La parodontite è uno dei problemi tipici delle gengive, si tratta di un’infezione del tessuto parodontale che deve avere una diagnosi rapida per poter anticipare e risolvere questo problema. Una piorrea grave è molto più difficile da gestire e bloccare prima che faccia danni.
Danni che riguardano la perdita di osso, il ritiro delle gengive, la mobilità e la caduta dei denti. Molti pazienti vengono nel nostro studio quando i sintomi sono già evidenti e hanno paura di perdere i denti a causa della parodontite. Per questo è importante diagnosticarla.
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La diagnosi dal punto di vista del parodontologo
Il motivo per cui dobbiamo fare una diagnosi rapida della parodontite è che all’inizio i sintomi non sono facili da individuare. Ecco perché il parodontologo formula una diagnosi oggettiva identificando stadio e grado della parodontite permettendo così di pianificare il giusto protocollo terapeutico. Si incrociano i dati di quattro punti fondamentali.
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Sondaggio parodontale
Il parodontologo misura con una sonda parodontale posizionata nel solco gengivale tra il dente e la gengiva, la profondità delle tasche. Nelle parodontiti gravi si rilevano tasche profonde 6 millimetri o più. Durante questo esame si valuta l’Indice di Sanguinamento al Sondaggio (BOP), che conferma l’infiammazione attiva e una parodontite non sotto controllo.
Perdita di attacco clinico (CAL)
Il parodontologo calcola quanti millimetri di legamento e tessuto di supporto sono andati distrutti. Una perdita pari o superiore a 6 millimetri decreta una parodontite grave.
Esame radiografico
Con le radiografie endorali si osserva la perdita di osso alveolare attorno ai denti. Nelle parodontiti severe, la radiografia mostra una perdita ossea che si estende oltre il terzo medio della radice del dente, con danni alle biforcazioni (punto in cui le radici dei molari si dividono).

Grazie a una diagnosi approfondita con le radiografie, il parodontologo può tentare di preservare i denti naturali dei pazienti anche quando la situazione è abbastanza complessa. Ricordiamo che salvare i denti costa meno che sostituirli. Il primo approccio per curare la parodontite è non chirurgico con l’uso di curettes soniche con cui vengono raschiate le pareti gengivali ed eliminati i tessuti molli dalla tasca parodontale favorendo la guarigione.
Valutazione della complessità
Il parodontologo verifica se la malattia ha già causato la perdita di numerosi denti (solitamente 5 o più a causa della parodontite) o se ha generato disfunzioni masticatorie complesse, come il collasso del morso, traumi occlusali secondari o l’impossibilità di masticare correttamente. In più vengono valutati fattori di rischio come fumo, diabete e l’età.
Come cercare di fare una autodiagnosi della parodontite
La diagnosi definitiva esige un esame clinico e radiografico. Ma il paziente può intercettare precocemente la parodontite prestando attenzione a segnali mascherati da infiammazione.
Molti pazienti si rivolgono al medico solo quando compare la mobilità dentale, fase in cui la malattia è già in stadio avanzato perché man mano che abbiamo la perdita di osso attorno ai denti la gengiva si gonfia. Quindi non vediamo subito un reale ritiro gengivale e osseo e questo può depistarci. I segnali visivi e sensoriali che indicano una parodontite sono diversi.
Cambio di colore della gengiva
I tessuti passano da un rosa corallo a un colore rosso acceso o violaceo, gonfiandosi e perdendo la loro normale consistenza. Ecco un’esempio nell’immagine che puoi valutare, questo è un segnale molto importante per fare autodiagnosi della parodontite.

In questo scatto si può notare, nel cerchio, una gengiva che cambia colore rispetto alle altre. Questo può essere un segnale per iniziare a fare la diagnosi della parodontite anche a casa.
Sanguinamento gengivale
Le gengive sanguinano spontaneamente mentre si mangia o durante lo spazzolamento? Questo spesso può indicare progressione della malattia parodontale. Le gengive quando sono sane non sanguinano mai, quindi è importante prestare molta attenzione a questo sintomo.
Ritiro gengivale (denti allungati)
Quando l’osso si ritira molto, la gengiva gonfia comincia a ritirarsi. I denti diventano più lunghi e si scoprono radici, con conseguente aumento della sensibilità al freddo. Compaiono dei triangoli neri tra un dente e l’altro. Ma in questi casi è importante distinguere la recessione dalla parodontite.

La recessione da spazzolamento è solo sulla parte esterna del dente mentre la parodontite si evidenzia con un ritiro della gengiva anche tra dente e dente evidenziando triangoli neri tra i denti dovuti appunto alla perdita di tessuto osseo di sostegno.
Mobilità e spostamento dei denti
Nelle forme gravi, i denti iniziano a vacillare e a spostarsi (migrazione dentale). Il paziente può notare che gli incisivi si sventagliano in avanti, creando diastemi che prima non c’erano.
Spesso, anche la semplice rimozione del tartaro sotto gengiva, con un lavoro di detartrasi, può determinare un miglioramento della posizione dei denti che si sono spostati.
Alitosi persistente
In presenza di tasche parodontali profonde, i batteri aerobi si trasformano in batteri anaerobi che generando anidride carbonica determinano un alito cattivo persistente.
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L’autodiagnosi è realmente efficace con la parodontite?
Di sicuro è un punto di partenza, un primo modo per capire se effettivamente c’è qualche elemento da prendere in considerazione. A tal proposito, abbiamo creato un breve questionario che può aiutarti a fare una prima valutazione a casa della parodontite.
Le tue gengive stanno bene?
Rispondi a 8 domande sui tuoi sintomi. Non è una diagnosi medica, ma può aiutarti a capire se è il momento di parlarne con il tuo dentista.
L’auto diagnosi è importante ma non è assolutamente completa, anche perché non potrebbe essere in grado di cogliere la differenza con un’altra condizione tipica: la gengivite. Per capire quali sono le differenze tra gengivite e parodontite basta dare uno sguardo a questa immagine che mette a confronto alcune condizioni tipiche e i sintomi di entrambe le patologie.

La gengivite è un’infiammazione iniziale e reversibile: sempre a causa di placca e tartaro, le gengive si gonfiano, diventano rosse e sanguinano facilmente quando spazzoli i denti o usi il filo interdentale. Se contatti subito il dentista e migliori l’igiene orale, puoi farla regredire.
Differenza con la parodontite: la gengivite non intacca l’osso né i tessuti profondi che sostengono i denti. Quella che chiamiamo piorrea è l’evoluzione grave della gengivite non trattata quando, per motivi genetici, nella placca e nel tartaro ci sono batteri parodontopatogeni. Qui l’infezione danneggia l’osso alveolare e il legamento parodontale.
Rispetto alla gengivite, si formano le tasche parodontali (spazi tra gengiva e dente dove si accumulano batteri), le gengive si ritirano e i denti possono iniziare a muoversi e cadere.

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