Curiamo la salute della bocca, a prescindere dai denti.
Cosa sono e come risolvere le patologie orali

La patologia orale è la branca della medicina odontostomatologica che analizza, diagnostica e risolve le malattie dei tessuti molli e duri del cavo orale e delle strutture correlate. Questa materia, affrontata anche nello Studio Dentistico Cozzolino, si occupa dell’identificazione clinica, istopatologica e molecolare delle lesioni della mucosa orale, delle ghiandole salivari, delle ossa e dei tessuti periorali.
Perché prendersi cura delle patologie del cavo orale?
Previeni malattie gravi
Molte patologie della bocca, dalle lesioni precancerose ai tumori, possono essere gestite con successo se diagnosticate precocemente. Ignorare piccoli cambiamenti può trasformare un problema facilmente trattabile in una condizione seria.
Migliora la qualità della vita
Dolore, difficoltà a masticare, deglutire o parlare sono spesso conseguenze di patologie non trattate. Curare la salute orale significa preservare la capacità di alimentarsi correttamente, parlare senza dolore e mantenere la propria autostima.
Risolvi problemi sistemici
La bocca è una finestra sulla salute generale: infezioni, carenze nutrizionali o malattie autoimmuni spesso si manifestano prima nel cavo orale. Controlli regolari possono intercettare problemi prima che diventino gravi.
Nel momento in cui le patologie del cavo orale hanno bisogno di un’analisi approfondita, sarà nostro preciso dovere informarti e indirizzarti verso un presidio ospedaliero in grado di offrire competenze e strumentazioni adeguate.
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Spesso basta una visita per risolver i tuoi dubbi.
Cos’è la patologia del cavo orale?
La patologia orale è quella branca dell’odontoiatria volta alla prevenzione, alla diagnosi, al piano di trattamento e alla riabilitazione delle patologie infettive (stomatiti, micosi), autoimmuni (lichen, lupus, aftosi) e neoplastiche (tumori) che interessano i tessuti orali e periorali. Si occupa degli aspetti clinici, anatomo-patologici e terapeutici di entità patologiche o para-fisiologiche che interessano i tessuti duri e molli della bocca.
Testimonianze ed esperienze dei pazienti
Quali sono le patologie della bocca?
Il cavo orale infatti è spesso sede di lesioni o anomalie anatomiche che possono destare preoccupazioni, più o meno infondate, e che si manifestano prevalentemente in maniera specifica in forma di:
- Bolle.
- Escrescenze.
- Chiazze biancastre.
- Macchie rosse.
- Erosioni.
- Ulcerazioni.
Spesso condizioni benigne, di origine traumatica o infettiva, ma in alcuni casi queste stesse lesioni possono costituire la manifestazione di problemi sistemici e talvolta il primo step di patologie ad evoluzione maligna.
Questo è il razionale per cui le attuali linee guida impongono di non trascurare e di non sottovalutare queste lesioni, che intercettate in una fase precoce possono fare la differenza nella prognosi a breve e lungo termine. Ma analizziamo in breve le entità cliniche che più frequentemente possiamo individuare aprendo la bocca.
Bolle
Si riscontrano raramente data la loro tendenza a rompersi, in genere si presentano come delle erosioni o delle ulcerazioni con bolle in bocca, possono essere secondarie a ustioni o reazioni allergiche. Più raramente rientrano nel quadro clinico di alcune mucositi bollose su base autoimmune come il pemfigo e il pemfigoide delle mucose.
Erosioni
Si presentano come degli arrossamenti della mucosa, più o meno urenti. Possono essere la conseguenza di una trauma fisico o termico (come avviene sotto al palato o sulla lingua dopo aver mangiato una pizza bollente), la manifestazione di un’infezione (come quella da candida) o di una mucosite su base allergica o autoimmune. Talvolta rientrano nel quadro delle lesioni lichenoidi, che presentano quest’aspetto sulle gengive.
Afte
Fastidiosissime, ma al contempo inoffensive: sono le afte. Molto diffuse, riconoscono una patogenesi multi fattoriale, anche se ancora poco chiara, che individua un’attività anomala del sistema immunitario e un trauma, di natura fisica o chimica. In genere rientrano nel quadro patologico definito aftosi minor, caratterizzato dalla comparsa di ulcere di diametro inferiore a 1 cm e spesso insorgono associate al ciclo mestruale e a periodi di stress.
Sono espressione di un’iperattività del sistema immunitario che dà luogo a fenomeni microvasculitici che sono alla base dell’ulcerazione e rappresentano una patologia assolutamente benigna, tendendo a scomparire autonomamente entro 3-7 giorni.
Al momento non esiste una cura che consenta di prevenirle, tuttavia sono disponibili delle terapie topiche che permettono di ridurre notevolmente il fastidio e il tempo di permanenza.

In alcuni casi le afte possono essere una spia di patologie sistemiche, e per questo in alcuni casi si rendono necessari degli esami specifici.
Le patologie associate: celiachia, patologie infiammatorie croniche del tratto gastrointestinale quali il morbo di Chron e la rettocolite ulcerosa, il morbo di Behcet. Ovvero una patologia su base vascultica che presenta afte genitali e lesioni oculari.
Ulcerazioni
Simili alle erosioni, ma più profonde e dolenti. Si distinguono principalmente quelle infiammatorie e quelle (più rare) neoplastiche. Quelle infiammatorie possono essere su base traumatica, come la tipica ulcera da decubito, autoimmune come nel caso del pemfigoide delle mucose, immunitaria come nell’eritema multiforme, e infettiva.

In questo caso possono rappresentare il segno di uno stato di immunodepressione (diabete scompensato, AIDS, neutropenie, chemio e radioterapia, neoplasie) o, evenienza rara ma recentemente descritta in letteratura, rientrare nel quadro clinico di malattie come la sifilide o la leishmaniosi umana.
Nella maggior parte dei casi si tratta di afte, lesioni legate a protesi o, se piccole e raggruppate sono spesso manifestazione di un herpes o di un tipo di aftosi ricorrente definito aftosi erpetiforme.
Escrescenze
Può capitare di vedere parti di mucosa sollevate a formare come delle palline o dei bulbi. Talvolta dei rilievi acuminati. Niente paura. Nella maggior parte dei casi si tratta di un semplice fibroma traumatico, vale a dire un piccolo pseudotumore della mucosa orale dovuto a un trauma, tipico è l’esempio della morsicatura delle guance. Altre lesioni frequenti sono le epulidi, neoformazioni a carattere iperplastico di tipo reattivo che prendono il nome di granuloma teleangectasico e sono benigne.
Queste si presentano come delle escrescenze a livello della gengiva libera o aderente spesso insorte in seguito a un evento traumatico, vengono considerati degli emangiomi e tendono a presentarsi più frequentemente nelle donne gravide o che assumono anticontraccettivi orali e in pazienti che assumono alcuni farmaci calcio-antagonisti, immunosoppressori e antiepilettici. La terapia per la patologia orale è l’asportazione.
Precancerosi
Le lesioni HPV correlate non sono le sole a preoccupare. Esistono altre entità patologiche che possono preannunciare l’insorgenza di un carcinoma. E che vengono definite precancerose alcune delle quali, come la leucoplachia e le lesioni lichenoidi, hanno un rischio moderato di trasformazione, altre un rischio severo.

Quanto è importante la prevenzione?
Le evoluzioni delle patologie orali possono essere numerose. A volte tutto inizia con una macchia bianca in bocca come avviene con la candidosi cronica iperplastica, la leucoplachia proliferativa, l’iperplasia verruciforme.
Altre ancora che sono certamente fasi precoci di carcinoma. Come nel caso dell’eritroleucoplachia, che si distingue per l’aspetto disomogeneo della lesione bianca alternata a zone rosse e che all’istologia presenta talvolta già carcinoma in situ. Ecco perché è importante contattare il dentista di riferimento appena ci sono delle evoluzioni sospette nel cavo orale per evitare sorprese.
Lesioni specifiche del cavo orale
Tra le lesioni esofitiche rientrano il papilloma e il condiloma. Si tratta in entrambi i casi di lesioni legate all’HPV, il papilloma virus, lo stesso responsabile delle verruche e dei condilomi genitali, che nella donna è legato al cancro della cervice uterina. La trasmissione è possibile al cavo orale e, come per il condiloma genitale, avviene per un contatto, generalmente di tipo sessuale.


Raramente sono presenti lesioni multiple, in tal caso si associano a carenze del sistema immunitario. Queste lesioni non sono pericolose ma alcuni papilloma causano il carcinoma. Se viene riscontrata la presenza del papilloma o del condiloma, si asportano e analizzano.
Papilloma
Piccola lesione peduncolata e solitaria, presenta sulla superficie delle proiezioni digitiformi che gli conferiscono l’aspetto a cavolfiore di colorito bianco o roseo. Lingua e palato sono sedi preferenziali.
Condiloma
Un’escrescenza solitaria o multipla, sessile o peduncolata con superficie liscia. Esce spesso nella parte posteriore dell’orofaringe a livello del palate molle, del frenulo e del dorso linguale.
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Chiazze o macchie bianche nelle patologie orali
Le macchie bianche in bocca sono spesso dovute a candidosi del dorso della lingua. La diagnosi è agevole perché la patina bianca è spatolabile, viene asportata. Quando ciò non avviene, si tratta di zone caratterizzate da iperorto-iperparacheratosi, un’iperplasia dello strato corneo in cui le cellule conservano i nuclei, la mucosa appare bianca perché quest’ispessimento non fa trasparire i vasi della sottomucosa.
Spesso si tratta di lesioni dovute a traumatismi, dette frizionali, ne è un esempio il classico trauma da morsicamento della guancia, che scompaiono entro 3 settimane dalla rimozione della causa traumatizzante. Una forma frizionale tipica dei soggetti con creste mandibolari edentule è la BARK (bilateral alveolar ridge kerathosis) ovvero un’ipercheratosi della cresta edentula bilaterale, detta ARK se monolaterale.
In forme come queste all’analisi istologica non c’è displasia. Tuttavia il 70-90% dei soggetti sono fumatori. E la lesione può essere una cheratosi da tabacco, una risposta tissutale al fumo. E deve essere sottoposta ad analisi istologica per la diagnosi e tenuta sotto osservazione.
Altre tipologie di macchie
Talvolta non se ne conosce la causa della lesione e viene definita leucoplachia, chiazza bianca, che va bioptizzata spesso a causa della possibile trasformazione in carcinoma.
Un tipo di lesione è il lichen planus orale. Il true lichen ha strie arboree biancastre, bilaterali, a livello della mucosa delle guance. È una patologia immuno-mediata: i linfociti CD8+ attaccano i cheratinociti dello strato basale avviando un quadro istologico.

Esempi di patologie orali, le immagini
Esistono diversi esempi di patologie odontostomatologiche: nel nostro Studio Dentistico Cozzolino possiamo individuare dei casi comuni e meno noti che gestiamo grazie alle competenze maturate nel corso degli anni. E curiamo con un approccio multidisciplinare.
Carcinomi e altre patologie del cavo orale
Pochi sanno che il cancro della bocca è il sesto più frequente al mondo e tra quelli con la mortalità più elevata. Può presentarsi in diversi siti: i principali sono il pavimento, il labbro inferiore, la lingua e il palato molle. Può avere un aspetto esofitico, talvolta ricorda un cavolfiore, o nodulare o ancora di aspetto ulcerato. La prognosi è altamente variabile in base al tipo di carcinoma, alla sede, allo stadio.
Cattive abitudini
Tra i fattori di rischio c’è il fumo, con più di 60 composti cancerogeni, tra cui 10 rientrano tra l’elenco dei carcinogeni IARC. Il rischio di carcinoma aumenta dalle 5 volte con 20 sigarette/die alle 80 volte con 80 sigarette/die.
Questo rapporto aumenta se si aggiunge il consumo di alcool, che incide sull’attività genotossica del fumo, con un’azione sinergica che incrementa di 100 volte il rischio d’insorgenza del carcinoma.
L’alcool rappresenta un importante fattore di rischio anche se in assenza di altri fattori di rischio. Si stima che quantità maggiori di 50g/die aumentino il rischio di 15 volte e 100g, di ben 100 volte. Anche idrocarburi aromatici derivati dalla combustione del legno e dei lipidi possono favorire il carcinoma della bocca.
Fattori protettivi sono rappresentati da un’alimentazione sana a base di cereali, frutta, verdura. La terapia è prevalentemente chirurgica, a cui può essere associata radio-chemioterapia. A causa della prognosi spesso infausta e delle menomazioni funzionali ed estetiche degli interventi, la migliore terapia è la prevenzione.
Carcinoma HPV
Uno studio del 2010 pubblicato sul Lancet ha constatato un aumento dell’incidenza di carcinoma squamocellulare anche in soggetti non fumatori e non bevitori. Questo perché è emersa un’associazione tra l’infezione da HPV e il cancro orale.
In breve, un soggetto affetto ha un rischio circa 32 volte maggiore di sviluppare un carcinoma spinocellulare, il rischio è ancora triplicato se il soggetto è fumatore e aumentato di 2,5 volte se forte bevitore.
Soggetti che nell’arco della vita hanno praticato sesso orale con più di 6 partner hanno un rischio del 8,6% maggiore di sviluppare carcinoma HPV correlato rispetto a soggetti meno promiscui.
Non tutti i sierotipi di HPV si correlano a un aumentato rischio di cancro, ma solo alcuni, tra cui il 16 e il 18, responsabili del 70% dei carcinomi della c.u. Serve prevenzione in presenza di queste lesioni, che consiste nell’individuazione precoce di queste lesioni, seguita da analisi istologica e del sierotipo con tecnica di amplificazione del genoma virale. Questo tipo di carcinoma è responsivo alla terapia radiante e ha un comportamento meno aggressivo.
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