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Ogni giorno molti utenti del web cercano informazioni su come sbiancare i denti in casa, per conto proprio, magari in modo naturale. Cominciamo col dire che con il tempo lo smalto naturale dei denti tende a scurire in modo diverso da persona a persona.

 Scopri di più sullo sbiancamento dentale

L’ingiallimento dei denti è accelerato dalle cattive abitudini igieniche e dagli alimenti maggiormente pigmentanti come vino o caffè o dall’assunzione di alcuni tipi di farmaci. Lo smalto essendo poroso lascia passare elementi che si fissano sulla dentina modificandone il colore. Oltre al vino rosso e al caffè altri cibi pigmentanti sono il thé, le bibite gassate, alcuni condimenti, quali aceto balsamico e salsa di soia, dolci con coloranti alimentari, frutta e verdura come more, ciliegie, mirtilli e barbabietole. Ovviamente non si deve smettere di consumare questi alimenti per la paura di macchiare i denti, l’importante è avere una buona igiene orale e ricordarsi di lavare i denti dopo ogni pasto. Altre sostanze che ingialliscono i denti sono il tabacco, un eccesso di fluoro, gli antibiotici e gli antistaminici.

Pur non provocando problemi per la salute e la corretta funzionalità della bocca, i denti gialli sono molto fastidiosi a causa della loro valenza antiestetica. Per questo motivo probabilmente sono molte le persone interessate ai metodi di sbiancamento dei denti fai da te.

Non bisogna però confondere l’ingiallimento dei denti causato da macchie sui denti stessi dal cambiamento intrinseco del colore di questi ultimi.

Nel caso in cui ci siano macchie superficiali queste possono essere semplicemente tolte con la pulizia dei denti ed in particolare con un apparecchio detto Air Flow che attraverso un getto ad alta pressione di aria acqua e bicarbonato elimina le macchie da denti “pulendoli.

Nel caso invece di modifica del colore del dente bisogna ricorrere ad una procedura di sbiancamento che agisce sul colore intrinseco del dente.

Per questo motivo è opportuno prima sottoporsi ad una procedura di sbiancamento eseguire prima un accurata seduta di pulizia al fine di rimuovere macchie superficiali che in genere sono da colluttori, fumo, caffè, etc.

Lo sbiancamento dentale domestico o “casalingo” viene di solito eseguito in tre modi che elenchiamo di seguito:

White strips: Sono strisce di circa 0,2 mm di spessore su cui si trova un gel adesivo contenente perossido di idrogeno al 6%, il principio attivo che produce lo sbiancamento. Le strisce si fanno aderire ai denti da canino a canino e si lasciano agire durante la notte. Per quanto se ne parli bene su internet, non possiamo che riportare testimonianza dei disagi dei nostri pazienti, che dopo averle usate, sono costretti a ricorrere ad una seduta di sbiancamento professionale presso il nostro studio, perché è praticamente impossibile applicare le white strips in modo da coprire l’intera superficie esterna del dente in modo uniforme. Il risultato più frequente è uno sbiancamento “a chiazze”, la cui resa estetica provoca imbarazzo.

Dentifrici sbiancanti: ce ne sono di diversi tipi in commercio. La caratteristica principale di questi prodotti è nei microgranuli, che svolgono una funzione abrasiva sui denti. Quindi si tratta più che di uno sbiancamento di uno smacchiamento superficiale. Allo stesso tempo avviene una leggera consunzione dello smalto tale da rendere inopportuno l’utilizzo frequente di tali prodotti.

Bicarbonato di sodio: lo stesso tipo di bicarbonato utilizzato per disinfettare le verdure può essere utilizzato per sbiancare/eliminare le macchie più superficiali dei denti. Si tratta si sciogliere in acqua un cucchiaino di bicarbonato, intingervi lo spazzolino e passarlo delicatamente sui denti cercando di evitare le gengive. Le caratteristiche di basicità del bicarbonato lo rendono ideale per le dentiere, ma possono corrodere i denti o provocarne un aumento della sensibilità, per questo motivo se ne sconsiglia l’utilizzo prolungato.

 

Lo sbiancamento professionale

Lo sbiancamento professionale invece viene svolto da un dentista qualificato e può essere effettuato sia nello studio odontoiatrico sia domiciliarmente, per mezzo di mascherine individualizzate da indossare durante la notte. Tale procedura sfrutta le proprietà di sostanze quali i perossidi, in grado di ossidare i legami chimici delle sostanze responsabili della colorazione dei denti (caffeina, teina, carotene).

Diciamo subito che alcuni pazienti confondono lo sbiancamento con la pulizia dei denti, ignorando che, mentre la pulizia dei denti serve principalmente a rimuovere il tartaro (detartrasi) e le macchie superficiali (dovute ad esempio a caffè, liquirizia, collutorio, coca cola, etc.), lo sbiancamento invece cambia il colore intrinseco del dente rendendolo più bianco e rimuovendo eventuali  macchie  profonde. La pulizia quindi “pulisce”, mentre lo sbiancamento “sbianca”.

 

Sbiancamento dentale come si fa

Esistono diverse tecniche di sbiancamento dentale da fare a casa o nello studio dentistico. In linea generale il principio attivo utilizzato è sempre il perossido di idrogeno o perossido di carbamide in diverse concentrazioni.

Come dicevamo lo sbiancamento sfrutta la capacità dei perossidi di ossidare i legami chimici delle sostanze che macchiano o denti, questo processo può interessare sia i denti vitali che quelli devitalizzati. C’è da sottolineare che non tutte le macchie possono essere sbiancate allo stesso modo, ad esempio il trattamento è molto più efficace sui denti tendenti al giallo o al marrone, mentre sulle macchie grigie il risultato sarà meno evidente.

Trattamento alla poltrona

Per trattamento alla poltrona si intende la seduta di sbiancamento effettuata presso lo studio dentistico. Questo tipo di trattamento è consigliato per eliminare pigmentazioni generalizzate su tutta l’arcata o in zone specifiche di uno o più elementi dentari. Lo sbiancamento alla poltrona non richiede molto tempo e i primi risultati sono visibili già dopo una seduta. Nel caso del trattamento alla poltrona ci si può avvalere della fotoattivazione tramite luce alogena, laser, luce Led e del metodo termocatalitico. Questo tipo di trattamento durando solo il tempo della seduta, circa 40 minuti, necessita di un alta concentrazione di principio attivo (perossido di carbamide al 35%) ed è pertanto meno conservativo e quindi più aggressivo verso l’elemento dentario.

Sbiancamento denti con il laser, come funziona

Negli ultimi tempi una delle procedure più diffuse per sbiancare i denti è quella che si avvale dell’utilizzo del laser. Questa tecnica di sbiancamento consiste nell’applicazione di un gel a base di perossido di idrogeno al 35% sulla superficie dei denti che viene attivato dal fascio laser. L’energia prodotta permette il rilascio di radicali liberi che vanno a ossidare i pigmenti responsabili dell’ingiallimento dei denti. Pur essendo un trattamento efficace, lo sbiancamento dentale con il laser è da sconsigliare in quanto alcuni studi hanno mostrato come l’innalzamento della temperatura prodotto dal laser può causare danni irreversibili ai denti.

Sbiancamento denti a casa con le mascherine

Lo sbiancamento domiciliare può essere effettuato a casa dal paziente sotto la supervisione del dentista, quindi non va confuso con i trattamenti fai da te di cui abbiamo parlato prima.  Lo sbiancamento domiciliare prevede l’uso di mascherine individuali riempite con un gel di perossido di carbammide al 10%, generalmente indossate durante le ore notturne. Il trattamento domiciliare tramite mascherine è attualmente la soluzione meno aggressiva e stabile nel tempo. In più è sempre possibile negli anni successivi intervenire con una notte di sbiancamento aggiuntiva utilizzando una siringa di gel.

 

Cosa succede dopo lo sbiancamento

In gran parte dei casi dopo un sbiancamento dentale viene riscontrato un aumento transitorio della sensibilità dentale che può essere tenuta facilmente sotto controllo tramite l’applicazione di dentifrici gel ricchi di fluoro. Altro effetto collaterale dello sbiancamento dentale è l’irritazione dei tessuti molli che tuttavia tende a sparire in tempi rapidi, in questi casi le gengive possono assumere un colore bianco, viola o rossastro. Inoltre è possibile che il paziente avverta lievi alterazioni del gusto e avere la sensazione di un gusto metallico per alcune ore.

 

Quanto costa lo sbiancamento dei denti

In generale il costo di uno sbiancamento dentale ad entrambe le arcate costa circa 500 euro. È importante tener presente che il prezzo per questo tipo di trattamento può variare anche in relazione alla regione italiana in cui viene fatto.

 

Quanto dura lo sbiancamento e come mantenere i denti bianchi

L’effetto dello sbiancamento dentale può durare fino a 1 anno in condizioni normali poi si tende a perdere fino al 50% del risultato ottenuto nei cinque anni successivi.

E’ però possibile mantenere i denti bianchi nel tempo se si è utilizzato un trattamento domiciliare con mascherine di precisione eseguendo, come già è stato spiegato, delle sedute di richiamo.

Inoltre per mantenere i denti bianchi il più a lungo possibile è importante eliminare le cattive abitudini che macchiano i denti, come il fumo, avere una buona igiene domiciliare e sottoporsi periodicamente a sedute di pulizia dei denti professionale.

Sbiancamento Denti fai da te, è Pericoloso? ultima modifica: 2017-05-11T06:26:49+00:00 da

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