Blog / Chirurgia Orale / Estrazione dente: quando è necessaria?
19 aprile 2018

Spesso si affronta l’argomento che mette al centro uno dei passaggi decisivi del lavoro di un dentista: quando è necessaria l’estrazione del dente? Infatti questa è una delle soluzioni più invasive e che possono decretare la soluzione drastica del problema. A volte estrarre un dente è un passo indispensabile, a volte no. Ma chi lo decide?

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Ovviamente la risposta può darla solo il dentista dopo un’attenta analisi della situazione e la sua valutazione dipende tantissimo dalla preparazione, dalle sue capacità ad eseguire terapie difficili per salvare il dente e dal suo percorso formativo. Un parodontologo ad esempio ha un approccio totalmente diverso rispetto ad un implantologo.

estrazione dente quando è necessaria

estrazione dente quando è necessaria

Ma qual è il punto decisivo che consente al medico di prendere una decisione così importante? Meglio devitalizzare e curare il dente o estrarre? La domanda non è banale e merita un approfondimento.

Cos’è un’estrazione e in cosa consiste?

In primo luogo è giusto affrontare il tema fondamentale per capire di cosa stiamo trattando. Cos’è l’estrazione del dente e in cosa consiste? In questi casi parliamo di un vero e proprio intervento chirurgico: togliere un dente vuol dire eliminare un elemento dalla bocca del paziente e le motivazioni di base possono essere diverse.

Si estrae un dente quando è stato danneggiato dalla carie in modo così grave da rendere impossibile qualsiasi altro tipo di cura. O magari quando crea problemi di accavallamento con altri denti per cui la stessa applicazione di una macchinetta ortodontica ne prevede la sua estrazione al fine di allineare correttamente i denti. Se il dente ha problemi parodontali gravi che ne rendono impossibile il salvataggio. Spesso si parla di estrazione dei denti del giudizio quando crescono storti e mettono in pericolo la salute dei settimi che possono ad esempio cariarsi o addirittura possono compromettere la salute del paziente, come quando si instaura una disodontiasi del terzo molare inferiore.

In tutti i casi l’avulsione di un dente è un evento traumatico per il paziente. E come tale dovrebbe essere considerato anche dal dentista. L’estrazione deve essere sempre l’ultima soluzione possibile.

Oggi purtroppo si vede troppo spesso ricorrere facilmente alla pinza di estrazione. Gli impianti sono un ottima soluzione per sostituire un dente mancante ma non sono assolutamente la soluzione migliore per sostituire un dente che può essere recuperato. Per fare un esempio, se domani ci dovessimo trovare senza una mano senza dubbio potremmo optare di farci applicare una mano bionica. Oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante. Ma nessuno si sognerebbe mai di far sostituire la propria mano con una finta, per quanto tecnologicamente avanzata. Lo stesso deve valere per i denti. Per fare due esempi:

  • i denti naturali ci fanno percepire ciò che mangiamo grazie alla propiocezione del legamento parodontale situato attorno al dente e non presente attorno ad un impianto
  • i denti naturali grazie al loro sistema di ammortizzazione stimolano l’osso che non si riassorbe. Questo non accade attorno agli impianti dove l’osso con il tempo si riassorbe fino a ridursi tantissimo.

Infine bisogna far notare che salvare un dente è sempre meno costoso che mettere un impianto.

Estrarre un dente è doloroso?

L’estrazione di un dente fa male? In realtà no, non è questo il problema nell’immediato. Togliere un dente, oggi, non è un intervento doloroso perché l’anestesia mette al sicuro il paziente da spiacevoli sofferenze. Certo, dopo l’effetto dell’anestesia ci sono dei fastidi ma il punto essenziale è questo: una buona estrazione, se ben pianificata, dovrebbe essere rapida e poco fastidiosa.

Vero, però, che non tutte le estrazioni sono uguali. Possiamo parlare di estrazione semplice quando, dopo l’anestesia, si procede a togliere un dente ben visibile e facile da estrarre con pinze e leve adeguate. In alcuni casi, però, c’è bisogno di un intervento chirurgico più articolato: è il caso dei denti inclusi che non sono usciti del tutto dalla gengiva e hanno bisogno di un’azione specifica.

Quello che è importante, in ogni caso, è avere una situazione chara prima dell’intervento. Analisi e accertamenti prima dell’estrazione sono un dovere del dentista che deve individuare eventuali complicanze del paziente.

In ogni caso oggi esistono tecniche estrattive atraumatiche che fanno uso di leve e strumenti sonici per la rimozione dell’osso.

E nei pazienti con maggiore ansia è possibile far ricorso all’anestesista in studio che può tenere il paziente quasi addormentato per tutta la durata dell’intervento.

Quando è necessaria l’estrazione del dente?

Alla luce di quanto detto appare chiaro un punto: estrarre un dente è un intervento a tutti gli effetti. Può essere più o meno complesso, ma in ogni caso si priva il paziente di un organo che, molto probabilmente, dovrà essere sostituito con una protesi. Magari con un impianto. Questa ultima terapia è molto impegnativa per il paziente, ma spesso necessaria.

Oggi con le moderne tecnologie un dente è quasi sempre recuperabile. In caso di carie molto estese che raggiungono il livello osseo è possibile ad esempio eseguire lembi chirurgici che permettono di esporre la porzione di dente sano di fatto abbassando osso o gengiva. In caso di cisti o granulomi per devitalizzazioni non fatte bene o ad esempio eseguite senza la diga di gomma è possibile ritrattare il dente sotto diga usando mezzi avanzati come il microscopio che ci permette quasi sempre far regredire queste lesioni. In caso di parodontite oggi è possibile eseguire interventi che mirano a rigenerare l’osso intorno al dente. Grazie a tecniche sempre meno invasive e avanzate sotto microscopio oggi si riescono a salvare denti che fino a poco tempo fa erano senza speranza (hopeless).

Una delle cause oggi dove si rende quasi sempre necessaria l’estrazione del dente è la frattura verticale della radice.

In ogni caso l’idea è quella di mantenere il più possibile il dente originario: l’estrazione deve essere l’ultima soluzione.

Estrazione del dente per carie

Questo è uno dei punti più importanti. La carie può essere curata in modi differenti, in base alla gravità del problema. Ci possono essere casi in cui è sufficiente curare una piccola parte del dente, in altri casi si punta a una terapia canalare. Poi si procede alla ricostruzione con materiali suggeriti dalle tecniche conservative, o magari con una corona o con delle faccette.

La parodontologia in questo caso fa la differenza per salvare denti altrimenti persi. Infatti oggi grazie ad un semplice lembo a riposizionamento apicale che ci permette di esporre una carie sottogengivale si possono salvare molti denti che altrimenti andrebbero persi.

Per questi motivi l’estrazione di un dente per carie è un’eventualità remota.

Estrazione per affollamento

Questo è un caso differente. Qui l’estrazione può essere necessaria per permettere al paziente di recuperare il giusto profilo dentario. Avere un sorriso in ordine non è solo un fattore estetico che ti permette di allontanare ansia e imbarazzo, ci sono molti effetti indesiderati che si collegano a una masticazione errata o a un morso scorretto. In questi casi l’estrazione può essere indispensabile per raggiungere un obiettivo superiore. Il dente estratto deve essere considerato dal paziente come un dente in più nella sua bocca. Per questo alla fine del trattamento ortodontico quando i denti saranno allineati non se ne sentirà mai la mancanza.

Estrazione dente per parodontite

Anche la parodontite, volgarmente nota come piorrea, può essere causa di estrazione di un dente. Ma, così come per la carie, ci sono strade diverse da percorrere prima di arrivare a tanto.

La prima cosa da sapere oggi è che la parodontite si può sempre curare. Per curare si intende che si può fermare e controllarne la progressione. Questo è reso possibile semplicemente eliminando ed evitando che si accumulino placca e tartaro attorno ai denti. Detto così sembra una cosa semplice. La pulizia dei denti è una delle cose più difficili da eseguire correttamente in odontoiatria. E proprio questa difficoltà è alla base del progredire della malattia parodontale. L’intervento di un parodontologo preciso e scrupoloso associato ad un paziente che è stato sensibilizzato a diventare maniacale nella pulizia blocca anche una forma grave di parodontite.

E bisogna sapere che anche se i denti si muovono spesso sono recuperabili dal parodontologo.

Dunque, quando estrarre i denti? Sicuramente quando tutte le altre soluzioni sono state tentate anche da più professionisti e non hanno funzionato.

In ogni caso una buona azione preventiva quando si presentano i primi allarmi di questo problema può allontanare ogni rischio.

Denti del giudizio si devono togliere per forza?

Una delle voci che si rincorrono è proprio questa: i denti del giudizio si devono estrarre a tutti i costi? Non per forza. Sono spesso inutili alla masticazione, questo è vero. E rischiano di cariarsi più facilmente perché non vengono lavati nel modo giusto. Inoltre rischiano di essere inclusi dato che arrivano con un certo ritardo rispetto agli altri denti.

Questo provoca dolore, problemi di masticazione e altri traumi. Per questo spesso si arriva alla conclusione che è meglio estrarre i denti del giudizio.

Ma se non ci sono problemi, bisogna estrarli?

Spesso è necessario estrarli a scopo preventivo. Questo capita se il sacco pericoronarico, che avvolge la corona quando il dente è nell’osso, si rompe e si apre in modo parziale. Cioè se il dente è uscito parzialmente. In questi casi i rischi di avere una disodontiasi del molare del giudizio sono alti e quindi conviene pensare di estrarli. Altra condizione in cui si preferisce estrarli anche in assenza di sintomatologia è se sono posizionati orizzontalmente e spingono sui settimi. Si è visto che nel tempo si può avere una carie sul dente settimo a causa del dente del giudizio. E questa carie è molto difficile da curare.

Una cosa che invece bisogna sapere è che i denti del giudizio per quanto orizzontali non sono causa come si pensava in passato del disallineamento dei denti. A disallineare i denti anteriori è la risultante delle forze masticatorie che spinge appunto tutti i denti in avanti.

Ovviamente se non ci sono problemi del genere il passaggio è semplice: si può non estrarre.

Conviene estrarre i denti da latte?

I denti decidui sono provvisori, dovrebbero abbandonare il bambino in un tempo variabile ma questo non significa che non potrebbe esserci la necessità di curare un dente da latte. E magari estrarlo per diverse ragioni. Ad esempio perché cariato e potrebbe causare ulteriori problemi con relative sofferenze. Bisogna però sapere che se si estraggono i denti da latte bisogna applicare un mantenitore di spazio che altrimenti potrebbe chiudersi determinando una o più inclusioni dei denti permanenti.

Inoltre l’estrazione dei denti da latte potrebbe essere necessaria nel caso in cui ci siano altri problemi, come sovraffollamento o crescita inclusa. Detto in altre parole, bisogna analizzare la situazione con una visita dal dentista. Magari con il contributo di un pedodontista, un odontoiatra pediatrico specializzato.

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Estrazione dente: quando è necessaria? ultima modifica: 2018-04-19T16:21:20+00:00 da

Autore:

Odontoiatra implantologo e parodontologo iscritto all’ordine il 23/06/1997, con N° TO 1968, membro di SIdP (Società Italiana di Parodontologia), ITI (International Team for Implantology) e SIO (Società Italiana di Implantologia Osteointegrata).
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