ENGLISH VERSION

L’Ortodonzia Invisibile fissa linguale senza attacchi rappresenta un approccio innovativo all’Ortodonzia e al classico apparecchio invisibile® ortodontico, di cui mantiene princìpi e finalità (diagnosi, prevenzione e riabilitazione delle malocclusioni dentarie).

 Prenota una visita

È la terapia ortodontica più richiesta dai pazienti particolarmente attenti all’estetica e al comfort. Questo perché, oltre ad essere totalmente invisibile, è attualmente l’apparecchio più sottile che esista, come si può vedere dal seguente video esplicativo.

A differenza dell’Ortodonzia tradizionale, l’Ortodonzia Invisibile non utilizza le classiche apparecchiature costituite da brackets in metallo o ceramica, che provocano ansia e imbarazzo ai pazienti per la loro visibilità, bensì sottili fili metallici applicati sulle superfici interne degli elementi dentari. Possiamo pertanto intenderlo come un apparecchio invisibile.

Ortodonzia linguale senza attacchi, ad oggi l'apparecchio più sottile che esista.

Ortodonzia linguale senza attacchi, ad oggi l’apparecchio invisibile più sottile che esista.

Visione del sorriso del paziente con l’apparecchio ortodontico fisso linguale senza attacchi, completamente invisibile.

apparecchio ortodontico

apparecchio ortodontico

L’apparecchio ortodontico con attacchi vestibolari, in metallo o in ceramica, è, a differenza dell’apparecchio linguale senza attacchi, visibile e più ingombrante.

Questa tecnica innovativa è documentata in un testo di ortodonzia che la dottoressa Anna Mariniello ed il dottor Fabio Cozzolino hanno scritto per una casa editrice odontoiatrica internazionale l’Atlante di ortodonzia linguale fissa senza attacchi, (Quintessenza Edizioni). La metodica di adesione è la stessa dei classici dispositivi con attacchi (brackets sia vestibolari sia linguali) e quando terminata la terapia, l’apparecchio invisibile viene rimosso e le superfici dei denti tornano ad avere lo stesso aspetto pre-trattamento senza alcun danno o variazione di forma e colore. L’ortodonzia Linguale a differenza degli attacchi linguali, che pure consentono la realizzazione di un trattamento invisibile, evita i fastidi alla lingua e le alterazioni fonetiche che comunque sono eventi rari e limitati solo alle prime ore dall’applicazione dei dispositivi. Spesso i pazienti che scelgono un trattamento ortodontico invisibile sono molto attenti all’estetica e non di rado richiedono l’applicazione di una o più faccette dentali in seguito al riallineamento dei denti per migliorarne anche forma e colore.

Gli attacchi linguali, seppur non visibili, hanno uno spessore maggiore rispetto all'apparecchio ortodontico linguale senza attacchi e possono provocare fastidi alla lingua e alterazioni fonetiche.

Gli attacchi linguali, seppur non visibili, hanno uno spessore maggiore rispetto all’apparecchio ortodontico linguale senza attacchi e possono provocare fastidi alla lingua e alterazioni fonetiche.

L’apparecchio linguale è molto più sottile e non presenta sporgenze che possono ferire la lingua. Questa terapia completamente invisibile ed estremamente confortevole consente il trattamento di tutte le malocclusioni (I, II e III classe di Angle, morso aperto, morso profondo…etc). Comunemente si parla di Apparecchio invisibile riferendosi alle mascherine o allineatori trasparenti. Questo riferimento è improprio e si dovrebbe parlare di ortodonzia estetica poiché le mascherine sono comunque visibili, anche se di meno rispetto agli attacchi vestibolari in metallo o ceramica. L’eventuale applicazione di faccette dentali, è un passo successivo che può completare l’estetica del sorriso, ma che non tutti i pazienti scelgono di compiere.

Gli allineatori trasparenti oltre ad essere visibili possono creare fastidi, come alterazioni fonetiche e ristagno di saliva. Inoltre agiscono più lentamente e non sono adatti a tutte le malocclusioni.

Le mascherine hanno una ridotta visibiltà rispetto agli attacchi vestibolari in metallo o ceramica e creano l’effetto ottico di una pellicola trasparente visibile sui denti.

Numerosi sono gli studi scientifici presenti in letteratura che sono stati condotti sugli allineatori trasparenti.

 

Djeu G, Shelton C, Maganzini A (Outcome assessment of Invisalign and traditional orthodontic treatment compared with the American Board of Orthodontics objective grading system) hanno evidenziato che le mascherine trasparenti o allineatori “non trattano le malocclusioni bene come le terapie con attacchi”. Uribe F, Cutrera A, Nanda R (A segmented appliance for space closure followed by Invisalign and fixed appliances.) asseriscono che le mascherine sono deficitarie nella loro “capacità di correggere ampie discrepanze anteroposteriori e contatti occlusali”.

Giancotti A, Greco M, Mampieri G (Extraction treatment using Invisalign Technique) dicono che con gli allineatori trasparenti le “chiusure dello spazio ottenute mediante tipping delle corone e senza correggere l’inclinazione delle radici rendono necessaria una ulteriore fase con apparecchiatura fissa” che, secondo Uribe F, Cutrera A, e Nanda R, potrebbe essere necessaria anche a causa dei limiti degli allineatori trasparenti “nell’ottenere movimenti rotazionali e verticali”

Studi condotti da Kuncio D, Maganzini A, Shelton C, e Freeman K (Invisalign and traditional orthodontic treatment postretention outcomes compared using the American Board of Orthodontics objective grading system.) dimostrano sul loro gruppo di pazienti che quelli trattati con gli allineatori “recidivano di più rispetto a quelli trattati con le apparecchiature fisse convenzionali”.

I lavori di Nedwed V e Miethke RR evidenziano come i pazienti accettino più facilmente di essere trattati con le mascherine trasparenti che con gli attacchi linguali, perché considerano la terapia meno fastidiosa.

(riferimenti bibliografici e links più in fondo in questa pagina).

L’ Ortodonzia Invisibile è stata presentata dalla dottoressa Anna Mariniello in congressi ortodontici nazionali ed internazionali (World Society of Lingual Orthodontics, European Orthodontic Society, Società Italiana di ortodonzia) ed è stata pubblicata su riviste del settore.

È inoltre ampiamente documentata nel blog di Odontoiatria www.zerodonto.com nella categoria “ortodonzia invisibile”.

Accogliamo ogni giorno pazienti che provengono da Roma, Milano, Torino, Venezia o dall’estero. Lo staff è a disposizione per fornire informazioni su come raggiungere lo studio dentistico da tutta Italia.

Come si realizza la terapia ortodontica linguale senza attacchi. La terapia si esegue utilizzando dei fili larghi poco più di 1 mm, direttamente attaccati alla superficie linguale dei denti, eliminando pertanto lo spessore degli attacchi (brackets). I fili maggiormente adoperati sono degli intrecciati in acciaio comunemente utilizzati per la realizzazione dei retainers passivi (ossia i dispositivi fissi linguali che spesso vengono applicati ai pazienti dopo aver allineato i denti per il mantenimento dei risultati). Tali fili devono essere modellati per ottenere lo spostamento dentario desiderato. La modellazione è estremamente precisa ed individualizzata, poiché essa dipende non solo dalla malocclusione ma anche dalla posizione e dalla forma dei denti.

7

8

10

9

11 L’adesione del dispositivo segue le tradizionali procedure odontoiatriche e non provoca alcun dolore al paziente.

12

13

14

15

16

17

18

19

Si prepara la superficie dentaria all’adesione trattandola con un gel, successivamente si applica l’adesivo e quindi si procede alla fissazione del filo mediante del composito fluido che indurisce grazie all’azione di una lampada fotopolimerizzante. Per quanto è sottile il dispositivo e per come segue precisamente l’anatomia dei denti sembra quasi che passi attraverso dei solchi scavati nel dente, ma non è assolutamente così. Esso è accostato alla superficie linguale senza alterarne assolutamente la morfologia e la funzione. Il filo passa come attraverso una faccetta dentale. Nei successivi controlli può essere necessaria la riattivazione del dispositivo, mediante il distacco da alcuni denti per poterlo riattivare (procedura sempre indolore per il paziente), oppure la completa sostituzione del filo, proprio come accade nelle tradizionali terapie con attacchi.

20

21

22

23

Alcune malocclusioni per essere risolte necessitano l’estrazione di uno o più denti, di solito i primi o i secondi premolari oppure i denti da latte in caso di mancata eruzione del corrispettivo permanente. La mancanza di questi denti non sarà mai notata da nessuno in quanto si attaccano all’apparecchio dei denti in resina (diversi dalle faccette dentali che semmai vengono utilizzate in seguito) molto simili per forma e colore ai denti estratti. Tali provvisori saranno eliminati quando lo spazio si sarà chiuso grazie allo spostamento degli altri denti. 24

Bibliografia

1-Am J Orthod Dentofacial Orthop. 2014 Oct;146(4):411.

Forces and moments generated by removable thermoplastic aligners: incisor torque, premolar derotation, and molar distalization.

Simon M, Keilig L, Schwarze J, Jung BA, Bourauel C.

2- Angle Orthod. 2014 Nov 20.

Efficacy of clear aligners in controlling orthodontic tooth movement: A systematic review.

Rossini G, Parrini S, Castroflorio T, Deregibus A, Debernardi CL.

3- Orthodontics (Chic.). 2011 Winter;12(4):386-95.

A segmented appliance for space closure followed by Invisalign and fixed appliances.

Uribe F1, Cutrera A, Nanda R.

4- Am J Orthod Dentofacial Orthop. 2009 Jan;135(1):27-35. doi: 10.1016/j.ajodo.2007.05.018.

How well does Invisalign work? A prospective clinical study evaluating the efficacy of tooth movement with Invisalign.

Kravitz ND, Kusnoto B, BeGole E, Obrez A, Agran B.

5- Angle Orthod. 2007 Sep;77(5):864-9.

Invisalign and traditional orthodontic treatment postretention outcomes compared using the American Board of Orthodontics objective grading system.

Kuncio D, Maganzini A, Shelton C, Freeman K.

6- Prog Orthod. 2006;7(1):32-43.

Extraction treatment using Invisalign Technique.

Giancotti A, Greco M, Mampieri G.

7- J Am Dent Assoc. 2002 Mar;133(3):369-71.

Orthodontics and the general practitioner.

Christensen GJ.

8- J Orofac Orthop. 2005 Mar;66(2):162-73.

Motivation, acceptance and problems of invisalign patients.

[Article in English, German]Nedwed V1, Miethke RR.

9- Am J Orthod Dentofacial Orthop. 2005 Sep;128(3):292-8; discussion 298.

Outcome assessment of Invisalign and traditional orthodontic treatment compared with the American Board of Orthodontics objective grading system.

Djeu G, Shelton C, Maganzini A.

5

Altri articoli e casi clinici sull’ Ortodonzia Linguale senza attacchi

Domande Frequenti

  • Perchè l’Ortodonzia in età adulta?

    Perché alcune malocclusioni sono caratterizzate da disarmonie scheletriche mascellari e/o mandibolari che a crescita scheletrica ultimata possono essere corrette solo mediante un intervento chirurgico.

  • In cosa consiste l’ortodonzia linguale fissa senza attacchi?

    La terapia ortodontica linguale fissa senza attacchi (brackets) è una metodica innovativa che consente la risoluzione delle malocclusioni dentarie con un apparecchio che oltre ad essere invisibile è anche estremamente comodo per la lingua e le mucose, essendo ad oggi l’apparecchio più sottile che esista. La tecnica prevede l’utilizzo di fili ortodontici direttamente attaccati alla superficie linguale dei denti, senza dover ricorrere all’applicazione dei brackets ed eliminando, pertanto, lo spessore e l’ingombro procurato da questi ultimi. Gli adesivi adoperati hanno proprietà identiche a quelli adoperati per attaccare i brackets e non provocano nessun danno ai denti.

  • Quali malocclusioni può risolvere l’ortodonzia linguale fissa senza attacchi?

    Con l’ortodonzia linguale fissa senza attacchi possono essere risolte tutte le malocclusioni che si presentano in dentatura permanente. Parliamo quindi di malocclusioni di I, II e III Classe di Angle, caratterizzate da disarmonia dento basale in eccesso (affollamento dentario) ed in difetto (dentatura diastemata). Quando i denti vengono perfettamente riallineati è spesso utile applicare le faccette dentali, in caso alcuni di essi siano stati danneggiati a causa del precedente accavallamento.

  • Perché è importante avere una dentatura allineata?

    Avere una dentatura allineata è uno stato che presenta molteplici vantaggi. Innanzitutto rende possibile pulire correttamente i denti e quindi ridurre il rischio di carie e di perdita di osso, contribuendo anche a migliorare lo stato di salute generale del nostro organismo. Importanti studi infatti hanno dimostrato che il tartaro presente nel cavo orale, essendo costituito da batteri, determina un aumento della batteriemia con conseguente indurimento delle arterie ed aumento del rischio di infarto ed ictus. Avere delle arcate dentarie che combaciano bene favorisce un corretto funzionamento dell’articolazione temporo-mandibolare, riducendo i dolori cervicali e le cefalee spesso causate da una cattiva chiusura dentaria. Altro indubbio vantaggio è quello procurato dall’allineamento dentario in quei pazienti che a causa della malocclusione e di anomali contatti presentano usura ed abrasioni dentarie. I denti usurati vengono riparati successivamente al loro riallineamento mediante l’utilizzo di otturazioni in materiale composito o di faccette dentali nei casi più seri. Le malposizioni dentarie possono tra l’altro favorire l’insorgenza di parafunzioni, tipo il bruxismo, le quali contribuiscono ad indebolire il supporto dento-parodontale aggravando l’usura dentaria e la perdita di osso. Infine, ma comunque di fondamentale importanza, una dentatura perfettamente allineata è anche una condizione più bella ed estetica sempre più ricercata dai pazienti e spesso la causa principale di motivazione alla terapia. Un bel sorriso contribuisce all’incremento del benessere psicologico e dell’autostima.

  • Esistono limiti di età all’esecuzione di un trattamento ortodontico?

    No, perché lo spostamento dentario è possibile a qualsiasi età.

  • Esistono varie tipologie di apparecchi?

    Si, innanzitutto si possono classificare in apparecchi fissi e apparecchi mobili. Gli apparecchi mobili vengono indossati dai pazienti e rimossi, ad esempio, per mangiare e per lavare i denti. Un esempio è dato dalle mascherine trasparenti, che però possono realizzare solo piccoli spostamenti dentari senza la precisione degli apparecchi fissi. Gli apparecchi mobili inoltre sono più lenti, e le forze discontinue esercitate sulla dentatura possono indebolire il supporto dento parodontale. Diverso ed estremamente utile è invece l’utilizzo di apparecchiature funzionali mobili nei bambini ed adolescenti, che proprio per la loro forma e funzione non possono essere applicate in modo fisso. Tali apparecchiature hanno un effetto ortopedico che stimola e modifica lo sviluppo delle ossa, in caso di disarmonie scheletriche, oppure controlla abitudini viziate che alterano lo sviluppo dento scheletrico e possono agire solo in fasce ristrette di età (in media 9-11 anni di età). Gli apparecchi fissi sono i più efficaci in dentatura permanente e quindi negli adulti. Essi si distinguono in vestibolari e linguali. I primi sono applicati sulla superficie esterna dei denti e pertanto sono visibili. Possono essere in metallo oppure realizzati con un materiale più simile al colore dei denti, tipo in ceramica. Gli apparecchi linguali essendo posizionati su una superficie non visibile dei denti sono realmente invisibili e si distinguono in apparecchi con attacchi e senza attacchi. Gli apparecchi senza attacchi sono estremamente comodi, essendo ad oggi gli apparecchi più sottili che esistano. Offrono pertanto al paziente il massimo comfort grazie ad una terapia che oltre ad essere invisibile è perfettamente tollerata dalla lingua e dalle mucose, si adatta all’anatomia della dentatura e non da alterazioni fonetiche. Gli attacchi linguali invece hanno uno spessore maggiore , richiedono tempi di adattamento più lunghi e la necessità di proteggersi spesso con una cera protettiva al fine di evitare il contatto con la lingua e le possibili irritazioni ed alterazioni fonetiche che ne conseguono.

  • A partire da quale età può essere necessario sottoporsi ad una visita ortodontica?

    Anche a partire dai 4-5 anni di età. Si tratta essenzialmente di visite a scopo preventivo perché è molto difficile che in bambini cosi piccoli si debba già intervenire, a meno che non si evidenzino gravi alterazioni dentarie e scheletriche. Tuttavia ci sono abitudini viziate (semplicemente cattive abitudini) che influenzano lo sviluppo dento-scheletrico (ad esempio la tipologia di respirazione e deglutizione) che, se evidenziate e corrette, evitano al bambino la futura necessità di doversi sottoporre ad una terapia ortodontica.

  • Quanto dura una terapia ortodontica?

    La durata di una terapia ortodontica dipende dalla gravità della malocclusione da risolvere. Essa è molto variabile in quanto può richiedere pochi mesi oppure 2-3 anni.

  • Con quale frequenza si eseguono i controlli durante la terapia?

    Durante la terapia ortodontica di solito è richiesto un solo controllo mensile.

  • Perché in alcuni casi è necessario associare il trattamento ortodontico ad interventi di chirurgia maxillo facciale ?

    Negli ultimi anni è sorprendentemente aumentata la richiesta di terapie di allineamento dentario da parte dei pazienti adulti. L’aumentata attenzione all’estetica, e la consapevolezza che un bel sorriso ha una grande valenza nell’armonia di un viso e nell’incremento della propria autostima, è uno dei motivi, ma non il solo. È ormai noto, infatti, che i denti disallineati non si riescono a pulire correttamente; l’accumulo di placca e tartaro che ne consegue contribuisce all’insorgenza di infiammazioni gengivali che, se non curate, provocano la malattia parodontale, con perdita di osso intorno ai denti. Studi scientifici hanno dimostrato inoltre che il tartaro non crea soltanto danni a livello locale ma anche sistemico. L’aumento della batteriemia che si presenta in soggetti affetti da malattia parodontale è correlato ad aumentato rischio di patologie cardiovascolari. I contatti dentari anomali dovuti alla malocclusione, inoltre, favoriscono l’insorgenza di parafunzioni, come il bruxismo che può provocare usura o aumento della mobilità dentaria. Un corretto allineamento dentario, infine, migliora anche la masticazione, primo ed importante fattore che consente una buona digestione. Per correggere le imperfezioni dei denti un tempo accavallati, che emergono solo successivamente al loro riallineamento, spesso vengono adoperate le faccette dentali su uno o più denti a seconda dei casi. È chiaro, quindi, che la terapia ortodontica gioca un ruolo fondamentale non solo per l’aspetto estetico, o per lo stato di salute dento parodontale, ma anche per la salute generale del nostro organismo e per un completo benessere psicofisico.

  • Il risultato ottenuto dopo una terapia ortodontica è stabile per tutta la vita?

    Al termine di una terapia ortodontica è necessaria una fase di mantenimento dei risultati detta “contenzione” che può essere realizzata mediante un apparecchio mobile notturno oppure fisso linguale, mediante un retainer passivo applicato sulla superfice linguale dei denti del settore frontale. La durata di questa fase dipende dalla gravità della malocclusione trattata, ma di solito è di circa 2-3 anni, durante i quali è previsto un controllo ogni 4-6 mesi. Si raccomanda comunque al paziente di sottoporsi ai controlli periodici stabiliti dall’ortodontista (di solito annuali) perché la posizione dei denti, essendo influenzata da molteplici fattori quali il bruxismo, abitudini viziate tipo l’onicofagia o la respirazione orale, la perdita di osso, traumi ecc, può sempre subire delle piccole modifiche, facilmente recuperabili se precocemente intercettate.

  • L’apparecchio ortodontico danneggia i denti?

    No. Al termine della terapia gli adesivi adoperati per attaccare l’apparecchio vengono rimossi in maniera selettiva mediante apposite frese che non danneggiano la superficie dentaria. Semmai a seguito dell’utilizzo, con il riallineamento dentario, potrebbero emergere scheggiature o altro tipo di lesioni, che si possono correggere in vario modo con le protesi dentarie come le faccette.

  • L’apparecchio ortodontico caria i denti?

    No, l’apparecchio ortodontico in se non causa le carie, ma richiede una maggiore cura nell’igiene dentaria domiciliare. Questo perché l’inevitabile ingombro creato dall’apparecchio favorisce l’accumulo di placca che se non rimossa diviene tartaro. Tuttavia il paziente è assiduamente controllato dallo specialista che gli formirà tutte le indicazioni per poter eseguire una corretta detersione dentaria e stabilirà la necessità di eseguire igieni dentarie professionali al fine di mantenere una corretta salute dento parodontale.

  • L’apparecchio ortodontico è doloroso?

    La pressione esercitata dall’apparecchio ortodontico non causa dolore ma una sensazione di tensione, dovuta all’attivazione dei recettori parodontali. Questa sensazione si avverte ogni volta che l’apparecchio viene attivato (di solito una volta al mese) e si attenua per poi scomparire entro 2-3 giorni grazie all’adattamento dei recettori parodontali.

  • Si può eseguire una terapia ortodontica in presenza di denti incapsulati?

    Si è possibile applicare un apparecchio ortodontico anche sui denti incapsulati o su quelli ai quali sono state applicate faccette dentali. Questi si spostano esattamente come tutti gli altri denti.

  • Si può eseguire una terapia ortodontica in presenza di impianti?

    Si, anche un paziente con impianti dentari può essere sottoposto ad una terapia ortodontica ma solo per quanto riguarda lo spostamento dei denti naturali, perché gli impianti essendo osteointegrati non possono subire modifiche di posizione.

  • Si può eseguire un trattamento ortodontico se mancano dei denti?

    Si è possibile e spesso è anche necessario perché quando mancano alcuni denti la dentatura restante può subire delle modifiche di posizione, spostandosi in maniera incontrollata negli spazi creati dalla mancanza dei denti. Tali spostamenti rendono spesso più difficile la detersione dentaria e possono causare dei contatti dentari anomali con sbilanciamento dell’occlusione e problemi articolari. La terapia ortodontica ripristina una corretta posizione dentaria, necessaria anche alla creazione di spazi adeguati all’inserimento di impianti o altri dispositivi protesici che sostituiscono i denti mancanti.

  • Quali fattori valutare per capire se ho necessità di una visita ortodontica?

    I principali fattori da valutare sono la presenza di denti affollati, ruotati, inclinati, spazi tra i denti, usura dentaria. Tuttavia uno scorretto combaciamento delle arcate dentarie (che può essere causa di problemi articolari e muscolari con insorgenza di cefalee e dolori cervicali) non è sempre riconoscibile dal paziente.

  • Si può eseguire un trattamento ortodontico in presenza di malattia parodontale?

    Si, se il paziente è sottoposto a cure parodontali e non si trova in fase acuta di malattia.

Casi Clinici

Caso 1: Malocclusione caratterizzata da grave morso aperto anteriore

Caso 2: Malocclusione di II Classe di Angle, caratterizzata da affollamento dentario

Caso 3: Malocclusione di III Classe canina caratterizzata da affollamento dentario

Caso 4: Malocclusione di II Classe di Angle caratterizzata da affollamento dentario trattata mediante estrazioni

Caso 5: Malocclusione caratterizzata da canino in inclusione ossea

Caso 6: Fasi di procedura clinica nell’applicazione dei retainers attivi

Caso 7: Ortodonzia invisibile trattamento di un caso di affollamento dell’arcata inferiore

Caso 8: Caso di affollamento dentario e denti superiori sporgenti

Caso 9: Caso di affollamento dentario e denti superiori sporgenti

Caso 10: Ortodonzia invisibile in caso di severo affollamento dentario inferiore

Caso 11: Malocclusione caratterizzata da deep bite (morso profondo)

Caso 12: Malocclusione caratterizzata da cross bite dentario e affollamento superiore ed inferiore

Caso 1: Malocclusione caratterizzata da grave morso aperto anteriore


La paziente adulta desiderava risolvere la mancanza di contatto e la sporgenza della sua dentatura. Un classico apparecchio visibile con attacchi (brackets) le avrebbe provocato notevole imbarazzo e l’applicazione di un dispositivo linguale con attacchi , seppur non visibile, la rendeva ansiosa per la paura di fastidiose irritazioni alla lingua ed alterazioni fonetiche. La terapia è stata pertanto realizzata mediante un ortodonzia linguale senza attacchi, ad oggi l’apparecchio fisso più sottile che esista.ù

morso aperto prima.jpg

Caso 2: Malocclusione di II Classe di Angle, caratterizzata da affollamento dentario


La terapia è stata eseguita mediante un apparecchio invisibile linguale fisso senza brackets e l’applicazione di elastici intermascellari che il paziente indossa autonomamente. Gli agganci per gli elastici, attaccati alla superfice esterna dei denti, in modo da rendere molto semplice la loro applicazione da parte del paziente, lì dove presenti in zone più visibili, sono realizzati in materiale ceramico in modo da mimetizzarsi completamente.

malocclusione di seconda classe prima.jpg

malocclusione di seconda classe con estrazioni dopo.jpg

Caso 3: Malocclusione di III Classe canina caratterizzata da affollamento dentario


L’apparecchio ortodotico fisso invisibile è associato all’uso di elastici intermascellari che il paziente indossa autonomamente. Contemporaneamente all’allineamento delle arcate dentarie si realizza la correzione del rapporto di classe canino.

terza classe prima .JPG

terza classe dopo.JPG

Caso 4: Malocclusione di II Classe di Angle caratterizzata da
affollamento dentario trattata mediante estrazioni


Per la risoluzione della malocclusione sono necessarie le estrazioni dei premolari superiori. La terapia viene eseguita mediante apparecchio ortodontico fisso invisibile linguale senza attacchi e anche le estrazioni dentarie non saranno mai visibili grazie alla presenza di denti finti in resina attaccati all’apparecchio linguale.
Tali denti verranno consumati fino ad essere completamente eliminati quando lo spazio liberato dalle estrazioni verrà colmato dai restanti denti che si allineano.

malocclusione di seconda calsse con estrazioni prima.jpg

malocclusione di seconda classe con estrazioni dopo.jpg

Caso 5: Malocclusione caratterizzata da canino in inclusione ossea


Caso clinico in cui un paziente adulto presenta in arcata un canino da latte, mentre il canino permanente è incluso nell’osso. La terapia è stata eseguita in modo dal tutto invisibile mediante un’apparecchiatura linguale senza attacchi. L’estrazione del canino da latte e l’aggancio del canino incluso sono stati eseguiti mediante anestesia locale, facendo in modo che il paziente non sentisse dolore. Lo spazio procurato dall’assenza del canino da latte è stato mascherato dalla presenza di un finto canino in resina, tenuto in situ finché non è stato recuperato in posizione il corrispettivo dente permanente. Eventuali difetti di forma preesistenti possono essere ridotti mediante l’utilizzo di faccette dentali.

Caso 6: Fasi di procedura clinica nell’applicazione dei retainers attivi


Caso clinico di una giovane ragazza di 28 anni con affollamento dentario maggiore all’arcata inferiore, con il canino di destra in posizione ectopica e la linea mediana inferiore deviata verso destra.
La richiesta del paziente era quella di una ortodonzia invisibile e confortevole, senza alterazioni fonetiche e problematiche ai tessuti molli.
Pertanto la malocclusione è stata trattata mediante una ortodonzia linguale fissa senza brackets.
Dopo l’applicazione dei retainer all’arcata dentaria superiore ed inferiore il paziente è stato controllato ogni 3-4 settimane.
L’allineamento dentario è stato raggiunto dopo circa 10 mesi, con piena soddisfazione per la paziente.
I retainers attivi sono poi stati sostituiti da retainers passivi.

allineare-denti-storti-sovrapposti prima.jpg

sorriso-perfetto-pochi-mesi-dopo.jpg

Clicca qui per l’articolo completo.

Caso 7: Ortodonzia invisibile trattamento di un caso di affollamento dell’arcata inferiore


Caso di un paziente con morso profondo e affollamento dentario inferiore.
Il paziente desiderava effettuare l’allineamento dell’arcata inferiore ma chiedeva una terapia non visibile e poco fastidiosa; questa è stata effettuata mediante una tecnica linguale senza attacchi con l’ausilio dei retainers pre-attivati.
Ad un mese di distanza si comincia a notare la riduzione dell’affollamento. Il paziente viene controllato ogni 3-4 settimane.
Quando l’allineamento è completato il retainer attivo è sostituito da un retainer passivo.
Grazie all’ausilio di questa tecnica innovativa, il paziente resta soddisfatto per l’assenza di fastidio a lingua e guance, e per l’invisibilità del dispositivo ortodontico. Un passaggio ulteriore e l’applicazione di faccette dentali per risolvere problemi di scheggiatura su più denti, causati dallo stesso affollamento.

Clicca qui per l’articolo completo.

Caso 8: Caso di affollamento dentario e denti superiori sporgenti


Paziente estremamente motivato ad allineare i propri denti ma tramite una terapia ortodontica estetica ed invisibile.
Il paziente presentava affollamento dentario superiore ed inferiore e forte sporgenza degli incisivi superiori.
E’ stato pertanto applicato un retainer attivo ad entrambe le arcate da canino a canino;
il paziente è stato controllato ogni 3-4 settimane e il filo è stato di volta in volta staccato nel tratto che si doveva attivare.
L’allineamento superiore è stato raggiunto in circa 2 mesi, l’inferiore in 6 mesi, per un risultato estetico e funzionale eccellente.

Clicca qui per l’articolo completo.

Caso 9: Caso di affollamento dentario e denti superiori sporgenti


Caso molto complesso di un paziente di 62 anni, con marcato affollamento all’arcata inferiore, con pregressi problemi parodontali che sono stati trattati e stabilizzati.
Nonostante le frequenti sedute di igiene il paziente non riusciva a mantenere pulito il settore frontale inferiore a causa della malposizione dentaria.
Rifiutava inoltre un trattamento ortodontico visibile e fastidioso.
Gli è stata pertanto proposta una terapia ortodontica invisibile mediante l’utilizzo di retainers attivi.
L’allineamento è stato raggiunto dopo circa 10 mesi di terapia, realizzando spostamenti lenti e frequenti sedute di ablazione del tartaro.
Il risultato finale è eccellente considerando la grave situazione iniziale.

Clicca qui per l’articolo completo.

Caso 10: Ortodonzia invisibile in caso di severo affollamento dentario inferiore


Caso di paziente con severo affollamento all’arcata inferiore e notevole difficoltà nell’effettuare le comuni manovre di igiene orale.
La richiesta di un trattamento invisibile e poco fastidioso effettuata dalla stessa ci ha spinti a realizzare una terapia linguale fissa senza attacchi.
La paziente è stata controllata ogni 3 settimane , e la terapia è durata circa 1 anno.
Ad allineamento ottenuto è stato applicato un retainer passivo.

Clicca qui per l’articolo completo.

Caso 11: Malocclusione caratterizzata da deep bite (morso profondo)


L’apertura del morso è ottenuta mediante un apparecchio ortodontico linguale fisso senza attacchi applicato ad entrambe le arcate dentarie.

morso profondo prima.jpg

morso profondo dopo.jpg

Clicca qui per l’articolo completo.

Caso 12: Malocclusione caratterizzata da cross bite dentario e affollamento superiore ed inferiore


L’allineamento della dentatura e la risoluzione del cross bite (morso crociato) dell’incisivo laterale superiore di sinistra sono stati risolti mediante un apparecchio ortodontico linguale fisso senza attacchi applicato ad entrambe le arcate.

cross bite prima.jpg

cross bite dopo.jpg

Altri articoli e casi clinici sull’ Ortodonzia Linguale senza attacchi

book_ita

ATLANTE DI ORTODONZIA LINGUALE FISSA SENZA ATTACCHI Anna Mariniello – Fabio Cozzolino Editor: Quintessenza Edizioni L’ortodonzia linguale senza attacchi nasce dall’esigenza di trattare recidive di malposizioni dentarie anteriori, evitando di sottoporre nuovamente il paziente ad una terapia multibracket. In uno scenario caratterizzato da una maggiore richiesta di trattamento da parte dei pazienti adulti e dall’esigenza di eseguire terapie invisibili, il suo campo si è successivamente ampliato a malocclusioni sempre più complesse. Lo scopo di questo atlante è di illustrare i concetti basilari di questa nuova modalità terapeutica. Nei vari capitoli viene presentata la tecnica, attraverso i materiali utilizzati e la procedura clinica di modellazione dei dispositivi, di adesione alle superfici dentarie e dei successivi controlli della stessa. E’ quindi analizzata la modellazione, l’attivazione ed il bondaggio del dispositivo per poter controllare specifici movimenti dentari. In particolare vengono analizzati gli spostamenti sul piano orizzontale e verticale, il controllo del tip, del torque, le derotazioni e il movimento radicolare. Il trattamento dei diversi casi clinici illustrati è di complessità via via crescente, partendo dalle malocclusioni di I Classe fino ad arrivare alle correzioni del rapporto di classe. Per i casi estrattivi viene anche illustrata la gestione dei provvisori utilizzati. Sono inoltre illustrate alcune modalità per ottenere rigenerazione ossea mediante movimenti ortodontici.

Contattaci per qualsiasi dubbio.

Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Provincia di provenienza

Oggetto

Il tuo messaggio


Ortodonzia Invisibile ultima modifica: 2014-12-21T15:18:42+00:00 da Fabio Cozzolino