Blog / Faccette e corone / Incisivi Scheggiati o Fratturati, Come Fare?
8 febbraio 2017

Un trauma come una caduta, o più semplicemente un movimento disattento con la forchetta mentre si mangia, può provocare lo scheggiamento e la rottura di un dente. Questo può avere conseguenze davvero sgradevoli da un punto di vista estetico e funzionale. Scheggiare o fratturare un incisivo è  più semplice di quanto si pensi. Anche il digrignare i denti involontariamente può produrre nel tempo un’erosione dello smalto e consumare in special modo canini e incisivi.

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Le domande dei pazienti sono sempre tante: è possibile avere un dente scheggiato senza motivo? Come si scheggiano i denti? Una volta danneggiato, come si cura un dente che ha subito un trauma del genere? Proviamo a dare risposte concrete, partendo dalla nostra esperienza in studio.

Perché si scheggiano i denti?

Una scheggiatura, tuttavia, a differenza dell’erosione provocata nel tempo, è spesso frutto di un singolo evento traumatico che può interessare seriamente il nostro aspetto e provocare imbarazzo nei rapporti sociali. Se un diastema, cioè una finestra tra gli incisivi, può essere grazioso e donare fascino, è improbabile che un dente rotto sortisca lo stesso effetto. Talvolta i denti sono resi fragili dalla carie che erode la polpa. In queste condizioni è più facile una rottura perché nei casi di carie più avanzata, a proteggere questi ultimi rimane solo lo strato superficiale di smalto. Quindi, non esistono denti scheggiati senza motivo ma solo elementi più deboli a causa della carie che si possono spezzare senza traumi o semplicemente possono risultare scheggiati in seguito ad un usura continua (bruxismo).

Come trattare un dente scheggiato?

Quando il dente si danneggia per uno dei casi riportati in alto, per ripristinarne la forma (o migliorarne ulteriormente l’aspetto, ci sono due strade da seguire:

  1. Riparare il dente rotto utilizzando materiali compositi
  2. Applicare una faccetta dentale

Solitamente si sceglie di procedere nell’uno o nell’altro modo a seconda dell’entità del danno.

Aggiustare un dente leggermente scheggiato: resina composita

Se la scheggiatura è leggera e la forma dei denti è soddisfacente, può essere sufficiente applicare una resina composita per ricostruire solo la parte del dente che si è lesionata. Questa è la soluzione meno invasiva per ricostruire i denti. Non ci sarà alcuno scarto visibile tra il colore del materiale e quello naturale del dente, perché i nuovi materiali da ricostruzione consentono di ottenere un equilibrio cromatico pressoché perfetto.

Il limite maggiore di questi materiali è la stabilità nel tempo. Essendo la resina composita un materiale poroso nel tempo tende ad ingiallirsi e a perdere il risultato estetico iniziale.

Protesi per denti fratturati: faccette o corone dentali

Nel caso invece in cui si verifichi una frattura estesa, come quando ci si trova in presenza di un dente devitalizzato rotto a metà o un’ampia scheggiatura dell’incisivo o canino, sarà opportuno valutare l’uso di restauri protesici mini-invasivi quali le faccette dentali o integrali come le corone dentali

Le faccette dentali in ceramica ricoprono solo la superficie esterna del dente e spesso non ne richiedono nemmeno la limatura, soprattutto quando sono realizzate in disilicato di litio, un materiale ceramico resistentissimo che consente di ottenere restauri molto sottili.

Le corone dentali invece avvolgono completamente il dente rotto che quindi necessita di una limatura tale da consentirne l’incapsulamento. Anche le corone dentali sono disponibili in disilicato di litio ed essendo sottilissime (full veneers) non richiedono più come un tempo che il dente venga limato eccessivamente fino a diventare un moncone.

Quale soluzione preferiamo per gli incisivi fratturati?

Il nostro studio predilige sempre le soluzioni più conservative e meno invasive, perché niente funziona bene come i denti naturali, ma va da sé che all’occorrenza si valutano le strade più idonee per garantire il risultato migliore sia in termini funzionali che estetici.

Le faccette dentali si staccano?

Abbiamo già scritto in passato sulle cause che producono il distacco delle faccette dentali, ma in ogni caso ricordiamo che la probabilità di perderle si riduce moltissimo quando vengono applicate nel modo corretto e quando il paziente segue con attenzione tutti i consigli che gli vengono forniti dal proprio dentista.

Un dente scheggiato si vede?

Se il lavoro del dentista è eseguito a regola d’arte il dente scheggiato è praticamente invisibile. Nel senso che la cura non viene percepita a occhio nudo. Il colore delle resine composite viene gestito per essere indistinguibile da quello dei denti su cui vengono applicate, ma in realtà un modo per accorgersi della loro presenza c’è, perché reagiscono  alla luce delle lampade UV. Procuratene una e potrai subito scoprire se i tuoi amici hanno riparato i propri denti a causa di una scheggiatura superficiale o se ne hanno semplicemente modificato l’aspetto.

Posso limare un dente da solo?

Assolutamente no. Hai un dente leggermente scheggiato, magari a causa di una caduta o di un incidente. Cosa fai? Il primo passo è quello di andare dal dentista perché questa ferita potrebbe essere più grave del previsto. Quello che non devi fare assolutamente è pensare di poter limare un dente da solo.

Spesso si pensa che i piccoli traumi siano affrontabili in casa, senza l’aiuto di un medico: idea sbagliata. La limatura che può effettuare un dentista viene eseguita con paste e dischi specifici che permettono di ottenere il risultato senza danneggiare il dente: qualsiasi altra soluzione è da evitare senza alternative o appelli.

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Incisivi Scheggiati o Fratturati, Come Fare? ultima modifica: 2017-02-08T09:30:01+00:00 da

Autore:

Odontoiatra protesista perfezionato in estetica del sorriso, iscritto all’ordine il 17/02/2003, con N° TO 2314. Past-President del “Membership & Recruitment Committeee” dell’International Association for Dental Research (IADR). Socio ordinario dell’Academy of Dental Materials (ADM) e della Società Italiana di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo Facciale (SIOCMF). È stato Segretario nazionale della Società Italiana di Odontostomatologia Protesica ed Implantoprotesi (SIOPI). Ricercatore RTD-B in Protesi ed Odontoiatria Digitale presso l’Università Federico II di Napoli. Abilitazione a Professore Ordinario ed Associato nel 2017. Professore a contratto di “Protesi e Riabilitazione” presso le Università Federico II di Napoli e di Siena.

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