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18 Aprile 2017

Abbiamo più volte sottolineato come avere dei denti bianchi non solo migliori l’estetica del sorriso, ma incida anche sull’autostima di una persona.

Sorridere senza provare imbarazzo per i denti gialli può aumentare la fiducia in se stessi e migliorare i rapporti relazionali.

Non a caso lo sbiancamento dentale è uno dei trattamenti più richiesti per perfezionare la bellezza del proprio sorriso.

Esistono diverse procedure per far ritornare i denti bianchi, da svolgersi nello studio dentistico o a casa e per ciascuna di esse è previsto l’utilizzo del perossido di idrogeno o del perossido di carbamide in diverse percentuali.

Nel caso del trattamento alla poltrona queste sostanze possono essere attivate tramite luce alogena, LED, laser o metodo termocatalitico per accelerare il processo di sbiancamento dentale.

Negli ultimi tempi uno dei metodi più richiesti e utilizzati è lo sbiancamento dei denti con il laser, vediamo in cosa consiste questa tecnica e perché non è sempre consigliabile metterla in pratica.

Vuoi sbiancare i denti?

Laser per sbiancare i denti

Prima di ogni sbiancamento dentale sono importanti una visita di controllo per verificare la presenza di eventuali patologie come la carie, e la presenza di vecchie otturazioni che non cambiando colore dopo lo sbiancamento si niotertebbero, oltre che una pulizia dei denti professionale da effettuarsi diversi giorni prima per eliminare in modo accurato la placca e il tartaro presenti sui denti. La procedura dello sbiancamento dentale al laser è molto semplice e consiste nell’applicazione sulla superficie dentale di un gel a base di perossido di idrogeno con una concentrazione al 35% che verrà poi colpito dal fascio laser. L’energia prodotta dal laser attiva il gel che rilascia radicali liberi capaci di ossidare i pigmenti scuri. In questo modo i denti riacquistano il loro colore naturale.

Perché è sconsigliato usare il laser

Lo sbiancamento dentale con il laser non è adatto a tutti. Persone con gravi malattie croniche, donne incinte o in fase di allattamento, pazienti allergici a una delle sostanze contenute nel gel o che hanno denti danneggiati non possono sottoporsi a questo tipo di procedura.

In linea generale questo tipo di trattamento è sconsigliato per tutti perché oltre a un’elevata ipersensibilità post sbiancamento, alcuni studi condotti sulla variazione di temperatura intrapulpare associata a sbiancamento con perossido di idrogeno al 35%, hanno mostrato come l’attivazione Nd:YAG laser provoca il maggior innalzamento di temperatura (4,325°C) e che un incremento di 5,6°C può causare danni irreversibili ad esempio necrosi, riscontrata nel 15% dei casi. Questo rischio non è presente con l’applicazione della luce a led che è da considerarsi la più sicura perché provoca un innalzamento della temperatura di gran lunga inferiore al laser (0,975°C).

Altri metodi di sbiancamento dentale

Oltre al trattamento alla poltrona i pazienti possono decidere di eseguire la procedura a casa. Attenzione, lo sbiancamento domiciliare non va confuso con i vari metodi fai da te per sbiancare i denti, ma è da effettuarsi sempre sotto la supervisione del dentista. Lo sbiancamento domiciliare prevede l’uso di mascherine individuali in silicone morbido che il paziente riempie con un gel di perossido di carbammide con una concentrazione al 10%. Le mascherine generalmente vanno indossate durante le ore notturne per circa 6 giorni non consecutivi, in modo da evitare l’insorgere di sensibilità dentali. Questa tecnica viene considerata una delle più conservative perché riduce i possibili effetti collaterali ed è la più stabile nel tempo.

Se oltre al problema dei denti gialli il paziente mostrasse la necessità di migliorarne anche la forma, sarà valutabile il ricorso alle faccette dentali.

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Sbiancamento denti con il laser ultima modifica: 2017-04-18T12:05:13+00:00 da

Autore:

Odontoiatra implantologo e parodontologo iscritto all’ordine il 23/06/1997, con N° TO 1968, membro di SIdP (Società Italiana di Parodontologia), ITI (International Team for Implantology) e SIO (Società Italiana di Implantologia Osteointegrata).
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