- Le cisti dentali sono lesioni a lento accrescimento che, se non trattate, possono riassorbire l’osso circostante o spostare i denti.
- Si distinguono in radicolari (causate da necrosi della polpa o carie profonde), follicolari (legate a denti inclusi) e parodontali.
- Nelle fasi iniziali sono asintomatiche e si individuano solo con le radiografie poi provocano dolore, gonfiore, alitosi e mobilità.
- La scelta terapeutica: eliminare la causa dell’infezione, ad esempio tramite una corretta devitalizzazione o ritrattamento.
- In presenza di lesioni persistenti o di grandi dimensioni si ricorre all’asportazione chirurgica, l’estrazione è solo per i casi gravi.
L’asportazione delle lesioni benigne del cavo orale e delle ossa mascellari – cisti dentali, fibromi, papillomi, odontomi – è uno dei servizi di uno dentistico che si dedica alla conservativa e alla prevenzione dei problemi.
Certo, spaventa l’idea di ritrovarsi con un ascesso dentale. Per questo è importante sottoporsi a controlli delle mucose del cavo orale al fine di diagnosticare lesioni e cisti follicolari. Se non vengono trattate, con il tempo queste sacche di amteriale liquido o semi-liquido tendono ad aumentare il loro volume.
Indice dei contenuti
Cos’è una cisti dentale, definizione
Rispetto a una possibile operazione ai denti, la cisti è una formazione patologica benigna di forma generalmente sferica. Ha la tendenza ad un lento accrescimento, con un epitelio di rivestimento, a spese dei tessuti circostanti.
L’aumento di volume di una cisti può portare al riassorbimento delle radici di denti contigui e dei tessuti ossei che la contengono. In altre occasioni si può verificare la dislocazione degli elementi dentali che si trovano vicino.
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Cause principali delle cisti ai denti
Le cisti dentali possono avere diverse origini, ma la causa principale che porta alla formazione è la pulpite, l’infiammazione a carico della polpa dentale. C’è un problema reale se hai una carie profonda o una pulpite?
C’è il rischio che possa formarsi un granuloma con una fistola vicino all’apice radicolare che se non viene curato può trasformarsi in una cisti dentale. Questa condizione può essere ricondotta ad altre cause come una devitalizzazione non eseguita in modo corretto, un dente incluso, un’estrazione dei denti del giudizi fatta male.
In tutti i casi la cisti si forma a seguito di una reazione da corpo estraneo dell’organismo, cioè un tentativo da parte dell’ organismo di eliminare del tessuto morto dentro un dente, dei batteri o un elemento dentario.
Quali sono i sintomi di una cisti in bocca?
Nella sua fase iniziale, o comunque se non raggiungono grandi dimensioni, le cisti dentali sono del tutto asintomatiche. Nella maggior parte dei casi vengono individuate in modo casuale durante una visita di controllo. Se la cisti aumenta di dimensioni può essere accompagnata da diversi sintomi più o meno gravi come:
- Mal di denti.
- Gonfiore gengivale.
- Mobilità dentale.
- Alitosi.
- Rigonfiamento del labbro.
- Tumefazione ossea.
Uno dei segnali tipici dell’espansione volumetrica è la pressione sulle radici dei denti che si trovano vicino con conseguente spostamento, inclinazione o comparsa di diastemi. Attenzione anche a intorpidimento o formicolio al labbro o al mento che si verifica se la cisti comprime il nervo alveolare inferiore.
Principali tipi di cisti dentali
Abbiamo tre tipologie di cisti dentali. La prima è la cisti radicolare, si sviluppa con una patologia infettiva e si colloca all’apice di un dente con la polpa necrotica. Se non viene trattata può ingrandirsi e distruggere l’osso.
Poi c’è la cisti follicolare, si forma prima che il dente completi la sua eruzione e prevede l’asportazione chirurgica. Infine, la cisti parodontale, associata alla presenza di una patologia parodontale come la parodontite grave, in stato avanzato. Questa condizione interessa il legamento parodontale e l’osso circostante.
Alcuni casi clinici da valutare con attenzione
Per comprendere meglio questa patologia, che spesso si presenta con una pallina sulla gengiva di un dente devitalizzato, possiamo prendere in esame alcuni casi specifici collegati.
Cisti radicolare infiammatoria su apice di dente necrotico
L’indagine radiologica evidenzia una classica lesione cistica all’apice di dente non più vitale. È importante per la diagnosi l’associazione con dente necrotico. Può diventare molto grande. Inizialmente si forma un’area di tessuto di granulazione (granuloma apicale) che si localizza in corrispondenza dell’apice del dente. In alcuni casi può infettarsi e dare origine ad un ascesso endodontico. Tali lesioni sono risolvibili attraverso un’appropriata terapia endodontica che, rimossa la causa dell’infezione, consente un totale ripristino della quota ossea distrutta.
Cisti follicolare o dentigera embriologica su dente incluso
I denti più frequentemente colpiti sono i denti del giudizio inferiori. Per tale ragione è sempre bene sottoporsi a un controllo clinico e radiografico nel caso i denti del giudizio non siano erotti in arcata. (vedi paragrafo denti inclusi).

Le cisti follicolari o dentigere si possono presentare come piccole lesioni scoperte occasionalmente, in corso di indagini radiologiche routinarie. Tuttavia, se lasciate in sede, possono crescere diventando molto grandi.
Diagnosi della cisti dentale
Prima di iniziare il trattamento per la cisti dentale devi fare una diagnosi differenziale con altre patologie che possono dare le stesse manifestazioni come un granuloma dentale, un ascesso o una neoformazione tumorale.
Si parte da un’ortopantomografia (radiografia panoramica delle arcate dentarie) o da una radiografia endorale e nel caso non si evidenzi una causa della cisti stessa può essere eseguita una biopsia con successivo esame istologico del tessuto prelevato per differenziare una cisti dentale benigna da una formazione tumorale.
Trattamento delle cisti dentali
Il trattamento delle cisti dentali varia in base alla gravità della lesione, alla sede in cui si sviluppa e alla natura del contenuto. Per prima cosa bisogna rimuovere la causa che ha generato la cisti.
La motivazione può consistere nella devitalizzazione di un dente necrotico o di una nuova devitalizzazione in caso di un dente devitalizzato male. Nella maggior parte dei casi la sola rimozione della causa porta alla guarigione.
Spesso una devitalizzazione apparentemente corretta può comunque generare una cisti se ad esempio è stata eseguita senza la diga di gomma che isola il trattamento canalare dai fluidi salivari, ma soprattutto dal respiro del paziente ricco di batteri che possono insinuarsi nei canali durante il trattamento ed alimentare l’infezione.
Le cisti dentali possono essere anche rimosse chirurgicamente, tuttavia in alcuni casi può essere sufficiente un semplice drenaggio. L’operazione viene fatta in anestesia locale e prevede l’incisione della gengiva, la rimozione dell’osso che la ricopre e la sua asportazione mediante scollamento dall’osso che la contiene.
Nei casi più gravi invece è necessario ricorrere all’estrazione del dente, anche se si tenta sempre di salvare il dente. In ogni caso dopo il trattamento è importante effettuare dei controlli periodici per prevenire eventuali recidive.

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