Italiana di Odontostomatologia Protesica ed Implantoprotesi (SIOPI). Ricercatore RTD-B in Protesi ed Odontoiatria Digitale presso l’Università Federico II di Napoli. Abilitazione a Professore Ordinario ed Associato nel 2017. Professore a contratto di “Protesi e Riabilitazione” presso le Università Federico II di Napoli e di Siena.
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