Blog / Parodontologia / Problemi e Uso Scorretto del Filo Interdentale
26 dicembre 2014

Il filo interdentale concorre assieme allo spazzolino e al dentifricio a mantenere una corretta igiene orale. Mediamente usato da pochi è in realtà estremamente efficace perché rimuove da solo il 70 per cento dei residui di cibo che rimangono incastrati negli interstizi tra i denti, riducendo notevolmente il rischio di carie, gengiviti e parodontiti.

Si tratta in sostanza di un nastro costituito da un insieme di sottili filamenti di nylon o di plastica (teflon o polietilene), usato per rimuovere la placca dentale ed il cibo dai denti.

problemi filo interdentale

problemi filo interdentale

Come si usa il filo interdentale?

Come prima cosa ne raccomandiamo l’uso quotidiano e non saltuario, dal momento che la placca che si accumula può causare la formazione di carie e disturbi gengivali.

Ecco i come fare per ottenere il risultato migliore dall’uso del filo interdentale:

  1. Iniziare prendendo 40 – 45 cm di filo, arrotolati quasi completamente al dito medio di ciascuna mano lasciando qualche centimetro da passare attraverso gli spazi tra i denti per la pulizia.
  2. Far scivolare il filo tenuto tra pollice e indice su e giù tra i denti senza forzare la mano.
  3. Curvare il filo sempre facendo attenzione a non imprimere al movimento troppa forza, intorno alla base di ogni dente assicurandosi di andare al di sotto del margine gengivale.
  4. Passare il filo due volte per ogni spazio interdentale,  facendolo aderire prima ad un dente e poi all’altro.

IMPORTANTE: quest’operazione va eseguita con attenzione, senza distrarsi, per evitare di ferire i delicati tessuti gengivali.

  • Usare una sezione di filo nuova per ogni interstizio dentale.
  • Il filo non deve essere rimosso tirandolo via con un solo movimento, ma con più movimenti in avanti e indietro.

Quanti tipi diversi di filo interdentale esistono?

Il filo interdentale viene prodotto principalmente in due tipi:

Filo di Nylon “multifilamentare”

Filo PTFE “monofilamentare”

Il filo di Nylon è cerato oppure non cerato e ce ne sono in commercio diversi tipi, tra cui alcuni aromatizzati. Il filo di nylon è costituito da più filamenti e può sfaldarsi proprio per questo motivo, soprattutto quando lo spazio tra i denti è molto stretto o quando la forma di questi ne produce il logoramento.

Il filo PTFE è mediamente più costoso, ma è più resistente e scivola più agilmente tra i denti, anche tra quelli più ravvicinati.

Errori da evitare

gengiva-infiammata-filo-interdentale

Gengiva infiammata dal filo interdentale

Già parlando della tecnica corretta di spazzolamento dei denti, abbiamo considerato come spesso il dentista sia costretto a intervenire in modo anche invasivo a causa di un’igiene orale talmente disattenta nell’uso della forza che finisce con il logorare del tutto lo smalto scoprendo la dentina ed esponendo i microtubuli all’ipersensibilità, o addirittura provocando danni estetici che richiedono il ricorso a ricostruzioni in composito, corone protesiche o faccette dentali.

Ebbene, il filo interdentale richiede per sua natura ancora più attenzione di quanta non ne serva per lavarsi i denti con lo spazzolino, perché un movimento della mano troppo veloce o troppo deciso può addirittura generare un tagli sulla gengiva e a lungo andare indebolire la presa sul dente.

Il filo interdentale è un alleato potente, forse l’oggetto di uso domestico che più si avvicina alle attrezzature utilizzate nella pulizia dei denti professionale, ed è proprio per questo motivo che va usato con frequenza, ma allo stesso tempo con cautela, perché un alleato importante non si trasformi in acerrimo nemico.

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Problemi e Uso Scorretto del Filo Interdentale ultima modifica: 2014-12-26T09:52:01+00:00 da

Autore:

Odontoiatra implantologo e parodontologo iscritto all’ordine il 23/06/1997, con N° TO 1968, membro di SIdP (Società Italiana di Parodontologia), ITI (International Team for Implantology) e SIO (Società Italiana di Implantologia Osteointegrata).

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