Blog / Faccette e corone / Denti consumati: cause e rimedi dell’erosione dentale
16 febbraio 2018

I denti consumati hanno subito un processo di deterioramento e per questo hanno perso una certa quantità di tessuto duro, ossia lo smalto. Sicuramente è questa situazione è causa di inestetismi che causano ansia e imbarazzo alle persone, soprattutto in situazioni pubbliche. magari quando ridono o parlano in pubblico. Ma non solo.

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Avere denti consumati può essere anche un campanello d’allarme per patologie da affrontare con tempestività. Ovviamente con il supporto del proprio dentista di fiducia. I motivi dell’erosione dentale possono essere vari come differenti sono gli approcci terapeutici da mettere in atto per risolvere questo problema.

denti consumati

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Perché i denti si consumano?

Le cause per cui i denti tendono a consumarsi possono avere origini diverse, a partire dalla presenza delle sostanze acide nella bocca che attaccano e sciolgono la parte esterna della dentatura provocando lesioni più o meno importanti. In questo caso l’erosione coinvolge tutta la superficie del dente.

Questa condizione è tipica di persone che soffrono di vomito frequente (disturbi alimentari come anoressia e bulimia) per l’acido cloridrico che dallo stomaco passa in bocca, dei pazienti affetti da reflusso gastroesofageo o da altre patologie che causano la risalita e a volte il rigurgito di materiali acidi, e da chi abusa nel consumo di cibi acidi (succo d’arancia, succhi di frutta, limone, etc.). A volte una bocca compromessa da denti erosi può essere il segnale di patologie più importanti così come di disturbi della psiche.

Denti consumati: bruxismo e abfraction

Oltre agli acidi esistono anche cause meccaniche del consumo dentale, come il bruxismo che porta a digrignare i denti o ancora lo sfregamento di altri materiali contro la superficie dentale, come lo spazzolamento scorretto e troppo forte e l’uso di dentifrici abrasivi a cui spesso si ricorre per sbiancarsi i denti da soli. In questo caso l’abrasione dentale interessa solo la superficie masticatoria e la superficie esterna del dente a livello dei colletti.

Una delle cause del bruxismo si ritrova nell’uso di droghe: cocaina, allucinogeni e altri stupefacenti portano l’individuo a un’eccitazione dei muscoli mascellari e quindi si digrignano i denti in modo scorretto, eccessivo, quindi dannoso per lo smalto. Non è quindi difficile riscontrare denti consumati tra chi è affetto da tossicodipendenza.

Un’altra causa del consumo dentale è l’abfraction, con questo termine si indica la condizione in cui il colletto del dente perde lo smalto per le flessioni che subisce a causa del digrignamento dentale. C’è comunque da dire che una certa usura dei denti è fisiologica ed è dovuta all’invecchiamento della persona.

Come si riconoscono i denti consumati

Ci sono segni evidenti che caratterizzano l’erosione dentale. Come prima cosa l’aspetto: a causa della perdita dello smalto, la bocca di chi soffre di questo disturbo presenta denti gialli e corti che compromettono l’armonia del sorriso causando talvolta imbarazzo.

Oltre alle conseguenze estetiche l’erosione dello smalto provoca un aumento della sensibilità dentale agli stimoli termici e dolore, in quanto la polpa dentaria scoperta è maggiormente esposta agli stimoli termici oltre che al rischio di contaminazione batterica.

Smalto denti trasparente: è un problema?

Un altro passaggio che permette di riconoscere i denti consumati: lo smalto diventa trasparente, soprattutto sui bordi. In qualche caso sembra che i denti abbiano un effetto vitreo. Questo ovviamente non deve essere una valutazione da effettuare da soli ma sempre con l’aiuto del dentista che sa come leggere i segnali.

In parte questo elemento non sempre riguarda lo smalto dei denti consumato, per questo la valutazione di questo aspetto deve essere fatta da un dentista professionista. Anche perché, quando la trasparenza del dente è importante, occorre provvedere in quanto è molto frequente una frattura o scheggiatura dell’elemento dentario.

Ricostruzione dei denti poco consumati

Ci sono casi in cui i denti consumati devono essere affrontati con terapie capaci di ridare il sorriso al paziente. In casi meno gravi di erosione dentale, invece, è possibile procedere con l’applicazione di ricostruzioni in composito o di faccette dentali, ideali soprattutto per risolvere problemi estetici e di ipersensibilità.

Risoluzione di usura dentaria e morso coperto con faccette in disilicato di litio.015

Come si cura l’erosione dentale

Dopo aver individuato la causa per cui i denti si consumano l’odontoiatra valuterà qual è l’approccio terapeutico da seguire per evitare o eliminare del tutto il problema dell’erosione dello smalto. A seconda del fenomeno che causa il consumo dentale si andrà a correggere la dieta, a migliorare la tecnica dello spazzolamento o a intervenire con l’applicazione di protesi dentarie.

In base all’entità del danno che il dente ha subito, il protesista deciderà se incapsulare il dente, nel caso in cui questo risulti essere irrimediabilmente compromesso, oppure se usare le faccette dentali in ceramica.

Fino a qualche anno fa per incapsulare il dente bisognava devitalizzarlo e limarlo tanto per poi applicare spesse corone dentali. Oggi, invece, con l’introduzione di nuovi materiali, come il disilicato di litio, è possibile realizzare corone talmente sottili e resistenti (come le full veneers) da permettere di incapsulare il dente dopo averlo limato pochissimo, talvolta senza neanche rimuovere del tutto lo smalto naturale dei denti.

Ci sono poi oggi tecniche totalmente additive come la 3 Step Technique che permettono di sostituire in pochissime sedute la parte abrasa degli elementi dentari in materiale composito e quindi ad un prezzo ragionevole.

In caso di abrasione da bruxismo la prima cosa da fare se si vuole attendere è proteggere i denti con una mascherina di protezione che verrà indossata nelle ore notturne.

Differenza tra erosione e abrasione

Questo è un punto importante da mettere a fuoco: c’è una differenza sostanziale tra erosione dentale e abrasione. La prima riguarda il consumarsi del dente in tutta la sua superficie. In genere è dovuta all’assunzione di sostanze acide e aggressive verso il dente. Mentre l’abrasione dentale riguarda solo una parte del dente, quella che riguarda la masticazione ed è di natura meccanica.

Esistono rimedi naturali per lo smalto dei denti?

Come sempre cerchiamo di mettere in guardia da soluzioni fai da te e casalinghe: la salute dei denti deve essere affrontata nella sede giusta, ovvero nello studio dentistico. A volte un’azione scoordinata, basata solo su quella che potrebbe essere una buona idea, può portare a conseguenze disastrose. Detto questo, ci sono diverse soluzioni per prevenire l’abrasione dentale e riguardano soprattutto l’alimentazione.

Chiedi al tuo dentista quali sono i cibi da evitare, in particolar modo quelli acidi, risolvi i problemi che comportano una risalita dei succhi gastrici – come il reflusso gastroesofageo o l’ernia iatale – ed evita tutto ciò che può portare a uno stato di bruxismo perenne, come lo stress. In questi casi un bite notturno può dare benefici nel tempo.

La saliva previene lo smalto dei denti rovinato?

Di sicuro questo liquido può fare la differenza. Un aspetto da valutare è la presenza della saliva in bocca, elemento di equilibrio contro gli acidi. Questo liquido che viene prodotto dalle rispettive ghiandole presenta generalmente un Ph neutro, si oppone al proliferare di batteri ed è un disinfettante naturale. Ma soprattutto ostacola il lavoro degli acidi. Quindi, per prevenire lo smalto dei denti consumato è giusto considerare anche la giusta presenza di saliva.

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Denti consumati: cause e rimedi dell’erosione dentale ultima modifica: 2018-02-16T08:34:14+00:00 da

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Odontoiatra protesista perfezionato in estetica del sorriso, iscritto all’ordine il 17/02/2003, con N° TO 2314. Past-President del “Membership & Recruitment Committeee” dell’International Association for Dental Research (IADR). Socio ordinario dell’Academy of Dental Materials (ADM) e della Società Italiana di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo Facciale (SIOCMF). È stato Segretario nazionale della Società Italiana di Odontostomatologia Protesica ed Implantoprotesi (SIOPI). Ricercatore RTD-B in Protesi ed Odontoiatria Digitale presso l’Università Federico II di Napoli. Abilitazione a Professore Ordinario ed Associato nel 2017. Professore a contratto di “Protesi e Riabilitazione” presso le Università Federico II di Napoli e di Siena.
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