pulizia dei denti dolorosa

pulizia dei denti dolorosa

Molte persone sui forum si domandano se la pulizia dei denti dal dentista faccia male. Se le gengive sono sane e non ci sono grossi accumuli di tartaro, il paziente sentirà la vibrazione provocata dall’ablatore che serve a rimuovere la placca e il tartaro. In realtà è bene sgombrare il campo da dubbi: se la pulizia dei denti non provoca alcun dolore, con buona probabilità non è stata eseguita correttamente.

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Nonostante sul web siano presenti numerose informazioni che sostengono il contrario, durante la pulizia dei denti le gengive sanguinano quasi sempre e l’intervento è tanto più doloroso quanto più gravi si presentano le seguenti condizioni:

Gengive irritate: le gengive irritate a causa di un’infezione determinata dalla placca batterica o da accumuli di tartaro possono sanguinare durante la pulizia dei denti, esattamente come sanguinano a casa mentre ti lavi i denti. Esiste il falso mito che faccia bene che ogni tanto le gengive sanguinino perché così si rinforzano. Non è affatto vero, se le gengive sanguinano c’è sicuramente una situazione a cui porre rimedio. Giudicheresti normale se ti sanguinassero le mani mentre le lavi?

Accumuli di tartaro: Quando non si esegue spesso la pulizia dei denti dal dentista, come quando non si mantiene una corretta igiene orale, capita che si creino accumuli di tartaro tra i denti e le gengive. Questi accumuli non sono solo antiestetici, ma spesso anche pericolosi perché oltre a causare gengiviti che possono evolversi in parodontite (piorrea), e provocare la caduta dei denti, sono anche tra le cause di infarto e ictus.

In caso di grossi accumuli di tartaro, il dentista dovrà ricorrere alle curette, dei piccoli strumenti uncinati con i quali interverrà manualmente per rimuovere il tartaro dalla base dei denti e, quando ci sono, dalle tasche parodontali. I curettage vengono eseguiti sotto anestesia locale, quindi il paziente sente solo il fastidio della siringa mentre durante l’intervento non ha dolore. Avrà invece un po’ di fastidio nel post-operatorio per 1-2 giorni.

Leggi di più sulle fasi della pulizia dentale.

Quando la pulizia dei denti è fatta male

La pulizia dei denti in condizioni normali dovrebbe essere fatta almeno 2 volte l’anno. Invece nei pazienti con parodontite cronica andrebbe eseguita ogni 3-4 mesi, mentre nei pazienti con parodontite aggressiva ogni 2 mesi nel primo anno, associata a prescrizione antibiotica; la pulizia dei denti una volta l’anno difficilmente riesce a controllare gli accumuli di tartaro a meno che il paziente non sia un maniaco dell’igiene. È un intervento moto semplice e veloce, per questo economico. Proprio perché poco costoso, il servizio di pulizia dei denti è scelto con una certa approssimazione. Non ci si chiede infatti se il dentista che la pratica sia qualificato e veramente preparato. In realtà, quando la pulizia dei denti è fatta male, perché il dentista non è specializzato in parodontologia quindi non ha grande esperienza di curettage parodontali, una gengiva sana può danneggiarsi anche in modo grave, portando nei casi peggiori alla parodontite. Rischiare di perdere i denti per una pulizia non è accettabile.

Perché la pulizia dei denti dev’essere eseguita da un parodontologo

Se hai letto con attenzione il paragrafo precedente, hai compreso quanto sia importante affidarsi a mani esperte anche per un intervento semplice come questo, inoltre bisogna sapere che in base ad una ricerca scientifica pubblicata in PubMed, una buona pulizia dei denti può prevenire infarti ed ictus.

Nel 2007 Maurizio Tonetti, un luminare della parodontologia a livello mondiale, volle fare un esperimento che coinvolse 150 pazienti. Tonetti li divise in due gruppi da 75 pazienti ciascuno. Al primo gruppo fece praticare una pulizia dei denti standard, mentre al secondo gruppo fece fare la pulizia dei denti da un parodontologo.

Il risultato fu incredibile: per tutti i 75 pazienti che avevano fatto la pulizia dei denti con il parodontologo, misurando l’arteria omerale, se ne riscontrava un miglioramento nell’elasticità, mentre nell’altro gruppo di pazienti tale miglioramento non si verificò.

Successivamente a questo esperimento, parecchi libri di cardiologia vennero aggiornati, introducendo il tartaro e le infezioni gengivali tra le cause di infarto e ictus. Si confermò infatti che i batteri parodontopatogeni che entrano in circolo attraverso le gengive irritate, seguendo il percorso delle arterie possono arrivare al cuore e al cervello, fino a provocare il danno peggiore.

 

La pulizia dei denti è dolorosa? ultima modifica: 2014-12-06T10:47:41+00:00 da Fabio Cozzolino