Blog / Endodonzia / Denti Cariati, il Coraggio di Curarli
20 dicembre 2015

Molte persone evitano di farsi curare la carie perché hanno paura del dentista. Basterebbe farsi forza e trovare il coraggio di fissare un appuntamento, senza vergognarsi del fatto che l’ultima pulizia dei denti risale a più di 15 anni fa. Succede più spesso di quanto non si creda, non saresti certo il primo a trovarsi in questa situazione. Molti invece, preferiscono cercare rimedi fai da te (che tra un po’ vedremo) spesso inefficaci, pur di sfuggire al rumore del “trapano” del dentista. Si finisce col sentire dolore e non fare niente finché non è troppo tardi e il dente è da devitalizzare o da estrarre. In alcuni casi quando si arriva dal dentista i denti da estrarre sono tanti. Meglio afferrare il coraggio a due mani, adesso!

 Scopri di più su come curare la carie

La carie dentale è una delle patologie più diffuse in ambito odontoiatrico. Consiste in un processo distruttivo a carico dei tessuti duri del dente a causa dell’azione di alcuni tipi di batteri presenti nella bocca e che trovano nella placca e nel tartaro l’ambiente ideale per riprodursi. Generalmente, i denti più interessati del processo carioso sono i molari, i premolari e gli incisivi superiori, mentre le zone più colpite dalla carie sono gli spazi interdentali, dove la rimozione del cibo risulta più difficile. Spesso ci si vergogna del fatto che per anni non si è usato il filo interdentale. In questi casi può mancare il coraggio di rivolgersi a un dentista, con le conseguenza che conosciamo tutti.

denti cariati coraggio

denti cariati coraggio

Nella sua fase iniziale la carie dentale è asintomatica e si manifesta come cambiamento di colore nello smalto che presenta macchie più scure. Man mano che progredisce e arriva alla polpa del dente, provoca un forte dolore ai denti, che visivamente presentano una specie di “buco” scuro contenente materiale rammollito. Si può sviluppare una forte sensibilità dentale. Se fino a questo punto non hai avuto il coraggio di prendere un appuntamento con il dentista, è arrivato il momento di smettere di vergognarti e alzare subito il telefono.

È importante ricordare che il dolore dentale non è provocato esclusivamente dalla carie in fase avanzata, quindi dai denti bucati, ma anche da gengiviti, ascessi e pulpiti, ragion per cui è sempre opportuno vincere la vergogna e trovare il coraggio di consultare un dentista per risolvere questo problema in modo definitivo. 

Cosa causa la carie?
Cibi, quali no e quali sì?
Abitudini che favoriscono la carie
Denti da latte cariati
Diagnosi della carie
Tipi di carie
Come si cura la carie
Curare la carie senza otturazione
Esistono dentifrici che rigenerano lo smalto?
Si può prevenire la carie assumendo fluoro?
Si può curare la carie da soli?
Si può curare la carie con la dieta e con gli integratori?
Carie non curata, quali complicazioni?
Quanto costa curare una carie?

Processo Carioso

Il processo carioso inizia con l’indebolimento dello smalto a opera degli acidi prodotti dai batteri che con il tempo riescono a bucare questa barriera, arrivando prima alla dentina e poi alla polpa ricca di vasi e terminazioni nervose.

Se per motivi di vergogna o per mancanza di coraggio non la curi nemmeno in questa fase, possono manifestarsi complicazioni più importanti del classico mal di denti. I batteri che attaccano la polpa possono compromettere la salute del dente causando parodontite apicale, ascessi, granulomi o cisti.

In genere il processo di evoluzione della carie è molto lungo e può completarsi in un periodo che supera i 6 mesi.

Cosa causa la carie

Le cause che determinano la carie sono ancora poco note. Come già detto si sa che i batteri che abitano la nostra bocca in alcuni casi possono diventare pericolosi e iniziare a bucare i denti con il processo carioso. Il più temuto tra i batteri è sicuramente il lattobacillo che nutrendosi di glucosio produce come prodotto di scarto una sostanza ad alto contenuto di acidità, il lattato, che riesce a sciogliere e bucare man mano lo smalto dentale.

Questi micro organismi diventano molto pericolosi quando:

  • Si accumulano in modo eccessivo sui denti per la scarsa igiene orale, formando così placca e tartaro
  • Hanno molto cibo a disposizione a causa di un’alimentazione ricca di zuccheri e carboidrati
  • La quantità di saliva diminuisce. Non tutti sanno che la saliva è in grado di esercitare una funzione protettiva, antimicrobica e immunitaria nei confronti degli agenti cariogeni grazie ad alcune sostanze disciolte in essa.
  • trascuri i controlli periodici per mancanza di tempo o forse di coraggio.

I batteri non sono gli unici responsabili della carie. Esistono diversi fattori e cattive abitudini che possono favorire l’insorgere di questa patologia.

Cibi: quali no e quali sì

alimenti che favoriscono la carie

alimenti che favoriscono la carie

Tutti conoscono la relazione tra alimentazione e insorgenza della carie. Ma se è vero che ci sono alcuni cibi che possono incidere su questo processo è altrettanto vero che questi alimenti rappresentano un pericolo se rimangono a lungo nella bocca. Per evitare di ritrovarsi i denti bucati dalla carie, è sufficiente ricordare di lavarsi accuratamente i denti dopo ogni pasto, in particolar modo la sera prima di andare a letto.

Tra i cibi particolarmente insidiosi per la salute dei denti ci sono quelli contenenti zuccheri semplici, come il saccarosio e il glucosio, che possono essere sostituiti dal fruttosio che ha un potere cariogeno inferiore. Sul banco degli imputati ci sono anche i carboidrati complessi, come quelli presenti nei salatini o nelle patatine in busta, e quegli alimenti appiccicosi, come caramelle ma anche marmellata e alcuni tipi di frutta secca, ad esempio l’uva passa.

Attenzione anche a frutti come agrumi, fragole e ananas in quanto sono piuttosto acidi.

Esistono altri tipi di alimenti che invece aiutano a difendere la salute del cavo orale:

  • Il vino rosso contiene sostanze, le proantocianidine, capaci di prevenire carie e malattie parodontali
  • I funghi per gli effetti positivi dell’acido chinico
  • Il latte e lo yogurt per il calcio
  • La verdura cruda e frutta tipo mele che per la loro consistenza croccante aiutano l’autopulizia dei denti
  • La propoli per i suoi effetti antibatterici
  • Il cioccolato fondente con cacao all’80% contiene antibatterici naturali
  • I mirtilli rossi grazie alla presenza di procianidine
  • Il wasabi che contiene alcune molecole, isotiocianati, che impediscono ai batteri di aderire ai denti
  • L’acqua e il tè per la presenza di fluoro

Abitudini sbagliate

Ci sono alcune abitudini che favoriscono la porliferazione dei batteri presenti nel cavo orale. Prima di tutto la scarsa igiene orale e poi il fumo.
Alcuni tipi di tabacco, infatti, contengono zuccheri che aumentano la probabilità di sviluppare la carie, ma il fumo può essere anche responsabile di malattie come la piorrea e la recessione gengivale, che lasciano scoperti i colletti dentali, condizioni che facilitano l’attacco da parte degli agenti patogeni alla polpa dentale e l’insorgere dei classici buchi nei denti. Sono queste le condizioni in cui non bisogna vergognarsi di avere un problema, ma trovare il coraggio di riporre fiducia nel lavoro del dentista, che in ogni caso non è lì per giudicarti, ma per fare il suo lavoro, cioè salvarti la bocca.

Denti da latte cariati

denti da latte cariati

Denti da latte cariati

Come quelli degli adulti, anche i denti decidui dei bambini possono essere attaccati dalla carie. Questa patologia interessa soprattutto i 4 incisivi superiori e i molari da latte.

Nei bambini il processo cariogeno è molto più veloce in quanto i denti da latte hanno una dimensione molto più piccola e lo smalto meno mineralizzato.

Tra le cause della carie dei denti da latte ci sono la scarsa igiene orale e la mancanza di fluoro. Non sempre i bambini riescono a pulire in modo adeguato il cavo orale, si consiglia pertanto l’utilizzo dello spazzolino da parte dei genitori sin dall’eruzione del primo dentino e di integrare la dieta dei più piccoli con fluoro (tranne nelle zone in cui l’acqua corrente è già ricca di fluoro).

Cosa fare se il dente da latte e già cariato?

Erroneamente si pensa che il dente da latte cariato non debba essere curato perché è destinato a cadere. In realtà la carie dei denti decidui deve essere trattata perché non solo è molto dolorosa, ma potenzialmente dannosa per lo sviluppo dei denti permanenti e della mandibola. Non è opportuno che i genitori trascurino questo tipo di carie.

Nel caso in cui la carie sia già in uno stadio avanzato e non fosse possibile curare il dente già bucato in modo irreparabile, sarà necessaria l’estrazione.

Diagnosi della carie

Come abbiamo detto la carie nel suo stadio iniziale è asintomatica e difficile da vedere; per evitare che degeneri, è necessario sottoporsi periodicamente (e con coraggio) a visite dal dentista in modo tale da poter diagnosticare precocemente la patologia.

La diagnosi della carie è suddivisa in: diagnosi in presenza, di attività e di rischio.

Diagnosi in presenza

Si basa sull’osservazione diretta delle superfici accessibili per valutare la colorazione dello smalto e la presenza di eventuali cavità aperte. In questa fase, il dentista può effettuare diversi esami strumentali, come l’utilizzo di specilli appuntiti, la transilluminazione, la conduttanza elettrica, la fluorescenza laser e le radiografie digitali o tradizionali.

Diagnosi di attività

La valutazione dell’attività della lesione cariosa è basata sull’attenta osservazione del colore e della consistenza dei tessuti del dente.

Diagnosi di rischio

In cui vengono valutati i principali fattori di rischio come la predispozione, la presenza di batteri acidogeni e il tipo di alimentazione. Questo tipo di diagnosi permette di mettere in atto misure preventive per i pazienti che presentano elevate possibilità di sviluppare un processo carioso.

Tipi di carie

Non tutti sanno che esistono diversi tipi di carie con differenti evoluzioni:

  • carie cronica: ha un lento decorso, circa 2 anni, e non presenta una forte sensibilità dentale
  • carie acuta: evolve in circa 6 mesi
  • carie secondaria (o recidivante): è una carie che non è stata curata in modo adeguato e si ripresenta dove c’è già l’otturazione
  • carie interdentale: si sviluppa nello spazio tra i denti

Come si cura la carie

La miglior cura è sicuramente la prevenzione. Con la corretta igiene dentale, la pulizia professionale periodica e una sana alimentazione, è possibile diminuire di molto le probabilità che si presenti una carie. Se uno o più di questi aspetti non è stato curato, non bisogna provare vergogna nel prenotare subito una visita dal dentista. È molto importante e lo ribadiamo, perché la vergogna di una situazione che si pensa essere grave, produce risultati peggiori.

Quando è troppo tardi e il processo è già avviato, l’unica cosa da fare è rivolgersi a un dentista. Il principale trattamento per la cura della carie è l’otturazione con cui si sigillano tutte le fessure e i canalicoli causati dai batteri. Se il processo carioso ha già superato lo smalto e la dentina e sta attaccando la polpa, allora è necessario devitalizzare il dente. La branca dell’odontoiatria che cura questo genere di problemi è l’endodonzia.

Curare la carie senza otturazione

Alcuni siti web parlano di tecniche alternative all’otturazione per curare la carie senza trapano. Sarebbero ideali per tutti i pazienti che soffrono di particolare sensibilità ed hanno paura del dentista. Nella maggior parte dei casi tali tecniche non ottengono pubblicazioni scientifiche su siti ad impact factor elevato come Pubmed, quindi le riportiamo pur consapevolmente di ciò, per semplice completezza d’informazione:

Prep Start

È una tecnica che si basa su di un apparecchio che emette di biossido di alluminio, un minerale che con le sue particelle micronizzate, utilizza l’energia cinetica per abradere il tessuto dentario cariato. È necessaria una discreta abilità per dirigere opportunamente il getto che opportunamente calibrato rimuove unicamente il tessuto dello smalto e/o della dentina cariata, risparmiando il tessuto dentale sano.

EAER

Nigel Pitts e i suoi colleghi del London Dental Institute presso il King’s College di Londra hanno sviluppato un nuovo sistema per la rimozione della carie basato su una tecnica denominata Electrically Accelerated and Enhanced Remineralisation (EAER).
La tecnica consente di accelerare il movimento naturale di calcio e fosfato nel dente danneggiato, stimolandone così la riparazione.

Curare la carie con il laser

curare la carie con il laser

Curare la carie con il laser

Spesso si sente parlare dell’utilizzo del laser per la cura della carie, ma meno frequentemente vengono elencati gli svantaggi che questo tipo di trattamento comporta. Ad esempio, durante il suo funzionamento la punta del manipolo può raggiungere elevate temperature che possono surriscaldare la polpa del dente causandone la necrosi. A discapito dell’utilizzo del laser nei pazienti, c’è il forte rumore che spesso spaventa, rendendo più lungo e difficoltoso il trattamento.

Dentifrici per rigenerare lo smalto

Un altro aspetto spesso dibattuto tra i pazienti riguarda l’esistenza di dentifrici più affidabili di altri per contrastare il processo carioso. Una domanda che ci si pone spesso è se esistano dentifrici in grado di rigenerare lo smalto chiudendo i buchi provocati dalla carie. È subito opportuno dire che il processo di erosione dello smalto è irreversibile, infatti il nostro organismo non riesce a rigenerarlo autonomamente, tuttavia si legge di dentifrici contenenti silicato di calcio e fosfato di sodio anche abbastanza costosi che promettono una rigenerazione dell’82% dello smalto e addirittura la chiusura di eventuali fori microscopici causati da bevande gassate o alimenti zuccherati. Vorremmo essere molto chiari su questo punto, dicendo che non esistono dentifrici in grado di curare carie già presenti, questi possono solo eventualmente contribuire a fortificare lo smalto dentale, quindi nella maggior parte dei casi è inutile affidarsi a dentifrici particolari, ma è opportuno trovare il coraggio di risolvere la carie nel modo opportuno, cioè rivolgendosi al dentista.

Prevenire la carie assumendo fluoro

L’assunzione di Fluoro a partire dalla gravidanza (da parte della madre) e proseguendo nel bambino fino ad un’età intorno ai 7 anni, può determinare una mineralizzazione tale da rendere i denti inattaccabili dagli acidi responsabili della carie prodotti dallo streptococco mutans. È tuttavia importante dosare bene l’assunzione di fluoro, dal momento che una dose eccessiva potrebbe produrre macchie sui denti a livello profondo, quindi non facili da rimuovere. Occorre tener conto che il fluoro è già presente in alcuni alimenti e in alcune località è spesso presente in certe concentrazioni anche nell’acqua del rubinetto di casa. Queste contingenze rendono ancora più difficile determinare il dosaggio ideale di fluoro.

Si può curare la carie da soli?

La cura della carie fai da te è alquanto impossibile poiché i tessuti rammolliti non hanno capacità rigenerative, quindi l’unico modo per fermare l’evoluzione del processo è rivolgersi con coraggio al dentista che procederà al trattamento per l’eliminazione del problema. Può sembrare assurdo che si ribadisca l’inattuabilità delle cure odontoiatriche in autogestione, ma sempre più spesso si sente parlare di vendita del “kit del dentista fai da te” che promette risultati eccellenti con un notevole risparmio. Si gioca sul fatto che molte persone provano vergogna all’idea di mostrare al dentista una situazione che credono possa essere giudicata male. Il nostro consiglio è quello di rivolgersi sempre a uno specialista perché troppo spesso si rischia di fare più danno che altro. Insomma, detto in parole povere, non puoi curare i buchi nei denti da solo, perché curare una carie da soli è impossibile.

Come detto più volte, l’unico modo per curare la carie da soli è la prevenzione.

Curare la carie con la dieta e gli integratori

Detto questo, esistono teorie alternative, secondo cui sarebbe possibile curare una carie autonomamente, a casa, agendo sulla dieta per rimineralizzare un dente. Il Dr. Price ha studiato i denti di popolazioni che non hanno mai mangiato cibo occidentale e che non conoscevano le pratiche di igiene orale. Ha scoperto che, nonostante non avessero mai lavato i denti e che i residui di cibo rimanessero incastrati in bocca indisturbati per settimane, questi indigeni possedevano una dentatura sana senza traccia di carie. Sebbene la letteratura scientifica moderna sconfessi questa teoria, secondo alcuni sarebbe possibile addirittura invertire il processo di erosione dello smalto a seguito di una carie, rimineralizzando il dente con la corretta alimentazione, evitando legumi e in genere cibi ricchi di zuccheri, quindi bloccando il rifornimento ai batteri che provocano la carie. Occorrerebbe invece assumere vitamina A e D, che si trovano in molti alimenti, magari integrando nella dieta la vitamina C e sali minerali come il magnesio. Ricordiamo sempre che decisioni di questo tipo andrebbero prese sotto consulto medico e non leggendo informazioni sui siti internet, quindi occorrerebbe rivolgersi ad un nutrizionista se non si ha il coraggio di fissare un appuntamento con il dentista.

Carie non curata, quali sono le complicazioni?

Se trascurata, la carie può provocare pulpite, ascessi, gengiviti, granulomi o addirittura dal “buco” si arriva alla totale distruzione del dente. In questi casi l’otturazione del dente è inutile, l’unica procedura da seguire è l’asportazione della polpa infetta.

Quanto costa curare una carie?

I prezzi del trattamento per la cura di una carie dipendono molto dallo stato di evoluzione di quest’ultima. Se ad esempio il problema può essere risolto con una semplice otturazione, avrà costi inferiori rispetto a quando è necessario devitalizzare il dente, un procedimento molto più dispendioso.

Nel nostro studio il costo di un otturazione semplice si aggira intorno agli 80 euro fino ad arrivare a 250 euro per i casi più complessi.

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Denti Cariati, il Coraggio di Curarli ultima modifica: 2015-12-20T19:01:47+00:00 da

Autore:

Odontoiatra endodontista perfezionato in chirurgia orale, iscritto all’ordine il 16/01/1997, con N° TO 0200, socio attivo dell’ AIE (Accademia Italiana Di Endodonzia) e socio ordinario di SIdP e AIOP.

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