Blog / Parodontologia / La sigaretta elettronica e il tartaro sui denti
27 aprile 2018

Che il fumo faccia male alla salute della bocca è una cosa risaputa. Non è infatti insolito vedere il sorriso dei fumatori rovinato da macchie e denti gialli, ma non è solo una questione estetica. Chi fuma e non ha una corretta igiene orale, vede un accumularsi di tartaro maggiore rispetto a un non fumatore, con il rischio più alto di sviluppare una malattia parodontale.

Perché succede?

Tartaro sottogengivale?

 

Accumulo di tartaro nei fumatori

Le sostanze presenti nelle sigarette trasformano il cavo orale in un ambiente idoneo alla proliferazione di alcuni batteri molto aggressivi, i batteri anaerobi.

sigaretta elettronica tartaro

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Questi in un ambiente poco ossigenato come la bocca di un fumatore, tendono a riprodursi molto facilmente e se la placca non viene rimossa con l’igiene orale, tendono a favorirne il processo di mineralizzazione che porta agli accumuli di tartaro.

I depositi di tartaro possono essere sopragengivali o sottogengivali. I primi si presentano come incrostazioni bianche o giallastre che ricoprono il dente e il solco gengivale, i secondi di colore scuro perche’ pigmentati dal sangue, sono molto più pericolosi perché non sono visibili ad occhio nudo, ma solo attraverso radiografie endorali e sondaggio parodontale. Il tartaro sottogengivale può attaccare e danneggiare i tessuti parodontali portando allo sviluppo della parodontite.

La rimozione del tartaro sottogengivale non è una cosa semplice ecco perchè conviene affidarsi ad un parodontologo, cioè uno specialista proprio nella cura delle parodontiti e quindi nella rimozione proprio del tartaro sottogengivale,

Se non diagnosticata e curata in tempo la malattia parodontale porta alla mobilità e alla caduta dei denti coinvolti.

Chi fuma ha una percentuale 3 volte maggiore di sviluppare la parodontite e perdere i denti proprio perché, come dicevamo all’inizio, catrame, nicotina e altre sostanze contenute nelle sigarette favoriscono la proliferazione di batteri anaerobi e l’accumulo di tartaro.

È essenziale quindi che i fumatori si sottopongono a sedute di igiene professionale e a visite di controllo più di frequentemente rispetto a un non fumatore.

 

Sigaretta elettronica e accumulo di tartaro

Una delle tendenze degli ultimi anni è quella di ricorrere alla sigaretta elettronica per smettere di fumare o per lo meno diminuire i rischi, compresi quelli relativi al cavo orale, legati alle sostanze presenti nelle sigarette tradizionali.

La sigaretta elettronica infatti è un dispositivo che produce vapore partendo da una soluzione liquida che contiene aromi, diluenti e nicotina in percentuali variabili, ma comunque minori rispetto alla classica sigaretta. Di conseguenza i danni ai denti dovrebbero essere di gran lunga ridimensionati.

In realtà gli studi che analizzano le conseguenze sul cavo orale della sigaretta elettronica sono ancora pochi e non ci sono dati scientifici tali da poter affermare che questo dispositivo non favorisca l’accumulo di tartaro e lo sviluppo della parodontite. Bisogna dire però che nella sigaretta elettronica manca l’elemento più dannoso per i denti, il catrame. 

 

Cosa fare per evitare l’accumulo di tartaro?

Ovviamente la cosa migliore da fare è smettere di fumare e avere una corretta igiene orale domiciliare spazzolando accuratamente i denti, passando il filo interdentale e soprattutto usando l’idropulsore per eliminare tutti i residui di cibo. In ogni caso l’indicazione valida anche per i non fumatori è sottoporsi a sedute di detartrasi che consistono nella rimozione meccanica (ablazione) del tartaro sopragengivale e sottogengivale con appositi strumenti odontoiatrici sonici ed ultrasonici.

L’unica accortezza per chi fuma è di sottoporsi a visita di controllo e di pulizie dal dentista con maggiore frequenza. Almeno una volta ogni tre mesi.

 

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La sigaretta elettronica e il tartaro sui denti ultima modifica: 2018-04-27T17:39:17+00:00 da

Autore:

Odontoiatra implantologo e parodontologo iscritto all’ordine il 23/06/1997, con N° TO 1968, membro di SIdP (Società Italiana di Parodontologia), ITI (International Team for Implantology) e SIO (Società Italiana di Implantologia Osteointegrata).
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