Blog / Parodontologia / Tasche Gengivali, Cosa Sono e Come si Curano
8 ottobre 2015

Le tasche gengivali si formano a partire dal solco gengivale, uno spazio stretto e poco profondo che si trova tra la superficie del dente e l’epitelio sulcare.

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Il solco gengivale è un’area vulnerabile perché sede di proliferazione batterica. Normalmente misura pochi millimetri, due o tre al massimo, ma in caso di accumulo di batteri nel solco in pazienti con una predisposizione genetica che caratterizza la composizione batterica della placca, si hanno malattie a carico del parodonto che portano il solco a superare i quattro millimetri permettendo l’ingresso dei batteri al di sotto dei tessuti gengivali.

tasche parodontali

tasche parodontali

Con il tempo questi batteri si moltiplicano trasformandosi in un agglomerato batterico chiamato placca che successivamente quando calcifica diventa tartaro. La placca se non rimossa accuratamente provoca la distruzione dell’epitelio sulcare e di conseguenza la formazione di tasche gengivali.

In seguito all’allontanamento della gengiva dal dente anche l’osso si riassorbe creando tasche ossee in cui continuano ad accumularsi facilmente placca e tartaro che determinano l’origine e l’avanzamento della parodontite.

I batteri accumulatisi nelle tasche parodonatali, infatti producono tossine che attaccano le cellule responsabili della riproduzione ossea eliminandole.

La prima conseguenza è il riassorbimento osseo che nei casi più avanzati determina il ritiro della gengiva fino alla mobilità dei denti.

Sintomi tasche parodontali

La parodontite è una malattia subdola perché comincia in sordina e si manifesta al paziente soltanto quando si è raggiunta una fase avanzata con sintomi importanti come mobilità dentale o addirittura caduta dei denti.

Dato che le tasche gengivali possono formarsi senza sintomi evidenti è opportuno rivolgersi a un parodontologo quando le gengive sono gonfie e sanguinanti da molto tempo, c’è presenza di alito cattivo, si soffre di sensibilità dentale per un lungo periodo e i denti si muovono.

Diagnosi

Per diagnosticare le tasche gengivali il parodontologo effettua un sondaggio parodontale che consiste nell’inserire con molta delicatezza una sonda millimetrata tra il dente e il margine della gengiva.

Le misurazioni vengono fatte in punti diversi di ogni dente al fine di verificare la presenza e la profondità delle tasche. Inoltre il parodontologo si avvale di radiografie endorali per valutare il tipo di riassorbimento.

Come si curano le tasche parodontali

Il promo approccio che il parodontologo mette in atto per contrastare la malattia parodontale è un trattamento non chirurgico che consiste in sedute di ablazione del tartaro, curettage gengivale, levigatura delle radici.

Il numero di sedute necessarie varia in base allo stato di avanzamento della malattia.

Oggi con l’utilizzo dei manipoli sonici queste sedute sono diventate molto meno invasive e più efficaci.

Oltre a questi trattamenti, il parodontologo spiegherà in modo dettagliato tutte le metodiche corrette di prevenzione e le corrette manovre di spazzolamento per la corretta igiene orale domiciliare.

Solo nel caso in cui rimangano delle tasche parodontali dopo il pretrattamento conservativo, si procede con trattamenti chirurgici che mirano alla rigenerazione e alla ricostruzione del tessuto osseo perduto quando la morfologia delle tasche lo permette. Le parti in cui l’osso manca vengono riempite con sostituti ossei sintetici che poi vengono coperti da membrane riassorbibili oppure mediante l’utilizzo delle amelogenine (Emdogain). Con il tempo il materiale riempitivo si trasforma in osso proprio.

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Tasche Gengivali, Cosa Sono e Come si Curano ultima modifica: 2015-10-08T10:59:22+00:00 da

Autore:

Odontoiatra implantologo e parodontologo iscritto all’ordine il 23/06/1997, con N° TO 1968, membro di SIdP (Società Italiana di Parodontologia), ITI (International Team for Implantology) e SIO (Società Italiana di Implantologia Osteointegrata).

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