Blog / Parodontologia / Rimedi per la Gengivite
14 marzo 2017

La gengivite è un’infiammazione delle gengive causata il più delle volte da una cattiva igiene orale. Quando la placca si accumula formando il tartaro, può provocare alitosi, arrossamento, gonfiore e sanguinamento delle gengive.

Il colore delle gengive è un buon indicatore della salute del cavo orale, non a caso alcune patologie si manifestano con una variazione del tessuto gengivale. Quelle sane si presentano compatte, di colore rosa corallo e con un contorno regolare. In caso contrario, cioè quando le gengive sono rosse, gonfie e sanguinanti c’è un’infiammazione.

La gengivite può degenerare in parodontite, comunemente nota come piorrea, con presenza di tasche parodontali, e condurre alla perdita dei denti.

Le gengive si stanno ritirando?

La gengivite è quindi spesso causata da un’infezione batterica che può dipendere dal modo in cui ci laviamo i denti e a volte purtroppo anche da una pulizia dei denti fatta male, perché eseguita da un dentista non specializzato in parodontologia. La gengivite è favorita dall’alcolismo, il tabagismo, lo stress, l’uso di antidepressivi o corticosteroidi e la gravidanza. In quest’ultimo caso ci si lava meno bene i denti poiché sanguinano maggiormente le gengive e quindi il paziente ha paura. Inoltre durante la gestazione la futura mamma tende a tralasciare le cure odontoiatriche per paura che anestesie o particolari protocolli terapeutici possano in qualche modo portare danno al nascituro.

gengivite rimedi

gengivite rimedi

In realtà non ci sono particolari controindicazioni alle normali cure odontoiatriche, anche quelle che richiedono un’anestesia locale non dovrebbero preoccupare più di tanto, anzi durante il periodo gestazionale la donna dovrebbe avere maggior cura della propria salute orale e fare una visita di controllo almeno ogni trimestre. Durante la gravidanza non è insolito soffrire di gengivite, le gengive infatti sono più delicate, questo vuol dire che anche una lieve infiammazione può causare dolore e sanguinamento.

Non è insolito che la gengivite in gravidanza possa trasformarsi in parodontite la quale, se sottovalutata può portare alla perdita di uno o più denti. È importante quindi sottoporsi a uno o più sedute di igiene professionale per eliminare il tartaro in eccesso ed evitare il rischio parodontite.
Secondo le linee guida internazionali una donna in gravidanza dovrebbe sottoporsi a sedute di igiene orale ogni tre mesi.

Esiste inoltre un tipo di gengivite più grave e a rapida progressione che oltre a dolore e sanguinamento provoca anche ulcerazioni gengivali, per questo detta gengivite necrotizzante ulcerativa. Questo tipo di gengivite deve essere trattata con una terapia farmacologica a base di antibiotici e una pulizia delle gengive per rimuovere il tessuto necrotico.

Prevenire la gengivite

Per difendersi e prevenire la gengivite è opportuno praticare attenzione alla propria igiene orale, lavandosi i denti dopo i pasti almeno tre volte al giorno, usando uno spazzolino con setole medie ed evitando di stressare le gengive se infiammate. Le setole morbide invece si usano solo dopo interventi di chirurgia parodontale rigenerativa ed estetica. È opportuno lavare bene anche la lingua per evitare accumuli batterici, usare il filo interdentale e il collutorio pur senza eccedere.

In presenza di un’infiammazione gengivale i collutori normalmente venduti nella grande distribuzione potrebbero risultare poco efficaci contro il fastidio della gengivite. In questi casi sarebbe meglio  sceglierne uno che contenga la clorexidina gluconato, componente che svolge un’azione antisettica. Prima di utilizzare un colluttorio alla clorexidina è opportuno chiedere consiglio al proprio dentista in quanto un uso prolungato può macchiare i denti. In ogni caso è importante ricordare che i collutori per la gengivite agiscono solo sui sintomi, ma non riescono a risolvere il problema.

Un ulteriore consiglio utile è l’uso della doccetta intraorale soprattutto per i pazienti che fanno ortodonzia e portano una protesi fissa. L’idropulsore è uno strumento per la pulizia dei denti domiciliare, da associare allo spazzolino, che utilizza il getto d’acqua per la detersione degli spazi interdentali e del bordo gengivale.

Un importante alleato contro la gengivite rimane il dentista, dal quale è opportuno farsi visitare almeno 2 volte l’anno, (o nei casi di parodontite anche 3-4 volte fino a una visita ogni 2 mesi per la parodontite aggressiva) per accertarsi che non ci siano problemi e che non se ne verifichino. La prevenzione della gengivite passa anche per l’alimentazione. È bene infatti mangiare molta frutta perché contiene vitamine e antiossidanti, e verdura cruda tutti i giorni.

Gli alimenti che hanno un alto contenuto di fibre, come sedano, carote e mele, aiutano a auto-detergere i denti e a massaggiare le gengive durante la masticazione. Quelli ricchi di vitamina C, come fragole e kiwi, prevengono il decadimento del collagene senza il quale le gengive rischiano di perdere tono e di abbassarsi lasciando il colletto dentale scoperto. Infine le cipolle specialmente se mangiate crude svolgono un’azione antibatterica grazie alla presenza di un composto a base di zolfo.

Come curare la gengivite?

La gengivite si cura con una corretta igiene orale e con regolari pulizie dei denti, mentre il dolore e il fastidio possono essere tenuti sotto controllo attraverso rimedi naturali o farmaceutici.

Tra i rimedi farmaceutici troviamo gli anti infiammatori non steroidei, indicati per ridurre il gonfiore e alleviare il dolore, l’acido acetilsalicilico e il naproxene. Chiaramente queste cure vanno prescritte da un dentista dopo una visita di controllo. Tra i rimedi naturali invece, quelli più utilizzati assolvono a una funzione lenitiva del dolore e dell’infiammazione, e sono le droghe mucillaginose come l’aloe vera in gel, l’Altea e la malva, le piante ad azione antinfiammatoria come la calendula e le piante immunostimolanti come l’echinacea o l’astragalo.

I rimedi naturali vengono utilizzati soprattutto per alleviare i fastidi gengivali dei bambini quando spuntano i primi dentini o si cambiano i denti provvisori. In ogni caso portare il bambino dal dentista già nei primi anni di vita per semplici visite di controllo può essere utile per scongiurare problematiche in futuro. Uno dei compiti del pedodonzista è proprio quello di istruire bimbi e genitori su tutte le pratiche di igiene orale.

Cosa fa il dentista per curare la gengivite?

Generalmente un buon parodontologo, risolve la gengivite curandone le cause, cioè gli accumuli di tartaro che provocano infezione e successivamente prescrivendo una cura basata su farmaci che tengano sotto controllo l’infezione in atto finché non guarisce del tutto. Questo è uno dei motivi per cui è tanto importante fare la visita di controllo e periodicamente la pulizia dei denti.

Pulizia dei denti, perché deve farla il parodontologo?

Dato che la gengivite è causata da un accumulo di placca e tartaro, l’unico modo per risolverla è quello di sottoporsi a una pulizia dei denti professionale, per questo tipo di operazione sarebbe meglio affidarsi alle mani di un parodontologo. La maggior parte dei pazienti non sa che se la pulizia non è fatta in modo approfondito e non viene eliminato anche il tartaro sotto-gengivale si rischia un’infiammazione che può degenerare in parodontite. Il parodontologo, in caso di grandi accumuli di tartaro e presenza di tasche profonde, può utilizzare le curette, piccoli strumenti uncinati con cui è possibile rimuovere il tartaro dalla base dei denti ed eventualmente anche dalle tasche parodontali.

Oggi poi con l’utilizzo di curettes soniche la rimozione del tartaro risulta molto più semplice e performante al punto che oggi si riescono ad evitare molti interventi chirurgici per la rimozione del tartaro. Il curettage è una pratica assolutamente indolore perché fatta in anestesia locale, il paziente però potrebbe avvertire un po’ di fastidio nei giorni seguenti all’operazione.

Gengivite e parodontite

Nel caso in cui si soffra di gengivite da diverso tempo e il problema venga ulteriormente trascurato c’è il rischio che, in soggetti predisposti, questa possa trasformarsi parodontite, una patologia infiammatoria e degenerativa che porta alla formazione di tasche parodontali, perdita di osso attorno al dente, mobilità dentale, sanguinamento e perdita di uno o più denti. Purtroppo la parodontite è una malattia subdola che non dà segni evidenti della sua presenza fino a quando non cominciano a muoversi i denti.

Tuttavia uno specialista parodontologo può diagnosticarla in tempo tramite radiografie endorali e sondaggio delle tasche parodontali,  che consiste nell’inserire con molta delicatezza una sonda millimetrata tra il dente e il margine della gengiva. Questa patologia è sempre stata temuta per le sue conseguenze, ma oggi se presa in tempo può essere tenuta sotto controllo conservando i denti naturali del paziente.

È fondamentale comunque che le gengive non sanguinino anche se spazzolate energicamente. La presenza di sanguinamento è sempre indice di un problema.

Rimedi per la parodontite

Se fino a qualche tempo fa la tendenza generale per la terapia parodontale prediligeva l’estrazione dell’elemento dentale per sostituirlo con un impianto, oggi l’obiettivo è preservare il dente naturale del paziente. Il primo approccio è sicuramente quello non chirurgico; laddove nonostante la terapia permangano le tasche parodontali si fa ricorso a manovre di chirurgia rigenerativa.

Quando si fa riferimento alla terapia non chirurgica per la parodontite non ci si riferisce all’uso del laser, per il quale non esistono dati in letteratura scientifica che ne dimostrino la validità per la cura di questa patologia, ma all’utilizzo di appositi strumenti, le curettes soniche per rimuovere placca e tartaro in modo scrupoloso. Grazie a questi dispositivi è possibile raschiare le pareti gengivali, rimuovere in modo accurato i tessuti molli ed eventualmente quelli necrotici dalla tasca parodontale favorendo la guarigione dei tessuti parodontali.

Se questo trattamento non dovesse dare i risultati sperati, lasciando persistere profonde tasche parodontali si procede con un approccio chirurgico. L’obiettivo della chirurgia rigenerativa è salvare il dente naturale ricostruendo il tessuto perduto.

Parodontite e impianti dentali

Si ricorre a un intervento di implantologia dentale per la parodontite solo nei casi in cui non è stato possibile salvaguardare il dente naturale del paziente. Oggi con l’implantologia guidata possono essere eseguite procedure poco invasive, ma estremamente precise capaci di limitare al minimo il fastidio per il paziente in quanto non è più necessario aprire la gengiva per inserire gli impianti dentali.

L’intervento di implantologia con protocolli poco invasivi può essere eseguito anche nei casi in cui c’è scarsa quantità ossea. Grazie alle leghe in titanio zirconia (Roxolid – Straumann) è possibile ottenere impianti molto resistenti, ma più sottili rispetto a quelli tradizionali. Nei casi in cui è presente una grave atrofia ossea è comunque possibile ricorrere agli impianti dentali dopo aver eseguito manovre di rigenerazione ossea.

Contattaci per qualsiasi dubbio.

Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Provincia di provenienza

Oggetto

Il tuo messaggio


Rimedi per la Gengivite ultima modifica: 2017-03-14T09:18:57+00:00 da

Autore:

Odontoiatra implantologo e parodontologo iscritto all’ordine il 23/06/1997, con N° TO 1968, membro di SIdP (Società Italiana di Parodontologia), ITI (International Team for Implantology) e SIO (Società Italiana di Implantologia Osteointegrata).

2018 © Copyright - Studio Cozzolino

   081.245 18 05

Shares
Studio Dentistico Cozzolino