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Implantologia a carico immediato

La chirurgia implantare a carico immediato permette di applicare una forza su un impianto al momento stesso dell’intervento chirurgico mediante il posizionamento di un manufatto protesico (corona, ponte, etc.) direttamente avvitato sull’impianto.

In condizioni standard, dopo aver posizionato un impianto dentale, si devono attendere dalle 4 alle 12 settimane prima di potervi applicare un carico, così da permettere all’impianto di andare incontro al processo di osteointegrazione e far sì che il tessuto osseo maturi intorno alla superficie implantare bloccandolo al suo interno.

La stabilità primaria di un impianto, ossia la resistenza (frizione) dell’impianto nell’osso, è un parametro fondamentale affinché si verifichi una corretta osteointegrazione. L’insorgenza di movimenti superiori a 75 micron (poco meno di un decimo di millimetro) nel periodo di guarigione non permette la corretta osteointegrazione degli impianti, dando luogo a un fenomeno definito fibrointegrazione che non permette di utilizzare gli impianti stessi per la masticazione ed il carico funzionale attraverso protesi dentarie, rendendo necessaria la rimozione dell’impianto.

In determinate condizioni cliniche, tuttavia, le attuali tecnologie chirurgiche e protesiche consentono di caricare immediatamente uno o più impianti dentali, dove per “immediatamente” si intende un lasso di tempo compreso tra il momento stesso dell’intervento chirurgico e 72 ore dal posizionamento degli impianti.

È bene sottolineare che, per far ciò, è necessario progettare preventivamente le protesi mediante la cosiddetta chirurgia guidata che richiede una serie di appuntamenti prima dell’intervento chirurgico, durante i quali vengono registrate leimpronte dentarie e studiati i parametri funzionali ed estetici di ogni singolo paziente, oppure realizzandola molto rapidamente (entro le 72 ore) mediante le convenzionali procedure protesiche. Questo permette di produrre delle protesi nuove o di modificare delle protesi preesistenti in modo da poterle solidarizzare agli impianti subito dopo l’intervento chirurgico mediante delle viti di fissaggio.

In presenza di carico immediato è necessario limitare al massimo i micro movimenti, al fine di non interferire con l’osteointegrazione e perdere gli impianti. Tale scopo può essere ottenuto, in presenza di impianto singolo, evitando il più possibile i contatti in occlusione, e in presenza di più impianti, solidarizzandoli tra loro per mezzo di barre o strutture di rinforzo.

Infatti, l’insorgenza di micro movimenti durante le fasi di guarigione implantare, in particolare subito dopo l’intervento chirurgico, può causare il fallimento del processo di osteointegrazione con conseguente impossibilità di utilizzare gli impianti per il carico funzionale. Ovviamente, il bloccaggio di più impianti tra loro, riduce fortemente il rischio di sottoporre i singoli impianti a tali micro movimenti, distribuendo le forze masticatorie su una superficie più ampia offerta dalle strutture di supporto (barre avvitate, splintaggi, connettori, etc.).

Per quanto riguarda gli impianti singoli, in condizioni cliniche standard, l’impianto può essere sottoposto a carico immediato solo nel caso in cui la sua stabilità primaria sia estremamente elevata. In ogni caso, un impianto singolo a carico immediato viene solitamente sottoposto ad un carico non funzionale mediante infraocclusione; in sintesi, la corona singola viene avvitata sull’impianto ma viene realizzata in modo da non entrare in contatto con i denti antagonisti durante la chiusura della bocca.

Ovviamente, durante la masticazione, tali contatti non possono essere evitati del tutto ed il rischio di insorgenza di micro movimenti deleteri per l’osteointegrazione non può essere completamente esclusa sia nel caso di più impianti multipli solidarizzati o ancor più nel caso di impianto singolo.

In sintesi, il carico immediato è una tecnica predicibile se si utilizzano tutte le precauzioni possibili affinché tale carico di fatto non trasmetta micro movimenti agli impianti. Va sottolineato, infine, che quanto sopra riportato rispecchia condizioni cliniche standard che possono non trovare riscontro in ogni singolo paziente. Pertanto, un attento studio del caso ed una valutazione multidisciplinare basata su esami radiologici e clinici sono strettamente necessarie per poter stabilire la possibilità di effettuare un intervento di implantologia a carico immediato.

Implantologia a Carico Immediato ultima modifica: 2014-12-20T10:46:49+00:00 da Fabio Cozzolino