Blog / Odontoiatria Conservativa / Ho perso l’otturazione. Perché cade?
20 febbraio 2017

Per ripristinare la normale funzionalità masticatoria dopo la rimozione di una carie, si procede alla ricostruzione del dente tramite otturazione in materiale composito.

Se l’otturazione viene eseguita seguendo correttamente tutti i protocolli terapeutici dovrebbe avere un’usura simile a quella dello smalto naturale e non presentare quindi alcun problema. In caso contrario può verificarsi un’infiltrazione batterica quando i batteri normalmente presenti nel cavo orale riescono a superare la barriera dell’otturazione per la presenza di microscopiche imprecisioni della chiusura marginale.

 La tua otturazione è fatta bene?

Il rischio è la formazione di un nuovo processo carioso che se non curato in tempo può portare alla necessità di devitalizzare e incapsulare il dente.

otturazione caduta

otturazione caduta

Segni della presenza di infiltrazione batterica

Il primo segno che c’è stata un’infiltrazione batterica è la presenza di un rigo scuro tra il dente e il materiale composito utilizzato per l’otturazione. In caso il dente sia nuovamente soggetto al processo carioso, i sintomi saranno quelli della carie, ad esempio ipersensibilità e forte dolore che si irradia anche ai tessuti circostanti.

Cause della infiltrazione batterica o perdita di un otturazione

Il protocollo terapeutico di una terapia canalare è molto chiaro e se messo in pratica in modo corretto in tutti i suoi punti il rischio di infiltrazioni batteriche è quasi nullo.

Come prima cosa il dente va deterso, disinfettato e riempito in tutti i suoi canali, in questa fase è fondamentale l’utilizzo del microscopio ottico che ingrandendo il campo operatorio impedisce che anfratti nascosti sfuggano all’occhio del dentista. Se gli spazi non vengono riempiti in modo corretto è probabile che si riformerà la carie sotto l’otturazione.

Il materiale composito che riempie i canali deve sigillare perfettamente le zone apicali per evitare che si formi un passaggio per i batteri. Durante tutta la terapia canalare, per proteggere il dente da eventuali contaminazioni batteriche è imprescindibile l’uso della diga di gomma, un sottilissimo foglio di forma quadrata che isola il dente da trattare garantendo una corretta pulizia canalare e una buona adesione delle otturazioni senza infiltrazioni batteriche.

Una delle principali cause di infiltrazione e quindi di carie attorno alle otturazioni è proprio dovuto al NON utilizzo della diga di gomma. Infatti senza l’uso della diga il paziente respirando durante le fasi dell otturazioni appanna la superficie del dente contaminandola con batteri.  Avremo quindi un otturazione con un caratteristico bordino scuro che è un margine di infiltrazione batterica che con il tempo si trasforma in carie.

Imprecisioni dell’otturazione come scalini o mancanza del punto di contatto tra due denti comportano un costante accumulo di cibo che con il tempo determinano l’insorgenza di un processo carioso.

Perdere otturazione a causa dell’infiltrazione

Può capitare di perdere un’otturazione. Nella maggior parte dei casi succede proprio mentre ci si sta lavando i denti con lo spazzolino o durante il passaggio del filo interdentale.

Non è semplicemente l’azione meccanica in sé a far saltare l’otturazione, ma tra le causa che possono facilitare questo fenomeno può esserci proprio una carie da infiltrazione, provocata dalla mancanza a monte delle condizioni che garantiscono la buona tenuta dell’otturazione.

Cosa fare quando si perde l’otturazione

La perdita dell’otturazione non è una cosa grave, ma è importante recarsi al più presto dal dentista per verificare l’eventuale presenza di una carie e ricostruire nuovamente il dente.

Nel tempo che intercorre tra la perdita dell’otturazione e la visita è importante cercare di evitare di mangiare sopra il dente interessato e tenerlo il più possibile pulito.

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Ho perso l’otturazione. Perché cade? ultima modifica: 2017-02-20T14:23:04+00:00 da

Autore:

Odontoiatra specializzata in Odontoiatria Conservativa e Pediatrica, iscritta all’ordine il 24/11/2009, con N° TO 0776 e membro della SIOI (Società italiana di Odontoiatria Infantile). Dal 2008 a tutt’oggi è interna del Reparto di Odontoiatria Pediatrica dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, diretto dal Prof. A. Ingenito, svolgendo attività clinica e di ricerca.
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