I denti in condizioni fisiologiche presentano una certa capacità di spostamento, inferiore al millimetro, che in genere non viene percepito e in ogni caso non deve destare preoccupazioni perché si tratta di una condizione naturale. Tale movimento può aumentare in determinati periodi come durante la gravidanza o in menopausa.
I denti possono spostarsi leggermente anche quando si assumono contraccettivi orali. Ma tutto questo è impercettibile. Quando il movimento dei denti viene notato, nella maggior parte dei casi diventa una forte fonte d’ansia perché legato alla consapevolezza che può esserci un problema più serio, come ad esempio la parodontite.
Tuttavia tutto questo riguarda i denti che si muovono e dondolano anche al tatto. Lo spostamento dei denti non per forza è dovuto alla malattia parodontale, ma può essere una conseguenza della terapia ortodontica. O del tempo che avanza.
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Perché noti i denti che si spostano?
Lo spostamento dei denti, come anticipato, è un fattore naturale se il margine rientra nell’ordine dei decimi di millimetro nel corso degli anni. Infatti, ci sono tanti pazienti che ci chiedono informazioni sui denti che si spostano a 50 o a 60 anni. Ma bisogna anche capire perché questa situazione avviene e quando dobbiamo iniziare a preoccuparci.
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Terapia ortodontica
Durante una terapia ortodontica un lieve spostamento dentale è del tutto normale, infatti con l’apparecchio fisso i denti sono sottoposti a una trazione forzata che li spinge nella giusta posizione riallineandoli in arcata. Il dente infatti si sposta nell’osso per un rimaneggiamento di quest’ultimo.

Durante un trattamento ortodontico l’osso attorno ai denti può non essere completamente mineralizzato e per questo li avvertiamo mobili. Tale sensazione di mobilità ovviamente scompare al termine della terapia ortodontica.
Bruxismo
Ripetute tensioni notturne o serramento dei denti esercitano forze anomale che, soprattutto se applicate su un osso meno denso, provocano lo spostamento progressivo degli elementi dentali. Per risolvere questo problema è necessario un bite su misura durante la notte.
Recidiva ortodontica
La fine della terapia ortodontica è estremamente delicata perché dopo un movimento ortodontico i denti non ancora perfettamente consolidati tendono a muoversi e a riprendere la loro vecchia posizione, manifestando una recidiva ortodontica.

Per minimizzare la possibilità che i denti si spostino di nuovo nella loro posizione originaria è importante seguire una corretta fase con l’apparecchio di contenzione che serve a stabilizzare i denti ed evitare che si muovano alla fine di una terapia ortodontica.
Cattive abitudini
Sembra strano ma è così: a volte i denti si spostano leggermente a causa di pressioni che arrivano da fattori esterni, collegati a cattive abitudini che si seguono nel corso degli anni. Questa condizione è tipica tra i bambini che hanno i denti storti a causa del ciuccio o della suzione del pollice. Ma i denti si possono spostare a causa di continui sforzi imposti alle arcate, come ad esempio masticare le penne o mangiare le unghie.
Cause ormonali
I principali ormoni coinvolti nello spostamento dei denti sono gli estrogeni, il progesterone e la relaxina. Quando i loro livelli oscillano, i tessuti del cavo orale subiscono variazioni.
Ciò avviene soprattutto durante la gravidanza – l’elevata concentrazione di progesterone e la presenza di relaxina rilassano i legamenti parodontali – le fasi di menopausa e post-menopausa. Anche nei periodi di assunzione della pillola anticoncezionale o terapie ormonali si registra questa condizione dato che aumenta l’infiammazione dei tessuti.
Denti che si spostano dopo un’estrazione
L’estrazione di un dente – o la sua perdita a causa di un trauma – lascia uno spazio vuoto tra i denti sani. Quando perdiamo un dente accadono essenzialmente 2 eventi. Il dente antagonista cioè il dente sull’arcata opposta corrispondente al dente perso, estrude.

Mentre i denti distali e quindi posteriori al dente perso si inclinano in avanti. Questo nel tempo porterà alla perdita di altri elementi dentari. Per questo motivo è necessario sostituire sempre un dente perso con un nuovo dente, che oltre a riabilitare la funzione estetica e masticatoria serve a mantenere nella giusta posizione i denti adiacenti.
Questo spazio andrebbe sempre rimpiazzato con un ponte o meglio con un impianto dentale, anche se talvolta un dente viene estratto a causa di un sovraffollamento in arcata.
In quest’ultimo caso estrarre uno o più denti serve proprio a creare lo spazio necessario per un allineamento corretto. In situazioni del genere i denti possono spostarsi da soli, oppure nei casi più complessi, essere indirizzati mediante una terapia ortodontica.
Perché i denti si spostano in età adulta?
Lo spostamento dei denti nei pazienti più piccoli è un fattore noto e riscontrabile anche dal fatto che il corpo cambia, si cresce e si sostituiscono i denti decidui con quelli definitivi. Ma perché si spostano anche i denti di chi ha superato lo sviluppo?
I denti cambiano a 40 o 50 anni, ci sono persone anche di 60 anni e oltre che registrano lo spostamento dei denti. Nello specifico, convergono fattori biologici, meccanici e strutturali che accelerano lo spostamento della dentatura, portando ad affollamento dei denti anteriori inferiori o alla comparsa di spazi (diastemi) tra i denti superiori.

Oltre ai già citati fattori che possono sommarsi e combinarsi – evoluzione ormonale, piorrea, perdita dei denti e bruxismo – con l’età si verifica un riassorbimento dell’osso di sostegno e della gengiva (recessione gengivale), riducendo l’ancoraggio delle radici.
Inoltre, a causa della spinta mesiale fisiologica e della forza masticatoria, i denti tendono a scivolare lentamente verso la parte anteriore della bocca. Con il passare degli anni e l’usura dello smalto, questo scorrimento continuo provoca l’affollamento degli incisivi.
Articolo revisionato da Fabio Cozzolino
Odontoiatra implantologo e parodontologo iscritto all’ordine il 23/06/1997 con N° TO 1968. Autore di articoli su riviste scientifiche, di un Atlante di ortodonzia invisibile con la Dott.ssa Mariniello e lecturer al Master Internazionale di II livello dell’Università degli Studi di Siena.

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