Faccette dentali in ceramica

Faccette e corone in disilicato di litio

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Precisione Del Lavoro Faccette Dentali

TECNICA CONSERVATIVA

Usiamo faccette in ceramica che permettono un approccio poco invasivo. Questo significa che il dente viene limato il minimo necessario. La resistenza, però, è quella del dente naturale.

Ritrovi Sorriso Faccette Dentali

RITROVI IL SORRISO

Con le faccette correggi imperfezioni estetiche, piccoli traumi, macchie e buchi tra i denti causati da parodontite. Questo con una protesi studiata su misura, disegnata per la tua bocca.

Tecnica Coservativa Faccette Dentali

PRECISIONE DEL LAVORO

Studiamo il caso, ti mostriamo il risultato e applichiamo le faccette. Le faccette sono sottili, ma soprattutto applicate da professionisti specializzati in estetica del sorriso e materiali dentari.

Le faccette
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Le faccette dentali in ceramica sono restauri adesivi minimamente invasivi ad alta valenza estetica. Grazie a preparazioni minimali limitate allo smalto dentario o addirittura senza toccare in alcun modo la superficie dei denti con restauri “addizionali” (tecnica “no-prep”), è possibile realizzare faccette di spessore medio pari a 0.5 mm per ritrovare un sorriso perfetto.

La tecnica “no-prep” prevede la possibilità di applicare delle faccette senza limare in alcun modo i denti ma solo condizionandone le superfici con appositi adesivi. In linea con la cosiddetta “minimal intervention dentistry” (odontoiatria minimamente invasiva), tale approccio è estremamente conservativo, dal momento che non interferisce in alcun modo con la struttura e la resistenza dei denti.

Ovviamente, devono sussistere le condizioni cliniche per fabbricare delle faccette senza limare i denti, quali, ad esempio, diastemi (spazi tra i denti),triangoli neri a livello gengivale (causati da parodontite), necessità di aumentare il volume e/o la lunghezza dei denti storti.

La tecnica no-prep si abbina spesso alla realizzazione di restauri parziali chiamati “addizionali”: qualora non sia necessario ricoprire l’intera superficie di uno o più denti, è possibile fabbricare dei piccoli frammenti di ceramica che possano essere cementati laddove necessario, per riempire uno spazio o ripristinare, ad esempio, una cuspide fratturata.

Analogamente, oggi è possibile realizzare anche sottilissime corone in disilicato di litio (“full veneers”), nei casi in cui sia necessario ricoprire interamente la superficie dentaria (denti molto distrutti da carie, denti consumati per usura o abrasi da sostanze chimiche, come gli acidi alimentari, etc.). Il ridottissimo spessore di queste corone (fino a 0.3 mm) permette di realizzare delle preparazioni minimamente invasive o, addirittura, di non toccare affatto con le frese alcune superfici dentarie; ciò permette di risparmiare grandi quantità di smalto e dentina e di non devitalizzare i denti per realizzare le corone protesiche.

Tali restauri non interferiscono con la salute dei tessuti parodontali, dal momento che le preparazioni non raggiungono i margini gengivali, pur garantendo un ottimale mimetismo dei restauri, grazie all’impiego di materiali altamente estetici e privi di metallo.

Molti pazienti che si rivolgono a un odontoiatra con finalità estetiche, sono talvolta indecisi sull’applicazione di faccette dentali o sul praticare uno sbiancamento in profondità.

Nella pratica, lo sbiancamento dentale agisce sul colore ed è una pratica meno invasiva rispetto alle faccette estetiche che in quanto protesi, agiscono sulla forma del dente.

Le faccette in ceramica permettono di correggere anomalie di forma e volume (chiusura di triangoli neri interdentali e diastemi, denti conoidi), pigmentazioni e discromie come macchie da nicotina e/o caffeina, restauri in composito ingialliti, malposizioni dentarie e difetti congeniti dello smalto (cfr. fluorosi, amelogenesi imperfetta), conferendo armonia e pienezza al sorriso anche non una posizione dei denti non ottimale.

C’è da aggiungere che la manutenzione da parte del paziente è nulla, anche perché non sono rimovibili. Bisogna solo seguire la corretta igiene orale e lavare i denti. Ma anche passare il filo interdentale come sempre.

Inoltre, le faccette consentono di ripristinare le corrette funzioni di guida occlusale dei denti, allungando i margini fratturati o usurati a seguito di invecchiamento. Bisogna valutarne l’utilizzo, anche durante il primo appuntamento dal dentista, e può comunque essere utile prendere in esame soluzioni alternative alle faccette dentali, come forme specifiche di sbiancamento in caso di denti macchiati in profondità, o l’utilizzo di ricostruzioni incollate al dente, il cui costo è mediamente molto inferiore a quello delle faccette stesse. Queste ultime sono indicate in caso di piccole scheggiature o variazioni di forma di uno o più denti.

Il Disilicato di Litio

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Il Disilicato di Litio
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Le moderne tecnologie dei materiali permettono, oggi, di impiegare vari tipi di ceramica per la realizzazione delle faccette, dalle tradizionali ceramiche feldspatiche altamente traslucenti alle più recenti ceramiche a base di disilicato di litio ad elevata resistenza. È evidente che per riabilitazioni effettuate con questi materiali l’utilizzo del microscopio o di sistemi ingrandenti risulta quasi indispensabile.

Le ottimali proprietà meccaniche e l’elevata resistenza a frattura del DISILICATO DI LITIO consentono di realizzare faccette definitive anche in situazioni biomeccanicamente non ideali, come nei pazienti portatori di bite o nel caso di severa usura dei margini incisali. In questi casi un semplice sbiancamento non può ripristinare la bellezza naturale del sorriso a 20 anni, ma occorre ripristinare la forma originale, precedente al processo di usura.

Sia le ceramiche feldspatiche che il disilicato di litio, cementati mediante tecniche adesive estremamente affidabili, garantiscono una eccellente integrazione biologica, risultati estetici ottimali ed elevata biomimetica, ripristinando le caratteristiche ottiche e meccaniche del dente naturale. Il risultato sarà significativo valutando il prima e dopo.

L’impronta Digitale per le Faccette Dentali
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Essendo la preparazione per faccette una tecnica non invasiva che non coinvolge lo spazio gengivale, è oggi possibile avvalersi degli scanner intraorali (Intra Oral Scanner o IOS) per rilevare una impronta digitale per faccette.
A differenze di quelle tradizionali, le impronte digitali non richiedono paste o materiali da impronta né portaimpronte che spesso risultato ingombranti e poco confortevoli per i pazienti. Gli scanner intraorali sono delle telecamere ad alta risoluzione che permettono di rilevare la forma dei denti e delle gengive nonché il colore dei tessuti, realizzando le faccette in maniera completamente digitale. Tale tecnica risulta molto confortevole e rapida e permette di verificare in tempo reale la precisione delle preparazioni; inoltre, molto spesso, questo tipo di approccio non richiede la somministrazione di anestesia locale.

Senza mock-up

Successivamente, il file ottenuto dall’impronta viene inviato al laboratorio odontotecnico che produrrà i manufatti con un flusso di lavoro interamente digitale, riducendo i tempi di lavorazione ed ottenendo risultati altamente precisi e predicibili grazie alla lavorazione computerizzata CAD-CAM (Computer Aided Design-Computer Aided Manufacturing).

Diagnosi Estetica

La diagnosi estetica è mirata a valutare tutti fattori che permettono di integrare in modo armonico il sorriso nel contesto del viso. Si basa, pertanto, su una analisi facciale, che permette di analizzare simmetria e proporzioni del volto, e su una analisi dentaria, che consente di valutare i rapporti tra i denti ed i tessuti molli periorali.

L’analisi facciale prende in considerazione la linea mediana del viso (fronte-naso-mento), la linea bipupillare (che passa per le pupille oculari) ed il piano occlusale (che tocca i margini dentari) (Fig. 1). Tali piani di riferimento permettono di identificare eventuali asimmetrie che devono essere compensate nella fase di cura odontoiatrica (linea del sorriso “pendente”, deviazioni delle linee mediane, etc).

L’analisi dentaria va a valutare una serie di parametri che riguardano sia i denti che le gengive:
linea mediana superiore ed inferiore;
assi di inclinazione dentaria;
proporzioni intra- ed inter-dentali;
curvatura e margini incisali;
parabole gengivali;
papille interdentali;
embrasures interdentali;
colore e tessitura di superficie (sia dei denti che delle gengive).

In un sorriso ideale, le linee mediane superiore (Fig. 2, linea gialla tratteggiata) ed inferiore dovrebbero coincidere e gli assi longitudinali dei denti (Fig. 2, linee nere) dovrebbero convergere verso la linea mediana con una inclinazione progressivamente crescente passando dai settori anteriori a quelli posteriori. Questo conferisce pienezza e luminosità al sorriso.

Le proporzioni intra-dentarie (rapporto tra altezza e larghezza di ciascun dente) ed inter-dentarie (rapporto tra le dimensioni dei vari denti) dovrebbero rispettare rapporti armonici che si rifanno al concetto della proporzione aurea (Fig. 3).

In particolare, in un sorriso giovane ed in particolare nel sesso femminile, si parla di “dominanza degli incisivi centrali” che dovrebbero essere leggermente più grandi e più lunghi degli incisivi laterali per conferire luminosità al sorriso.

I margini incisali dei denti superiori dovrebbero seguire l’andamento del labbro inferiore durante il sorriso; pertanto, procedendo dai settori frontali a quelli posteriori, la curvatura costituita dall’insieme dei margini incisali dovrebbe progressivamente spostarsi verso l’alto (Fig. 4, linea gialla).

Le parabole gengivali dovrebbero essere tondeggianti ed armoniche, seguendo il profilo dei colletti dentari. I margini gengivali degli incisivi laterali superiori dovrebbero trovarsi in una posizione circa 1 mm più coronale (più in basso – Fig. 4, frecce blu) rispetto ai margini degli incisivi centrali e dei canini (Fig. 4, linea nera).

Le papille interdentali non dovrebbero mai presentare triangoli neri tra i denti (indice di perdita di tessuti parodontali) ma dovrebbero riempire del tutto lo spazio tra le superfici interdentali dei vari denti, spostandosi progressivamente in posizione più apicale (verso l’alto) procedendo dai settori anteriori a quelli posteriori (Fig. 5, triangoli rossi).

Le “embrasures interdentali” sono gli spazi tra i margini incisali dei denti; tali spazi dovrebbero essere minimi tra gli incisivi centrali superiori ed aprirsi progressivamente man mano che ci si sposta verso i settori posteriori (Fig. 5, linee gialle tratteggiate). Una scorretta gestione di questi spazi può dare l’impressione che i denti siano tutti uniti (come nel caso di ponti poco naturali ed antiestetici).

Colore e tessitura di superficie (l’insieme delle caratteristiche macroscopiche e microscopiche delle superfici di denti e gengive) devono integrarsi correttamente nel viso di ciascun paziente. I denti tendono a diventare progressivamente più gialli o più grigi (trasparenti) con l’età, a causa dei fenomeni di invecchiamento e di usura; il colore può essere corretto mediante sbancamento dentale o con ricostruzione protesiche (faccette e corone). Le gengive dovrebbero avere un colore rosa corallo; alterazioni del colore, in particolare verso il rosso accesso o il viola, sono indice di sofferenza parodontale, come gengivite e parodontite nel caso dei denti naturali e mucosità e priimplantite nel caso di impianti dentali.

Tutti questi parametri devono essere attentamente analizzati prima di qualsiasi trattamento odontoiatrico mirato a ripristinare l’armonia del sorriso. La diagnosi estetica viene effettuata mediante l’esame clinico ed il rilevamento di fotografie e filmati. Successivamente, i modelli di studio vengono analizzati in articolatole e con l’ausilio di software che permettono di simulare anche visivamente il trattamento al computer ancor prima di intervenire in qualsiasi modo sul paziente.

A riposo, un sorriso giovanile ed armonico dovrebbe lasciar intravedere 1-2 mm degli incisivi centrali superiori (Figg. 6-7-8); qualora i denti a riposo non si intravedano, il sorriso assume un aspetto “vecchieggiante” ed antiestetico, come avviene con il passare degli anni quando la perdita di elasticità dei tessuti periorali ed il riassorbimento delle ossa mascellari determina una introflessione (una sorta di caduta verso l’interno) del labbro superiore. Tale difetto può essere corretto protesicamente (con faccette o corone) o mediante ortodonzia.

Analogamente, i denti posteriori ed in particolare i premolari superiori possono essere inclinati leggermente verso l’esterno, in modo da riempire gli spazi neri che a volte si vedono nei settori laterali del sorriso (definiti “corridoi buccali”), conferendo pienezza e luminosità al sorriso.

Il sorriso gengivale (o “gummy smile”) è caratterizzato dall’eccessiva esposizione delle gengive durante il sorriso; pur non rappresentando in genere un problema funzionale, tale caratteristica viene spesso percepita come antiestetica dai pazienti. Anche in questo caso, la correzione può essere effettuata mediante ortodonzia, chirurgia parodontale e protesi, secondo un approccio multidisciplinare mirato a ripristinare un rapporto armonico tra denti e gengive durante il sorriso. Quanto sopra riportato caratterizza una serie di parametri che devono essere valutati dal dentista per ogni singolo paziente, dato che le caratteristiche individuali di ogni persona sia a riposo che durante le funzioni dinamiche (sorriso, fonazione, masticazione) sono del tutto differenti. Gli schemi grafici ed i rapporti geometrici devono rappresentare solo il punto di partenza per individualizzare gli interventi ed i restauri necessari a ripristinare l’armonia e la luminosità del sorriso di ogni singolo paziente.

Mock-up
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È possibile pre-visualizzare tridimensionalmente il risultato finale di un trattamento estetico mediante una tecnica non invasiva definita “mock-up”. In sintesi, questa tecnica permette di provare il lavoro protesico finale direttamente in bocca ancora prima di iniziare le terapie.

Il mock-up consiste nel ricreare al computer o su modello la forma ideale dei denti da trattare e di creare una mascherina di trasferimento (anche mediante stampanti 3D) che permetta di applicare dei materiali compositi direttamente in bocca, sui denti non ancora preparati, come delle sottili lenti a contatto.

Ciò permette al paziente di valutare il risultato estetico ed al dentista di controllare le funzioni occlusali (masticazione, fonazione, etc.).
La tecnica del mock-up non è invasiva (non prevede la preparazione dello smalto) ed è completamente reversibile: qualora il paziente non sia soddisfatto del risultato, il mock-up viene facilmente rimosso senza alterare in nessun modo la forma originaria dei denti e senza danneggiare lo smalto.

Inoltre, il mock-up può essere facilmente modificato intraoralmente, aggiungendo o rimuovendo resina o modificando forma e volume dei denti.

Senza mock-up
Dopo il mock-up
Mockup a riposo

Il mock-up può simulare anche interventi di gengivectomia, ossia l’armonizzazione delle parabole gengivali in presenza di asimmetrie e/o dislivelli: in tal caso, la resina viene stampata a coprire i margini gengivali, così da simulare il risultato finale.

Qualora il risultato sia soddisfacente, il mockup viene utilizzato anche per guidare il chirurgo durante l’intervento di gengivectomia, effettuando delle incisioni minime e calibrate esattamente sulla forma finale desiderata.


Anche la comunicazione con il paziente viene positivamente influenzata da tale tecnica: infatti, il mock-up può essere fotografato e possono essere girati dei brevi video che mostrino al paziente in tempo reale le differenze tra la situazione iniziale e le modifiche determinate dallo stampo di previsualizzazione.

Costo delle faccette dentali
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Sul costo delle faccette dentali incidono diversi fattori.
La qualità del materiale utilizzato, la quantità dei denti da trattare, la posizione geografica dello studio, l’odontotecnico a cui si farà riferimento per realizzarle, infine ma non ultimo la preparazione e la competenza del protesista che segue l’intero lavoro.

Il costo medio di una faccetta dentale varia dai 600 ai 1000 euro.
In alcune città come Milano e Roma può raggiungere anche 1500 euro.
Spesso si vedono preventivi di faccette dentali ad un costo nettamente inferiore.
Quando i costi sono troppo bassi è difficile garantire una qualità minima che permetta al lavoro di durare nel tempo. Il rischio più alto che si può avere con delle faccette low cost è che si abbia un distacco o la rottura delle stesse. Infatti la faccetta dentale, essendo un manufatto protesico molto sottile e delicato, è estremamente sensibile alla precisione con cui è stato eseguito l’intero lavoro.
Ecco perché è così importante la competenza dell’odontoiatra che realizza le faccette e lo strumentario utilizzato, primo fra tutti l’uso di un microscopio ottico.


Domande Frequenti

Il vantaggio principale è senza dubbio la minima invasività rispetto a restauri tradizionali come le corone (capsule) che prevedono la limatura di tutto il dente, mentre la preparazione per faccette interessa solo la parte esterna e per pochi decimi di millimetro. Certamente, le faccette sono più invasive dello sbiancamento, ma quest’ultimo non agisce sui difetti di forma. Svantaggi veri e propri non esistono, se non controindicazioni “relative”, vale a dire condizioni che possono ridurre o eliminare del tutto la possibilità di realizzare le faccette, come nel caso di denti troppo distrutti, spazi troppo ampi, mancanza di denti intermedi, etc. Ovviamente, ogni caso va valutato individualmente e con un approccio multidisciplinare.

Casi Clinici


Qui di seguito una carrellata di anteprime riguardanti casi clinici di pazienti dello Studio Dentistico Cozzolino. Tutti i casi sono relativi a restauri in faccette in zona estetica. È possibile visionare le foto dei prima-dopo posizionate in verticale una sopra l’altra, divise per singoli casi.
Più giù, sempre in questa pagina, sono riportati per intero e in maniera meglio documentata gli stessi casi clinici. Per poter approfondire in maniera più dettagliata i singoli restauri portati a termine.

Caso 1: Trattamento minimamente invasivo di diastemi ed ipoplasia dello smalto con faccette in ceramica feldspatica


Paziente di sesso maschile di 22 anni con diastemi (spazi tra i denti), amelogenesi imperfetta ed ipoplasi dello smalto (difetti ed imperfezioni nella mineralizzazione dello smalto).

Il paziente è stato trattato con 4 faccette in ceramica feldspatica (incisivi centrali e laterali) e preparazioni minimali per conservare la maggior quantità possibile di tessuti dentari.

Visione preoperatoria extraorale a riposo (sinistra) e del sorriso (destra).
Visione preoperatoria intraorale: si notino i diastemi (spazi tra i denti) ed i difetti di mineralizzazione dello smalto.
Visione postoperatoria intraorale (4 faccette in ceramica feldspatica sugli incisivi centrali e laterali; Odt. Vincenzo Mutone).
Visione postoperatoria extraorale a riposo (sinistra) e del sorriso (destra).

Caso 2: Risoluzione di usura dentaria e morso coperto con faccette in disilicato di litio


Paziente di sesso maschile di 28 anni con usura severa dei denti anteriori. Avendo consumato lo smalto dentario a causa di un morso profondo e di parafunzioni occlusali (bruxismo, digrignamento, serramento), il paziente aveva assunto un aspetto “vecchieggiante” dovuto alla mancata esposizione dei margini degli incisivi superiori.

Il paziente è stato trattato con 6 faccette in disilicato di litio (incisivi centrali, incisivi laterali e canini) ad elevata resistenza, mediante preparazioni minimali che hanno permesso di allungare i margini incisali, recuperare le corrette funzioni occlusali (scivolamento in protrusiva e lateralità) e restituire al paziente un’estetica ottimale grazie al posizionamento delle faccette.

Visione preoperatoria extraorale a riposo (sinistra) e del sorriso (destra). Si noti come i margini incisali non siano visibili a riposo, conferendo un aspetto “vecchieggiante” al paziente, e come appaiano irregolari e frastagliati sorridendo.

Visione preoperatoria intraorale: si notino la carie cervicale sul canino destro e l’accorciamento dovuto ad usura dei margini incisali degli incisivi centrali e laterali che rendono i denti tozzi, mal proporzionati ed esteticamente poco gradevoli.
Preparazione mini-invasiva. Visione finale delle preparazioni minimali mantenute interamente nello smalto dentario (evitando fenomeni di sensibilità dentinale ed ottimizzando l’adesione delle faccette).
Visione postoperatoria intraorale (6 faccette in disilicato di litio sugli incisivi centrali, sugli incisivi laterali e sui canini; Odt. Vincenzo Mutone).
Visione postoperatoria extraorale a riposo (sinistra) e del sorriso (destra).

Caso 3: Faccette in ceramica feldspatica su denti anteriori


Caso di una paziente di 26 anni, che presentava la frattura dei margini incisali dei due incisivi centrali superiori.
La paziente riferiva di aver già provveduto alla ricostruzione di tali elementi dentari in due occasioni e che in entrambe le circostanze i restauri dei denti coinvolti erano andati in contro a frattura; inoltre, la paziente lamentava un risultato estetico non soddisfacente.
Si è proceduti alla realizzazione di due faccette in ceramica.

Tale tipologia di restauro adesivo permette di ripristinare estetica e funzione con un approccio conservativo e preparazioni minimamente invasive, pari ad uno spessore di circa 0.6 mm. L’utilizzo di questi materiali garantisce un risultato predicibile e duraturo, ed un’alta resa estetica, non andando incontro a discromie nel tempo, a differenza dei restauri in composito.

Prima del trattamento
Dopo del trattamento

Caso 4: Riabilitazione estetica minimamente invasiva mediante faccette in ceramica


Una paziente di sesso femminile di 33 anni di età richiedeva un miglioramento estetico e funzionale del gruppo anteriore mascellare precedentemente restaurato con faccette in composito.

All’esame obiettivo si rilevavano una marcata opacizzazione dei restauri ed una evidente usura generalizzata dei margini incisali del gruppo anteriore sia mascellare che mandibolare. Si optava per la realizzazione di 6 faccette in ceramica feldspatica, da canino a canino, con allungamento dei margini incisali, al fine di migliorare l’estetica e di ripristinare una corretta funzione.

Caso 5: Faccette in Disilicato di Litio su denti anteriori


Caso di una paziente di 26 anni, che presentava la frattura dei margini incisali dei due incisivi centrali superiori.
Paziente donna di 25 anni con evidente asimmetria della linea del sorriso e morso parzialmente aperto, a causa di agenesia degli incisivi laterali superiori con trasposizione e coronoplastica dei canini; si evidenziano palesi discromie dentarie.

Caso trattato con 6 faccette in disilicato di litio ad alta valenza estetica e resistenza meccanica all’arcata superiore, con riempimento ed armonizzazione della linea del sorriso e ripristino delle corrette funzioni di guida occlusale.

Prima del trattamento ortodontico – morso aperto (con canini al posto dei laterali e premolari al posto dei canini).

Caso 6: Faccette dentali estetiche su denti anteriori


Immagine prima del trattamento (sinistra) – Immagine dopo il trattamento (destra). odt sig. Luigi De Stefano

Caso 7: Faccette in disilicato di litio in presenza di diastemi ed alterate proporzioni dentarie (rapporto altezza-larghezza) dopo gengivectomia


Visione frontale preoperatoria – Diastema interincisivo, margini incisali più corti dei denti 11 e 12, parabola gengivale più bassa del dente 11.
Visione laterale preoperatoria (lato destro paziente) – Diastema tra incisivo laterale e canino.
Visione frontale preoperatoria – Diastema interincisivo, margini incisali più corti dei denti 11 e 12, parabola gengivale più bassa del dente 11.
Visione frontale postoperatoria: 4 faccette in disilicato di litio sugli incisivi centrali e laterali.
Visione frontale postoperatoria: 4 faccette in disilicato di litio sugli incisivi centrali e laterali.

Caso 8: Faccette in disilicato di litio con mock-up gengivale


Paziente di sesso femminile con “gummy smile” (sorriso gengivale dovuto ad una eccessiva esposizione delle gengive). La paziente desiderava un miglioramento estetico, aumentando lunghezza volume dei denti ma senza ricorrere a trattamenti ortodontici o ad interventi chirurgici invasivi.

Pertanto, il caso è stato finalizzato con faccette e corone in disilicato di litio a seguito di gengivectomia (lieve incisione delle gengive per renderle simmetriche in base al progetto protesico stampato prima della preparazione dentaria mediante mock-up).

Visione preoperatoria
Pre-op
Overlapped mock-up

Mock-up gengivale: visione senza (sinistra) e con mock-up (destra) stampato sui denti prima della preparazione (quindi senza aver toccato lo smalto) per verificare il risultato funzionale ed estetico.

La freccia rossa mostra come non sia stata alterata la dimensione del canino superiore di sinistra mentre le linee tratteggiate gialle mostrano come il mock-up abbia permesso di allungare i denti sia a livello dei margini incisali che a livello delle gengive.

Visione postoperatoria frontale. odt sig. Luigi De Stefano
Visione postoperatoria laterale destra
Visione postoperatoria laterale sinistra

Bibliografia

Fabbri G, Sorrentino R, Cannistraro G, Mintrone F, Bacherini L, Turrini R, Bombardelli T, Nieri M, Fradeani M. Increasing the Vertical Dimension of Occlusion: A Multicenter Retrospective Clinical Comparative Study on 100 Patients with Fixed Tooth-Supported, Mixed, and Implant-Supported Full-Arch Rehabilitations. Int J Periodontics Restorative Dent. 2018 May/Jun;38(3):323-335.

Camposilvan E, Leone R, Gremillard L, Sorrentino R, Zarone F, Ferrari M, Chevalier J. Aging resistance, mechanical properties and translucency of different yttria-stabilized zirconia ceramics for monolithic dental crown applications. Dent Mater. 2018 Jun;34(6):879-890.

Zarone F, Ferrari M, Mangano FG, Leone R, Sorrentino R. “Digitally Oriented Materials”: Focus on Lithium Disilicate Ceramics. Int J Dent. 2016;2016:9840594. doi: 10.1155/2016/9840594. Epub 2016 Aug 18.

Autore Roberto Sorrentino


Odontoiatra protesista perfezionato in estetica del sorriso, iscritto all’ordine il 17/02/2003, con N° TO 2314. Past-President del “Membership & Recruitment Committeee” dell’International Association for Dental Research (IADR). Socio ordinario dell’Academy of Dental Materials (ADM) e della Società Italiana di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo Facciale (SIOCMF). È stato Segretario nazionale della Società Italiana di Odontostomatologia Protesica ed Implantoprotesi (SIOPI). Ricercatore RTD-B in Protesi ed Odontoiatria Digitale presso l’Università Federico II di Napoli. Abilitazione a Professore Ordinario ed Associato nel 2017. Professore a contratto di “Protesi e Riabilitazione” presso le Università Federico II di Napoli e di Siena.


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