Eseguire un intervento per inserire un impianto dentale è normale routine per uno studio dentistico. Con la giusta analisi preventiva, è possibile definire ogni dettaglio dell’operazione e garantire al paziente il recupero dell’elemento dentale con una protesi fissa e sicura, priva di rigetto e inconvenienti se ogni passaggio viene rispettato. E se il paziente rispetta le regole, che riguardano anche cosa mangiare dopo impianto dentale.
Esistono delle regole che riguardano il cosa mangiare e non masticare dopo l’estrazione dei denti, lo stesso vale per l’implantologia dentale. Sono molti i motivi per i quali si può perdere un impianto nelle sue fasi di guarigione, alcuni riconducibili all’operatore e all’intervento chirurgico (riscaldamento dell’osso, contaminazione con la saliva, etc.) altri al comportamento dei pazienti nelle settimane successive. In ogni caso, il rigetto degli impianti non esiste: il materiale da cui sono composti gli impianti, il titanio, è perfettamente biocompatibile.
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Perché è importante curare l’alimentazione dopo gli impianti?
Il motivo di base è semplice: la durezza e la temperatura dei liquidi e dei cibi influisce direttamente sui processi biologici di guarigione e sulle sollecitazioni meccaniche della zona operata. Iniziamo dall’osteointegrazione: è il processo che permette all’osso di unirsi biologicamente con la superficie dell’impianto in titanio.
Perché sono importanti le indicazioni del dentista rispetto ai cibi da evitare dopo l’inserimento di un impianto? Esiste una soglia di micromovimento dell’impianto nelle fasi di guarigione oltre la quale la vascolarizzazione neoformata all’interfaccia osso-impianto viene danneggiata, con conseguente formazione di tessuto fibroso al posto dell’osso (Szmukler-Moncler et al., 1998; Winter, Klein & Karl, 2012).
In pratica se l’impianto nelle fasi di guarigione (in genere 3 mesi per l’arcata superiore e 1 mese e mezzo per l’arcata inferiore) subisce micromovimenti superiori ai 150 µm il rischio di fibrointegrazione aumenta marcatamente e non si ha l’osteointegrazione dell’impianto con conseguente perdita di quest’ultimo.
Per tale motivo ci sono degli accorgimenti che hanno l’obiettivo comune di mantenere i micromovimenti implantari sotto la soglia critica (150 µm) durante la fase più delicata della guarigione cioè quando la neoangiogenesi e la deposizione ossea primaria sono più vulnerabili alle sollecitazioni meccaniche.
Questo periodo di tempo necessario per l’osteointegrazione dell’impianto durante il quale bisogna mangiare cibi non troppo duri varia in base alla posizione dell impianto (all’arcata superiore i tempi di guarigione sono raddoppiati rispetto all’arcata inferiore dove l’osso è più compatto) e in base alla superficie implantare. Un impianto con superficie sabbiata ed acidificata SLA osteointegra in 3 mesi all arcata superiore e 1,5 mesi all arcata inferiore mentre un Impianto SLActive osteointegra nella metà del tempo, 6 settimane all arcata superiore e solo 3 settimane all arcata inferiore. Dopo questo periodo di guarigione sarà possibile prendere un impronta e realizzare la protesi definitiva e il paziente potrà riprendere a mangiare normalmente.
I tempi necessari per il recupero completo dell’impianto
Ovviamente sono molti i fattori da tenere in considerazione. Un micromovimento dell’impianto superiore ai 150 micron sarà più difficile all’arcata inferiore dove l’osso è più compatto, se l’impianto ha una spira aggressiva o se la stabilità primaria dell’impianto è superiore ai 35 Newton cioè se l’impianto è estremamente ancorato all’osso.
Per questi motivi evita la masticazione diretta sul sito implantare per le prime 4-8 settimane e scegli una dieta liquida nelle prime 24 ore e morbida nei primi 5 giorni, poi possono essere reintrodotti gradualmente cibi solidi.
Come avviene con l’estrazione dei denti del giudizio, i cibi caldi provocano vasodilatazione e la riapertura dei vasi sanguigni, il sanguinamento continuato e il gonfiore. Quindi, la regola di base è quella di evitare cibi caldi e/o particolarmente duri, croccanti e resistenti. Eviteremo anche quelli molto speziati e piccanti, così come quelli che lasciano semi – kiwi, pomodori, fragole – in grado di incastrarsi nelle zone appena operate.
Segui sempre il tuo dentista
Ogni paziente ha una storia clinica a sé. Quindi, le informazioni che troverai in questa guida sono una linea di massima: segui sempre le informazioni che ti dà il tuo medico e il tuo dentista per capire cosa mangiare dopo un intervento di implantologia e cosa conviene masticare per agevolare la guarigione.
Cosa mangiare 24-48 ore dopo l’intervento?
La fase critica del post-operatorio è sicuramente quella immediatamente successiva all’intervento di implantologia dentale. Nelle prime 24-48 ore che seguono l’inserimento dell’impianto, la masticazione deve essere morbida e non traumatica. Bisogna evitare che la zona operata debba masticare alimenti duri e sia interessata dal calore, che favorisce la vasodilatazione e il sanguinamento. Cosa mangiare il giorno stesso dell’operazione?
- Yogurt, budini, mousse e gelato privi di granella, pezzi di biscotto o frutta secca.
- Frullati e smoothie serviti a temperatura ambiente o freddi.
- Vellutate e brodi lasciati raffreddare del tutto.
- Formaggi freschi e morbidi come ricotta, stracchino, robiola.
In questa prima fase della dieta che ti indica cosa mangiare dopo un impianto dentale bisogna mangiare solo cibi semiliquidi, che non impegnano minimamente la masticazione. Non è il massimo per chi è abituato a banchetti luculliani ma è importante per garantire una buona guarigione e il successo dell’operazione.
Cosa mangiare dal terzo giorno in poi, dopo l’impianto
Dal terzo giorno in poi la dieta inizia a riprendere i tratti della normalità. Non puoi ancora mangiare torroni, cibi molto croccanti e particolarmente duri come le nocciole con glassa di zucchero ma puoi iniziare a reintrodurre dei piatti che ricordano quelli di un menu standard. Ecco cosa mangiare dopo impianto dentale dopo i primi tre giorni:
- Uova strapazzate o in camicia.
- Pesce magro cotto al vapore o al forno (merluzzo, salmone).
- Purè di patate o verdure ben cotte e schiacciate (zucchine, carote, zucca).
- Pasta di formato piccolo molto cotta o riso.
- Polpette morbide o carne macinata ben cotta.
I cibi che introduci nella dieta post-operatoria devono essere facilmente sfaldabili con la forchetta. Inoltre, saranno ben cotti ma non croccanti. Anche in questo caso, non parliamo di un menu particolarmente invitante ma se vogliamo prenderci cura del post-operatorio di un impianto dobbiamo prestare attenzione alla masticazione.
Da leggere: quanto costa un impianto dentale
Cosa posso mangiare per aiutare l’impianto?
Alcuni comportamenti possono causare la perdita di un impianto dentale. Altri possono aiutarti nella guarigione. È consigliato assumere nei primi 2 o 3 giorni alimenti morbidi e ricchi di vitamina D, calcio, Vitamina C e Zinco. Gli alimenti ideali da mangiare:
- Yogurt greco.
- Uova sode o strapazzate raffreddate.
- Ricotta fresca.
- Formaggi morbidi anche senza lattosio per eventuali intolleranze.
- Pesce morbido come salmone.
- Frullati proteici
- Legumi decorticati/passati.
- Hummus di lenticchie o di ceci.
- Purea di frutta.
Ma andiamo a vedere nello specifico tutti gli alimenti ricchi delle vitamine che servono per migliorare l’intervento e il perché vanno assunti. Si prediligono alimenti ricchi di vitamina D in quanto essa aiuta la formazione ossea ed è importante sapere prima se il paziente soffre di una carenza di vitamina D per evitare complicanze e quindi introdurre la vitamina con un integratore.

Questi sono tutti i tipi di latticini e yogurt. Per quanto riguarda la vitamina C ci aiuta nella fase di cicatrizzazione della ferita e accelera la sintesi del collagene gengivale e la cicatrizzazione dei tessuti molli; se si hanno bassi livelli di vitamina C si possono avere sanguinamenti eccessivi e una guarigione molto più lenta del normale. Gli alimenti consigliati:
- Frullati di mango.
- Purea di frutti di bosco.
- Estratto di kiwi maturo.
Infine abbiamo gli alimenti ricchi di zinco come i legumi decorticati con i quali si possono preparare vellutate fresche da associare alle patate come una purea fredda. Lo zinco aiuta nella riduzione dell’infiammazione e nella guarigione della ferita.
Non sottovalutate, ad esempio, se andate al ristorante e ordinate il tonno in crosta di semi: anche quella va evitata in quanto i semi si possono incastrare nella ferita.
Cosa non mangiare e bere per le prime 2 settimane
Se esistono delle liste di alimenti da preferire sia nelle prime giornate del post-operatorio, sia per gestire alimentazione e masticazione nella prima settimana, quindi dal terzo giorno in poi, dobbiamo valutare cosa non mangiare assolutamente per le prime 2 settimane. Il podio è tutto per i cibi duri, croccanti o spigolosi: da evitare croste di pane, fette biscottate, frutta secca, patatine o cracker che rischiano di ferire la gengiva in guarigione.
Da evitare anche alimenti con piccoli semi o granelli: kiwi, fragole, pomodori, pane con sesamo o lino perché i semini possono incastrarsi nella ferita in guarigione. Attenzione anche a cibi piccanti, molto acidi o salati perché peperoncino, aceto e agrumi provocano bruciore e irritazione. Eviteremo anche caramelle dure e torroni che spingono a mordere e generano una forza di compressione localizzata, caramelle gommose, mou e liquirizia.
Questi dolci, sicuramente invitanti ma molto pericolosi in questa fase, esercitano un effetto trazione. Quindi, rischiando di sollecitare la vite, la corona, la capsula provvisoria o eventuali punti di sutura.
Alimentazione e implantologia a carico immediato
Nei protocolli di carico immediato i concetti sono identici. Per questo motivo si deve seguire una dieta morbida per almeno 30 giorni. Il carico immediato, che in ogni caso ha sempre un rischio leggermente maggiore di perdere gli impianti, va gestito dall’implantologo sempre valutando questa problematica.
Per questo nel carico immediato l’elemento singolo in zona estetica si mette in sotto occlusione (in pratica si evita che possa masticare sempre per evitare possibili micro movimenti) , e se si trattano più elementi si uniscono tra di loro in modo da limitare i micromovimenti nelle fasi di guarigione, e si cerca sempre una stabilità primaria degli impianti maggiore sotto preparando il sito implantare e utilizzando impianti più lunghi e con spire molto aggressive.
FAQ: domande e risposte sulla masticazione post intervento
Ogni giorno, i nostri pazienti ci chiedono chiarimenti e precisazioni rispetto a cosa mangiare dopo un aver messo la vite di un impianto con relativa capsula. Sei in via di guarigione, ma devi fare attenzione: ecco i chiarimenti.
Sarà il tuo dentista a darti delle indicazioni precise per ridurre i rischi di un impianto dentale. Dopo le prime settimane il decorso è quasi completo ma possiamo dire, in linea di massima, che dopo 3/6 mesi si possono masticare normalmente e da qualsiasi lato anche i cibi più duri come torroni, carote crude, semi, nocciole e mandorle.
No al caffè caldo per le prime 24-48 ore. Il calore provoca vasodilatazione, favorendo la riapertura dei vasi sanguigni, il sanguinamento della ferita e l’aumento del gonfiore dopo l’impianto. Puoi berlo solo se completamente freddo o tiepido (ad esempio un caffè shakerato o allungato con latte freddo). La pizza è meglio mangiarla dal terzo giorno in poi perché è sempre un alimento caldo e potenzialmente croccante sul cornicione.
Aspetta di ritrovare la piena sensibilità alla lingua e al labbro (di solito 2-3 ore), assicurati che la ferita sia stabile e fai il primo spuntino con qualcosa di freddo e morbido. In questi casi, conviene seguire sempre le indicazioni del dentista. Bisogna limitare gli zuccheri semplici e cibi processati che favoriscono la carica batterica orale e stati pro-infiammatori che possono interferire con osteointegrazione.
Meglio evitare pressioni eccessive e masticare dal lato opposto dell’impianto. Chiaramente, se parliamo di una riabilitazione dell’intera arcata con All On 4 l’attenzione sarà massima.
Nei fumatori, il rischio di perdita dell’impianto nel mascellare superiore risulta circa 5 volte più alto rispetto ai non fumatori e questa percentuale aumenta all’arcata superiore dove l’osso è meno mineralizzato. E le sigarette a combustione sono peggiori per la presenza del catrame rispetto alla sigaretta elettronica senza combustione. Per questo motivo bisogna sospendere il fumo almeno 1-2 settimane prima dell’intervento per l’ossigenazione dei tessuti e mantenere l’astensione per un periodo minimo di 8-12 settimane dopo l’inserimento, idealmente per l’intero periodo di osteointegrazione. Le prime 72 ore sono le più critiche per la formazione del coagulo: anche il fumo passivo o un semplice tiro in questa finestra aumenta il rischio di complicanze.
Bisogna evitare attività fisica intensa, sollevamento pesi e sport di contatto per 7-10 giorni poiché l’aumento della pressione arteriosa favorisce sanguinamento ed edema. Sospenderemo l’uso di strumenti a fiato e attività che generano pressione intraorale o suzione (cannucce, starnutire) per almeno 1-2 settimane, soprattutto in caso di prossimità al seno mascellare.
L’alcol va evitato rigorosamente per almeno 8 giorni in quanto riduce l’aggregazione piastrinica, rallenta la guarigione, interferisce con eventuali terapie farmacologiche prescritte dall’odontoiatra.
Questi sono i consigli di base per avere dei buoni risultati con questo tipo di operazioni. Se vuoi ridurre le probabilità di insuccesso, migliorare l’osteointegrazione degli impianti e aumentare la durata degli impianti dentali c’è solo una strada da seguire: rispettare le regole che ti lascia il dentista dopo l’intervento. E se hai qualche dubbio non esitare a contattarci.
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