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16 ottobre 2017

Lo smalto dentale è lo strato più superficiale dei denti e proprio per questo molti pensano erroneamente che sia l’elemento che ne determina il colore.

In realtà lo smalto non ha un colore, ma è traslucido e lascia trasparire il colore della dentina, vera responsabile della colorazione dei denti, che ha sfumature che vanno dal giallo al grigio.

Hai lo smalto troppo consumato

La funzione dello smalto è proteggere il dente dall’usura e dall’attacco di agenti esterni. Tuttavia il tempo o le abitudini sbagliate possono danneggiarlo ostacolando il suo ruolo di difesa del dente.

Erosione dello smalto

Con il processo di erosione i denti perdono una certa quantità di smalto. Le cause possono essere diverse, ma in linea generale l’erosione dello smalto può essere determinata dalla presenza di sostanze acide che attaccano la parte esterna del dente provocando lesioni. Spesso riscontrano una problematica di questo tipo persone che soffrono di vomito frequente come i pazienti bulimici o affetti da reflusso gastro-esofageo. Anche l’abuso di alimenti particolarmente acidi – come limone, arancia e succhi di frutta – può facilitare l’erosione dentale.

Sono diversi i segni che indicano la presenza dell’erosione dentale, primi fra tutti il colore e la forma dei denti che appaiono ingialliti e più corti. Inoltre lo smalto tende a diventare trasparente soprattutto lungo i bordi.

Oltre alle ripercussioni di natura estetica, i pazienti che soffrono di erosione dello smalto avvertono un aumento della sensibilità dentale. Questo succede perché la polpa scoperta è maggiormente esposta agli stimoli termici, ma anche al rischio di contaminazione batterica.

È importante individuare le cause dell’erosione dentale per porvi rimedio poiché in questi casi il rischio di frattura o scheggiatura del dente è molto elevato.

Rimedi per l’erosione dello smalto

Dopo che il dentista avrà individuato l’origine del consumo dei denti, consiglierà l’approccio terapeutico da seguire per limitare o eliminare il problema dell’erosione dentale. A seconda dei casi si andrà a correggere la dieta, a migliorare la tecnica di spazzolamento, prescrivere l’uso di collutori che tamponano l’acidità per pazienti bulimici, o a intervenire con l’applicazione di protesi dentarie. Ad esempio le faccette dentali in ceramica, se il danno non è elevato o la corona dentaria – anche detta nel gergo comune capsula dentale – se ormai il dente risulta essere irrimediabilmente compromesso.

Trattamento minimamente invasivo diastemi ipoplasia smalto faccette ceramica feldspatica

Riguardo alla ricopertura dei denti, con l’evoluzione tecnologica e la nascita di nuovi materiali molto resistenti come il disilicato di litio oggi è possibile ricoprire i denti senza limarli. Queste tecniche additive che non prevedono la sottrazione di tessuto dentario sano hanno un enorme vantaggio: si può sempre tornare al punto di partenza se si vuole e non si devono devitalizzare gli elementi dentari.

Abrasione

Il consumo dei denti può essere collegato anche a cause meccaniche, come in digrignamento dei denti, lo spazzolamento scorretto o l’uso di dentifrici troppo abrasivi, ad esempio quelli sbiancanti. In questo caso di parla di abrasione dentale che interessa principalmente la superficie masticatoria e la superficie esterna del dente a livello dei colletti.

Per evitare problemi di questo tipo è molto importante imparare la giusta tecnica di spazzolamento. Molti puliscono i denti con un movimento orizzontale, in realtà la superficie dentale va spazzolata seguendo un movimento verticale che va dalla gengiva verso il dente, senza applicare troppa forza. Sono delle vere e proprie pennellate che si eseguono con lo spazzolino partendo dalla gengiva e muovendo le setole verso la superficie occlusale del dente.

Carie e smalto dentale

Una delle patologie più diffuse che colpisce anche lo smalto dentale è la carie. I batteri responsabili del processo carioso (streptococco mutans), si cibano di carboidrati e rilasciano dell’acido che corrode lo smalto. Se non si tiene una buona igiene orale dopo i pasti, con il tempo l’acido consuma sempre di più lo smalto permettendo il passaggio dei batteri verso le parti più interne del dente, dentina e polpa.

È difficile che una persona si accorga del processo carioso in atto quando questo interessa solo lo smalto, essendo quest’ultimo privo di terminazioni nervose. La carie è dunque asintomatica nelle fasi iniziali, tuttavia il dentista può facilmente individuarne la presenza e porvi rimedio durante la visita di controllo.

Smalto dentale, cos’è e come preservarlo ultima modifica: 2017-10-16T17:24:20+00:00 da

Autore:

Odontoiatra protesista perfezionato in estetica del sorriso, iscritto all’ordine il 17/02/2003, con N° TO 2314. Past-President del “Membership & Recruitment Committeee” dell’International Association for Dental Research (IADR). Socio ordinario dell’Academy of Dental Materials (ADM) e della Società Italiana di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo Facciale (SIOCMF). È stato Segretario nazionale della Società Italiana di Odontostomatologia Protesica ed Implantoprotesi (SIOPI). Ricercatore RTD-B in Protesi ed Odontoiatria Digitale presso l’Università Federico II di Napoli. Abilitazione a Professore Ordinario ed Associato nel 2017. Professore a contratto di “Protesi e Riabilitazione” presso le Università Federico II di Napoli e di Siena.

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