Le protesi dentarie possono risolvere dei problemi sia estetici che funzionali per i pazienti che hanno perso uno o più denti. Esiste l’edentulia completa quando il paziente ha perso tutti gli elementi dentari e l’edentulia parziale quando il paziente ha perso solo qualche dente. Una delle cause principali di perdita degli elementi dentari è la parodontite. Ovvero, una malattia che può essere curata dal parodontologia ma che se non trattata può portare alla perdita dei tessuti che sostengono il dente e quindi alla perdita dei denti.
Ecco perché è importante sapere che esistono diverse tipologie di protesi dentarie che puoi scegliere e valutare insieme al tuo dentista di fiducia. E, nello specifico, con la consulenza di un protesista specializzato come avviene nello Studio Dentistico Cozzolino dove il prof. Roberto Sorrentino insieme al Dottor Cozzolino aiutano i pazienti a valutare la migliore protesi per la propria condizione.
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Cosa sono le protesi dentarie, una definizione
Il concetto di protesi, in medicina, riguarda un artefatto in grado di sostituire un arto (o parte di esso) per ripristinare nel miglior modo possibile le sue funzioni originali. La parola deriva dal greco próthesis (πρόσθεσις), che significa ciò che viene messo davanti. Come si declina tutto ciò nel settore della medicina odontoiatrica?
La protesi dentaria indica un dispositivo per ripristinare i denti mancanti nelle arcate superiori o inferiori. L’obiettivo non è solo estetico ma soprattutto funzionale: con una protesi ai denti bisogna ripristinare masticazione, fonazione, preservare l’osso alveolare che si riassorbe in assenza di stimoli e mantenere la dimensione verticale occlusale.
Perché dobbiamo utilizzare le protesi dentarie?
Il motivo per cui un paziente deve ricorrere all’installazione di una protesi ai denti è ripristinare la presenza di un elemento dentario (in sintesi, uno o più denti) che per qualche motivo è assente.
La perdita di un dente avviene a causa di carie profonde, traumi dentali, o parodontite che ha causato la mobilità e la caduta dei denti. L’approccio migliore èsempre quello più conservativo, cioè si cerca sempre di salvare il dente anche con una devitalizzazione e una ricostruzione dentale o un trattamento parodontale. Tenere i propri denti è sempre la soluzione migliore. L’impianto serve a sostituire un dente irrimediabilmente perso ma quando possibile è sempre meglio tenere i propri denti. Questa filosofia è tipica dei parodontologi.




Quando non è possibile si procede con l’avulsione. Nel caso dell’estrazione dei denti del giudizio, togliendo i corrispettivi superiori o inferiori, non è necessario sostituire l’elemento mancante. Anzi vanno sempre tolti gli ottavi antagonisti perché con il tempo potrebbero estrudere determinando problemi anche ai propri denti sani. Ma per tutti gli altri casi, la protesi dentaria è indispensabile. Ecco perché dovresti valutare seriamente questa soluzione.
Ripristino della funzione masticatoria
Quando perdi denti, la capacità di masticare si riduce. Chi ha dentature compromesse tende a evitare cibi più duri (verdure crude, frutta, carni) spostando la dieta verso carboidrati molli, con impatti nutrizionali importanti.
Prevenzione del riassorbimento osseo
L’osso alveolare che sostiene i denti necessita di stimoli meccanici. Senza denti, l’osso si riassorbe progressivamente. Questo processo è irreversibile e rende sempre più difficile applicare protesi in futuro. Le protesi rallentano significativamente questo fenomeno ed evitano casi impegnativi di rigenerazione ossea.
Mantenimento delle posizioni dentarie
I denti dell’essere umano sono in equilibrio dinamico. Quando ne manca uno, quelli che si trovano vicino tendono a inclinarsi nello spazio vuoto, mentre l’antagonista (quello dell’arcata opposta) estrude. Questo crea malocclusioni, problemi all’articolazione temporo-mandibolare e aumenta il rischio di perdere altri denti.
Fonazione e problemi estetici
Certi suoni (soprattutto quelli sibilanti) richiedono un’arcata dentaria sempre integra. La mancanza di denti anteriori altera la pronuncia in modo evidente e incide profondamente sull’estetica del sorriso. La perdita di denti posteriori, inoltre, riduce l’altezza del terzo inferiore del viso. Questo non è solo un problema estetico – altera l’articolazione mandibolare, può causare dolori muscolari e persino influenzare la postura cervicale.
Quanti tipi di protesi dentaria esistono?
Il concetto è che nel mondo dell’odontoiatria e delle protesi dentarie esistono molte soluzioni che si adattano alle singole necessità e predisposizioni. Alcune scelte dipendono dalle condizioni di salute del paziente, altre dal budget disponibile. Possiamo dire che le tipologie di protesi si dividono in due grandi famiglie: mobili e fisse.
Protesi fisse
Le protesi fisse sono quelle che si ancorano alle arcate della mandibola o della mascella in modo stabile per risolvere l’assenza di uno o più denti. Rappresentano la condizione più funzionale ed esteticamente valida anche se sono le cure più onerose dal punto di vista del preventivo. D’altro canto, le protesi fisse devono rispettare standard elevati: sono dispositivi cementati o avvitati su denti naturali preparati (monconi) o su impianti dentali che comprendono gli All on Four e all on Six. Vale a dire protesi fisse totali che risolvono edentulie anche attraverso una chirurgia guidata o un carico immediato.

Il concetto di protesi dentarie fisse includono corone singole, ponti che sostituiscono uno o più elementi sfruttando denti pilastro, faccette dentali e intarsi. I materiali per le protesi fisse ai denti spaziano dalle leghe metalliche ormai in disuso come oro-platino, cromo-cobalto alle ceramiche integrali (zirconia, disilicato di litio), fino ai compositi rinforzati. Ove possibile è sempre meglio avere denti singoli. Unire i denti tra di loro non permette più di pulirli in modo adeguato e soprattutto se poi si ha un problema su un elemento dentario si deve rifare tutta la protesi.
Protesi mobili
Come suggerisce il nome, sono quelle soluzioni che non si fissano alle arcate e possono essere rimosse. Le protesi rimovibili sono apparecchi che il paziente può togliere autonomamente. L’evoluzione è la protesi overdenture su impianti, dove la dentiera si aggancia a degli impianti dentali. Le parziali si ancorano ai denti residui tramite ganci o attacchi di precisione, mentre le totali sfruttano ritenzione per suzione e adesione sulle mucose edentule.

La base è solitamente in resina acrilica, i denti artificiali in resina o composito. Tra le principali tipologie di protesi rimovibili abbiamo quella totale (dentiera completa) che sostituisce tutti i denti di un’arcata e la protesi parziale, lo scheletrato in resina acrilica o in metallo per edentulie parziali che si ancora ai denti residui.
Come si lavora con la protesica dentale?
La protesistica dentale è quella branca dell’Odontoiatria che si occupa della diagnosi, del piano di trattamento, della riabilitazione e del mantenimento delle funzioni orali, del comfort, dell’estetica e della salute di pazienti con condizioni cliniche associate alla mancanza di uno o più denti e dei tessuti ad essi adiacenti.
La riabilitazione viene effettuata con protesi fisse (faccette, corone, ponti, intarsi) o rimovibili (dentiere, scheletrati) supportate da denti o radici residue, da impianti osteointegrati o dalle mucose che ricoprono le ossa mascellari.
Grazie alle nuove tecnologie, oggi è possibile prendere impronte digitali, ossia impronte dentarie senza le classiche paste (materiali da impronta) ma con degli scanner intraorali, ossia delle piccole videocamere che fotografano i denti. Per queste scansioni non serve fare anestesia e possono essere realizzate sia sui denti che sugli impianti per:
- Faccette
- Corone
- Ponti
- Intarsi
L’impronta digitale, inoltre, permette di visualizzare in tempo reale forma e colore dei denti e, qualora ci fosse qualche imprecisione, è sufficiente riprendere la scansione anche in un appuntamento successivo.


L’uso dell’impronta digitale permette restauri progettati al computer con sistemi CAD-CAM (Computer Aided Design-Computer Aided Manufacturing) che disegnano e fresano i restauri in automatico e con precisione.
Protesi odontoiatriche: come scegliere la migliore?
Il budget spesso decide tutto. Certo, su impianti è meglio. Ma se hai 70 anni, pensione minima, e ti servono 20.000€ per rifare la bocca con impianti, una buona dentiera può darti anni di funzionalità accettabile. E magari quei soldi ti servono per altro. Altra cosa: l’età conta. Ha senso mettere 6 impianti a un novantenne? Forse una overdenture su 2 impianti è più sensata. O anche solo una dentiera ben fatta se le condizioni generali sono precarie.
Protesi fisse: quando il dente resta al suo posto
Le corone singole sono la soluzione conservativa quando un dente è danneggiato ma la radice è ancora valida. Il dentista lima il dente, prende un’impronta e il laboratorio fabbrica una copertura che ricrea forma e funzione. Il risultato? Ha l estetica e funziona come un dente naturale.

Il problema da considerare è che spesso bisogna devitalizzare il dente (togliere il nervo) e rimuovere parecchio tessuto sano per fare spazio alla corona. I ponti tradizionali entrano in gioco quando manca proprio un dente. L’idea è semplice: usi i denti ai lati come pilastri di un ponte.
La scelta migliore però rimane sempre l’impianto perché oltre a permettere la realizzazione di un dente singolo non si devono limare i denti adiacenti. Infatti per sostituire un dente con un ponte si devono limare entrambi i denti adiacenti, creare una struttura unica con tre (o più) corone saldate insieme, e il dente mancante viene inserito in mezzo. Fisso, stabile, efficace. Ma devi danneggiare due denti sani perché quello in mezzo non c’è più. E pulire sotto il ponte richiede strumenti particolari come il filo superfloss tipo gli scovolini.
Le protesi su impianti sono l’ideale. Vite in titanio nell’osso, osteointegrazione, poi corona avvitata o cementata sopra. Non tocchi i denti vicini, l’osso si mantiene meglio, la sensazione è molto più naturale, durano decenni se mantenuti bene. Il rovescio della medaglia: costi elevati, serve osso sufficiente (anche oggi con le tecniche rigenerative e gli impianti Straumann non è quasi mai un problema). E comportano comunque un intervento chirurgico.
Le protesi rimovibili: quando togli e metti
La classica dentiera completa resta la soluzione più diffusa per chi ha perso tutti i denti. Costa relativamente poco, non richiede interventi invasivi, permette di tornare a mangiare e sorridere. Gli svantaggi? È dura. Soprattutto quella inferiore si muove, scivola, crea fastidi. La capacità masticatoria crolla e sarà difficile tornare a mangiare bistecche e mele intere. Molti pazienti ci mettono mesi ad abituarsi e alcuni non ci riescono mai completamente. Serve adesivo, ribasature periodiche perché l’osso continua a riassorbirsi.

La protesi parziale in resina con ganci a filo è una protesi parziale particolarmente economica. Ha gancetti metallici che si attaccano ai denti rimasti e una base rosa che sostiene i denti finti. È una soluzione di ripiego o temporanea. I ganci si vedono, si muove mentre mastichi, e tende a rovinare i denti su cui si ancora. Va bene per tappare il buco in attesa di qualcosa di meglio. Non conviene mai farsi fare i ganci in resina rosa per motivi estetici perché questi danneggiano i denti su cui si ancorano.
La struttura in cromo-cobalto fuso, molto più sottile e resistente, dello scheletrato metallico cambia di molto il contesto operativo. Si distribuiscono meglio le forze, è più confortevole, dura facilmente 7-10 anni. Costa di più ma ne vale la pena se la soluzione fissa non è praticabile. I ganci restano comunque visibili.
L’overdenture su impianti è un compromesso importante. Inserisci 2-4 impianti (di solito nell’arcata inferiore) e ci agganci la protesi con bottoni o barre. Il paziente può rimuoverla per pulirla, ma quando è in bocca sta ferma. Risolve i problemi della dentiera classica ad un costo molto inferiore rispetto a una protesi fissa completa su impianti. Per molti anziani è la soluzione ideale.
| Tipologia | Costo | Durata | Comfort | Estetica |
|---|---|---|---|---|
| Corona su dente | €€ | 10-15 anni | 5/5 | 5/5 |
| Ponte fisso | €€€ | 10-15 anni | 4/5 | 4/5 |
| Impianti | €€€€ | 15-25+ anni | 5/5 | 5/5 |
| Dentiera totale | € | 5-8 anni | 2/5 | 3/5 |
| Protesi mobile parziale in resina | € | 3-5 anni | 2/5 | 2/5 |
| Scheletrato metallico | €€ | 7-10 anni | 3/5 | 3/5 |
| Overdenture | €€€ | 10-15 anni | 4/5 | 4/5 |
Quanto costano le protesi dentarie
I costi delle protesi fisse e mobili possono variare in base a diversi elementi come il materiale di realizzazione, la tipologia e la tecnica utilizzata. Di base, gli impianti dentali e le faccette ai denti sono le protesi più costose e subito dopo abbiamo l’overdenture e il ponte fisso. Per sintetizzare, possiamo dire che le soluzioni fisse sono quelle più costose ma anche agevoli e comode per il paziente. In ogni caso, ecco tutti i dettagli:
- Quanto costano gli impianti dentali
- Prezzi e costi delle faccette ai denti
- Quanto costa una capsula (corona) dentale?
- Quanto costa ricostruire un dente
- Dentiera, tipologie e costi
Alcuni esempi di protesi dentarie con prima e dopo
Per capire meglio il lavoro delle protesi odontoiatriche per recuperare la giusta dentizione bisogna, per ovvi motivi, avere dei riferimenti chiari con esempi di prima e dopo con le diverse tecniche. Che includono, ad esempio, corone protesiche, maryland bridge e overdenture.
Corona in ceramica su molare per singolo elemento
Le corone dentali sono delle capsule protesiche che ricoprono completamente un dente danneggiato o devitalizzato. Questo avviene ripristinandone forma, funzione ed estetica. Praticamente funzionano come un cappuccio su misura che protegge ciò che resta del dente naturale. La scelta del materiale dipende dalla posizione del dente, dal budget e da quanto mastichi forte. Per i denti davanti si punta all’estetica, per quelli dietro alla resistenza.




Come si può vedere anche dalle immagini in alto, prima di mettere la corona o capsula il dente viene limato in modo da poter ospitare la capsula che viene fissata da un cemento specifico. Grazie alle nuove tecniche e ai materiali utilizzati si può scongiurare il fastidioso effetto che porta a generare la linea nera tra gengiva e corona.
Riabilitazione di edentulia totale mandibolare con overdenture
Un caso di edentulia totale mandibolare in paziente di 63 anni. La paziente era portatrice di protesi totale rimovibile scarsamente stabile, che nel tempo le aveva provocato problemi di alimentazione, fonazione e forte disagio nei rapporti interpersonali. Grazie alla quota di osso basale nella zona interforaminale, è stato possibile inserire 4 impianti Straumann utilizzati come supporto per una riabilitazione protesica di tipo overdenture.




Questa soluzione si ripropone di assicurare un’ottima ritenzione e stabilità alla base protesica, permettendo di ripristinare funzioni estetiche, masticatorie e fonatorie, soddisfacendo anche i soggetti con minori possibilità economiche. Per approfondire c’è un articolo sul blog Zerodonto da leggere.
Bibliografia per approfondire l’argomento protesi
Fabbri G, Sorrentino R, Cannistraro G, Mintrone F, Bacherini L, Turrini R, Bombardelli T, Nieri M, Fradeani M. Increasing the Vertical Dimension of Occlusion: A Multicenter Retrospective Clinical Comparative Study on 100 Patients with Fixed Tooth-Supported, Mixed, and Implant-Supported Full-Arch Rehabilitations. Int J Periodontics Restorative Dent. 2018 May/Jun;38(3):323-335.
Camposilvan E, Leone R, Gremillard L, Sorrentino R, Zarone F, Ferrari M, Chevalier J. Aging resistance, mechanical properties and translucency of different yttria-stabilized zirconia ceramics for monolithic dental crown applications. Dent Mater. 2018 Jun;34(6):879-890.
Zarone F, Ferrari M, Mangano FG, Leone R, Sorrentino R. “Digitally Oriented Materials”: Focus on Lithium Disilicate Ceramics. Int J Dent. 2016;2016:9840594. doi: 10.1155/2016/9840594. Epub 2016 Aug 18.

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