Blog / Chirurgia Orale / La ricostruzione gengivale, quali sono le pratiche da seguire?
3 ottobre 2018

La ricostruzione gengivale competenza del parodontologo è uno degli interventi più diffusi in uno studio dentistico che offre anche servizio di chirurgia. Si tratta di una soluzione importante per risolvere diversi problemi che affliggono i pazienti che hanno bisogno di trattamento di una recessione gengivale con rigenerazione dei tessuti molli.

Cosa sono le gengive e come si danneggiano

Le gengive ricoprono le arcate alveolari e circondano il colletto dei denti. La loro funzione prioritaria è proteggere il parodonto da eventuali attacchi di agenti esterni.

Ricordiamo che il parodonto è un insieme di strutture il cui compito principale è quella di sostenere il dente e di mantenerlo ben ancorato al tessuto osseo.

Se il legamento parodontale subisce dei danni a cui non viene posto rimedio si rischia la caduta del dente coinvolto.

Va da se quindi, che qualsiasi problema riguardante la salute delle gengive non deve essere in alcun modo sottovalutato.

Poiché nel lungo periodo può portare a complicazioni ben più gravi di un’infiammazione.

Cos’è una recessione gengivale

Le patologie più conosciute dalla maggior parte delle persone sono la gengivite e parodontite, non tutti sanno però che le gengive possono andare incontro a un’ulteriore problematica che è quella della recessione gengivale.

La recessione gengivale è un processo graduale che porta la gengiva a ritirarsi dalla sua naturale posizione fino alla radice, esponendo così il dente al rischio di attacco da parte di agenti patogeni.

Le aree più esposte a questa patologia sono quelle dell’area canino-premolare, vale a dire quella di massima curvatura dell’arcata dentaria che combacia con la minor protezione possibile dagli agenti che tendono a causare questo problema. Spesso si osserva una recessione gengivale superiore nel settore sinistro per i destrorsi (destro per i mancini) in base alla forza che viene messa nello spazzolamento.

 Scopri di più sulla Chirurgia Orale

Perché curare la recessione gengivale

La maggior parte dei pazienti sono portati a pensare che quando si verifica un processo di recessione gengivale si soffre automaticamente di parodontite. In realtà non è così.

Quando c’è un problema parodontale serio oltre ad un arretramento delle gengive sono ben visibili degli spazi neri tra i denti. Se questi non sono presenti, ma c’è solo una perdita del tessuto gengivale esterno al dente, probabilmente la causa va ricercata nello scorretto spazzolamento dei denti.

recessione-gengivale

recessione gengivale

In quest’ultimo caso, non curare le recessioni non porta alla caduta dei denti, ma ciò non vuol dire che il problema debba essere trascurato rimandandolo all’infinito.

Le motivazioni che devono spingere ad agire per coprire le recessioni sono diverse.

Come prima cosa avere la radice del dente scoperta oltre a provocare una fastidiosa sensibilità dentale al freddo e al caldo a lungo andare può rendere necessaria la devitalizzazione del dente. Se infatti la radice non è protetta dallo smalto lo stesso spazzolamento “sega” il dente danneggiandolo.

In secondo luogo c’è il fattore estetico. Il dente appare più lungo rispetto agli altri e se ad essere colpite da recessione sono le gengive dei denti frontali, questa discrepanza sarà visibile e potrà pregiudicare la bellezza del sorriso insieme alla serenità dei rapporti interpersonali.

Cause delle gengive ritirate

Le gengive ritirate si riscontrano soprattutto nella popolazione che ha superato i quarant’anni. Le cause più frequenti che portano al processo di recessione sono due:

  • Spazzolamento scorretto
  • Tartaro

Spazzolare i denti in modo aggressivo, in senso orizzontale e con uno spazzolino con setole dure, oltre al ritiro delle gengive, può provocare diversi danni come l’abrasione del dente che poi può portare ad accumulo di placca e tartaro ed a carie.

Per evitare problemi è importantissimo imparare come pulire i denti in modo corretto, quale spazzolino usare e quali sono le manovre da mettere in pratica. Come prima cosa la scelta dello spazzolino, che deve avere dimensioni proporzionate alla grandezza della propria bocca e setole di durezza media.

recessioni gengivali

Intervento per la ricopertura gengivale Pre-operazione a sinistra e post-operazione a destra della foto

Oltre alla presenza di tartaro e alle cattive abitudini in fatto d’igiene orale, gli altri fattori che possono portare le gengive a ritirarsi sono le malocclusioni, le anomalie della mucosa, le malattie ereditarie e gli scompensi a livello ormonale.

Sintomi e conseguenze (è doloroso?)

Capire se le gengive si stanno ritirando non è facile per il paziente, perché come dicevamo è un processo molto graduale e non immediatamente visibile. In generale quando si soffre di recessione gengivale si avverte un aumento della sensibilità dentale ed esteticamente il dente coinvolto appare molto più lungo del normale. In questi casi solo la normale prevenzione può aiutare i pazientare a prevenire questo fenomeno.

Rimedi e guarigione per le gengive ritirate

Per ricoprire le recessioni gengivali possono essere seguite due strade, la prima è quella dell’intervento chirurgico, la seconda è l’otturazione in materiale composito, detta otturazione di quinta classe.

Solitamente si decide per l’intervento quando a essere coinvolti sono i denti centrali e c’è un esigenza estetica, mentre si preferisce l’otturazione quando la recessione riguarda i denti interni o se si ha una linea del sorriso bassa, quindi non sono visibili quando si sorride.

Ricostruzione e innesto: intervento chirurgico

Esistono due tipi d’intervento chirurgico, uno con il quale si vuole semplicemente riposizionare la gengiva e l’altro che prevede l’innesto del tessuto gengivale. In base al caso specifico il dentista deciderà quale tipo di operazione eseguire.

Solitamente si decide per l’intervento di riposizionamento quando la gengiva è abbastanza spessa e alta e c’è la necessità di ricoprire il dente solo in altezza. In pratica si scolla la gengiva e dopo averla riposizionata, la si sutura in modo da ricoprire la parte del dente che era rimasta scoperta.

Quando c’è anche la necessità di aumentare lo spessore della gengiva, si ricorre all’innesto di tessuto gengivale che in genere è prelevato direttamente dal palato del paziente, oppure esistono anche innesti artificiali in collagene come la Fibroguide.

La parte di tessuto da prelevare è estremamente sottile e va accuratamente attaccata con suture molto piccole, per questo motivo l’intervento deve essere svolto con l’ausilio del microscopio ottico.

La principale funzione di questo strumento, infatti, è quella di ingrandire nel dettaglio la parte da trattare, dando la possibilità al dentista di operare con la massima precisione. Entrambi i tipi di interventi vengono fatti in anestesia locale.

Immagini prima e dopo le operazioni

Per capire il vantaggio di un’operazione del genere è utile avere dei riferimenti con foto del prima e dopo un intervento di ricostruzione gengivale che abbiamo affrontato nel nostro studio con diversi pazienti.

CASO 1

recessione gengivale

recessione gengivale su incisivo inferiore. PRIMA

ricostruzione gengivale

DOPO intervento di chirurgia muco-gengivale

 

CASO 2

recessioni gengivali

recessione gengivale su canino inferiore

ricostruzione gengivale

situazione post intervento di ricostruzione gengivale

 

Quale materiale preferire: collageni o tessuto gengivale?

“Il materiale che dà una maggiore predicibiltà e migliori risultati è sempre l’innesto autologo di gengiva”.Fabio Cozzolino

Dr. Fabio Cozzolino

Intervento chirurgico di ricostruzione sugli impianti.

“È molto importante avere sempre un adeguata quantità di gengiva aderente attorno all’impianto. La mancanza di gengiva può anche portare alla perdita dell’impianto stesso.

Fabio Cozzolino

In questi casi è sempre preferibile un innesto di connettivo del paziente”.

Dr Fabio Cozzolino

Otturazione in materiale composito

Nel caso in cui la gengiva ritirata si trovi su un dente interno alla bocca e quindi non visibile, si può decidere di evitare l’intervento chirurgico e di agire con un’otturazione in materiale composito. Ovviamente in questo caso si ricopre la radice esposta con materiale composito e avremo un dente più lungo.

In questo caso è indispensabile usare la diga di gomma, cioè uno strumento utilizzato anche in endodonzia per evitare il rischio di contaminazione dell’otturazione con saliva e il respiro del paziente e quindi con germi e batteri presenti normalmente nella bocca. Ovviamente tutte le recessioni gengivali possono essere trattate sia chirurgicamente sia con l’otturazione.

Nel caso in cui il paziente per motivi autoestetici o personali, preferisca agire direttamente sulla gengiva anche per i denti non centrali o dove non ci sono motivazioni estetiche, il dentista potrà sicuramente accontentare la sua richiesta.

Aspetti post-operatori della ricostruzione

La paura della maggior parte delle persone che devono sottoporsi a un intervento chirurgico, è quella di provare dolore dopo che sia passato l’effetto dell’anestesia. In effetti anche nei caso di operazioni di ricostruzione delle gengive può capitare di sentire dolore soprattutto nella sede del prelievo di connettivo quando è necessario.

Fortunatamente può essere tenuto facilmente sotto controllo con l’assunzione di semplici antidolorifici. Gli antibiotici vanno presi sotto prescrizione medica per prevenire rischi di infezione. Mentre per contrastare un eventuale gonfiore o comparsa di ematoma sono sufficienti impacchi di ghiaccio, con l’accortezza però di avvolgerli in un tessuto morbido come della carta o un asciugamano.

Bibliografia per approfondire il tema

Clinical efficacy of periodontal plastic surgery procedures: consensus report of Group 2 of the 10th European Workshop on Periodontology.

Tonetti MS, Jepsen S; Working Group 2 of the European Workshop on Periodontology.

J Clin Periodontol. 2014 Apr;41 Suppl 15:S36-43. doi: 10.1111/jcpe.12219. PMID: 24640999

An overview of periodontal regenerative procedures for the general dental practitioner.

Siaili M, Chatzopoulou D, Gillam DG.

Saudi Dent J. 2018 Jan;30(1):26-37. doi: 10.1016/j.sdentj.2017.11.001. Epub 2017 Nov 14. Review. PMID: 30166868 Free PMC Article

Periodontal materials and cell biology for guided tissue and bone regeneration.

Andrei M, Dinischiotu A, Didilescu AC, Ionita D, Demetrescu I.

Ann Anat. 2018 Mar;216:164-169. doi: 10.1016/j.aanat.2017.11.007. Epub 2017 Dec 28. Review. PMID: 29289707

Periodontal plastic surgery of gingival recessions at single and multiple teeth.

Cairo F.

Periodontol 2000. 2017 Oct;75(1):296-316. doi: 10.1111/prd.12186. Review. PMID: 28758301

Contattaci per qualsiasi dubbio.

Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Provincia di provenienza

Oggetto

Il tuo messaggio


La ricostruzione gengivale, quali sono le pratiche da seguire? ultima modifica: 2018-10-03T15:00:04+00:00 da

Autore:

Odontoiatra implantologo e parodontologo iscritto all’ordine il 23/06/1997, con N° TO 1968, membro di SIdP (Società Italiana di Parodontologia), ITI (International Team for Implantology) e SIO (Società Italiana di Implantologia Osteointegrata).
  1. 15 aprile 2017

    E’ vero che se non ci sono le papille praticamente l innesto non funziona nel senso che la radice nn si…copre?? Quando cioe’ il dente risulta con la gengiva completamente giu’ possibile che nn si possa far niente??io ho questo problema quando sorrido nn si vede ma il fatto di avere i denti così mi crea tanto disagio…cosa posso fare?

  2. 19 aprile 2017

    Se esiste una mancanza delle papille la soluzione migliore è quella di applicare delle faccette in ceramica che cambiando la morfologia del dente chiudono lo spazio nero tra i denti.

  3. 23 maggio 2017

    Salve, io ho avuto una recessione gengivale con annesso spaziamento tra i due denti.. in questo caso grave è possibile intervenire?e come si interviene?

  4. 25 ottobre 2017

    Buongiorno, il mio è un problema in po’ diverso rispetto alla recessione gengivale. Ho 29 anni e per circa un anno ho portato l’apparecchio. Avevo il palato stretto e il canino destro non era “sceso” completamente, rimanendo fuori arcata. Dopo il trattamento ortodontico ( espansore sotto il palato + piastrine con filo) il canino è ritornato abbastanza in linea e per il momento sto utilizzando delle mascherina per la notte. Il problema è che il canino e molto più lungo rispetto all’altro nell’arcata gengivale. Esteticamente non è il massimo. Mi hanno detto che non c’è nulla da fare, se non appunto l’innesto gengive, che però gli stessi dentisti mi hanno altamente sconsigliato, perché nella maggior parte dei casi il risultato ottenuto non è dei migliori e i costi sono piuttosto elevati. Cosa mi consiglia?

    • 25 ottobre 2017

      Bisognerebbe visitarla per una risposta completa. Se ci sono i presupposti e il chirurgo ha l’esperienza e la competenza per eseguire questo tipo di interventi, la ricopertura di una recessione è possibile. Ma è realmente una recessione? È esposta radice? Si deve valutare clinicamente.

  5. 7 novembre 2017

    Gent.mo Dott. Cozzolino,
    da qualche mese mi sono accorto di soffrire di arretramento gengivale, non so se causato da parodontite, o da altro. Negli ultimissimi mesi ed in particolare in uno degli incisivi inferiori la gengiva è scesa in maniera molto evidente e questo mi fa preoccupare per più fattori. In primis, il timore di perdere i miei denti e, poi, essendo cosciente che per questo problema occorrerà un intervento “massiccio” sulla gengiva, ho anche il timore di avere troppo dolore dopo un’operazione del genere e di dover attendere chissà quanto tempo prima di poter tornare a vivere normalmente, con libertà di mangiare, bere e parlare senza sentire male e senza la preoccupazione di danneggiare la parte di gengiva operata. D’altro canto sono cosciente che aspettare può solo peggiorare la situazione e che non giova a niente. Quindi, mi vorrei mettere in mano a qualcuno veramente competente (io scrivo dalla Toscana) e, siccome l’arretramento gengivale l’ho notato, seppur in misura meno marcata, anche su altri denti, Le volevo chiedere se, secondo Lei, possono essere trattati anche più denti con uno stesso intervento, oppure se, per ogni dente, dovrò comunque fare da capo tutta la trafila (visite, intervento, decorso, ecc…).
    La ringrazio anticipatamente e La saluto.

  6. 25 novembre 2017

    Buongiorno sono Massimiliano e oltre a man armi un pochi di denti ho il problema della paradontite infatti un dente sopra mi si muove poco mentre 2 sotto mi si muovono abbastanza intatti sto molto attento a cosa mangio perché potrei perderli magari non insieme ma ce questa possibilità perché sono vicini. Io non vorrei mettere dentiera ho già delle protesi non fisse ma oltre alla piorrea vorrei nel possibile mettere denti fissi. Cosa mi consiglia?

  7. 19 giugno 2018

    Ho la gengive di sotto tirata quanto mi costa per ricostruirla.grazie.

  8. 13 luglio 2018

    Buongiorno io porto la protesi ma nella parte inferiore la gengiva è diventata molto sottile e la protesi si muove molto so che si puo fare la ribasatura ma così facendo temo che diventi ancora più sottile vorrei sapere se c è anche la possibilità di aumentare la gengiva grazie Mirko

    • 17 luglio 2018

      Salve Mirko,
      naturalmente c’è bisogno di un consulto con il protesista ma in linee generali la ribasatura risolve questo tipo di problema.

Scrivi un commento:

*

Your email address will not be published.

2018 © Copyright - Studio Cozzolino

   081.245 18 05

Shares
Studio Dentistico Cozzolino