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L’Ortodonzia Invisibile fissa linguale senza attacchi rappresenta un approccio innovativo all’Ortodonzia e al classico apparecchio invisibile® ortodontico, di cui mantiene princìpi e finalità (diagnosi, prevenzione e riabilitazione delle malocclusioni dentarie).

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È la terapia ortodontica più richiesta dai pazienti particolarmente attenti all’estetica e al comfort. Questo perché, oltre ad essere totalmente invisibile, è attualmente l’apparecchio più sottile che esista, come si può vedere dal seguente video esplicativo.

A differenza dell’Ortodonzia tradizionale, l’Ortodonzia Invisibile non utilizza le classiche apparecchiature costituite da brackets in metallo o ceramica, che provocano ansia e imbarazzo ai pazienti per la loro visibilità, bensì sottili fili metallici applicati sulle superfici interne degli elementi dentari. Possiamo pertanto intenderlo come un apparecchio invisibile.

Ortodonzia linguale senza attacchi, ad oggi l'apparecchio più sottile che esista.

Ortodonzia linguale senza attacchi, ad oggi l’apparecchio invisibile più sottile che esista.

Visione del sorriso del paziente con l’apparecchio ortodontico fisso linguale senza attacchi, completamente invisibile.

apparecchio ortodontico

apparecchio ortodontico

L’apparecchio ortodontico con attacchi vestibolari, in metallo o in ceramica, è, a differenza dell’apparecchio linguale senza attacchi, visibile e più ingombrante.

Questa tecnica innovativa è documentata in un testo di ortodonzia che la dottoressa Anna Mariniello ed il dottor Fabio Cozzolino hanno scritto per una casa editrice odontoiatrica internazionale l’Atlante di ortodonzia linguale fissa senza attacchi, (Quintessenza Edizioni).

La metodica di adesione è la stessa dei classici dispositivi con attacchi (brackets sia vestibolari che linguali) ed avviene nel pieno rispetto della salute dentaria e gengivale. Terminata la terapia l’apparecchio invisibile viene rimosso e le superfici dei denti tornano ad avere lo stesso aspetto iniziale senza alcun indebolimento o cambiamento della loro struttura.

Anche la terapia con attacchi linguali consente la realizzazione di trattamenti invisibili tuttavia si possono avere fastidi alla lingua ed alterazioni della fonetica proprio a causa della presenza delle sporgenze prodotte dagli attacchi. Con l’ortodonzia invisibile linguale fissa senza attacchi tali fastidi quasi inesistenti, al massimo si può avere una leggera alterazione della fonetica nelle prime ore dall’applicazione.

I pazienti che scelgono un trattamento invisibile linguale sono molto attenti all’estetica ed alla ricerca di un risultato che per essere quanto più vicino alla perfezione può richiedere la modifica della forma e/o del colore di alcuni denti mediante la realizzazione di ricostruzioni in composito oppure di faccette dentali.

brackets linguali

Gli attacchi linguali, seppur non visibili, hanno uno spessore maggiore rispetto all’apparecchio ortodontico linguale senza attacchi e possono provocare fastidi alla lingua e alterazioni fonetiche.

L’apparecchio linguale senza attacchi è in assoluto il più sottile e non presenta sporgenze che possono ferire la lingua. Questa terapia completamente invisibile ed estremamente confortevole consente il trattamento di tutte le malocclusioni (I, II e III classe di Angle, morso aperto, morso profondo…etc).

Quando si parla di apparecchio invisibile riferendosi agli allineatori dentali trasparenti, comunemente denominati anche mascherine, si commette un imprecisione in quanto seppur meno visibili delle tradizionali terapie con attacchi vestibolari, resta comunque visibile la pellicola trasparente che riveste i denti nonché gli attacchi in composito (attachments) che si devono realizzare sui denti per aumentare l’efficacia degli allineatori. La loro visibilità si riduce alla fine della terapia, quando i denti si sono ormai allineati ed in assenza di attachments.

allineatori trasparenti

Gli allineatori dentali trasparenti, comunemente denominati mascherine, creano una pellicola trasparente visibile sui denti e spesso richiedono la creazione di attacchi in composito sui denti

Numerosi sono gli studi scientifici presenti in letteratura che sono stati condotti sugli allineatori trasparenti.

 

Djeu G, Shelton C, Maganzini A (Outcome assessment of Invisalign and traditional orthodontic treatment compared with the American Board of Orthodontics objective grading system) hanno evidenziato che le mascherine trasparenti o allineatori “non trattano le malocclusioni bene come le terapie con attacchi”. Uribe F, Cutrera A, Nanda R (A segmented appliance for space closure followed by Invisalign and fixed appliances.) asseriscono che le mascherine sono deficitarie nella loro “capacità di correggere ampie discrepanze anteroposteriori e contatti occlusali”.

Giancotti A, Greco M, Mampieri G (Extraction treatment using Invisalign Technique) dicono che con gli allineatori trasparenti le “chiusure dello spazio ottenute mediante tipping delle corone e senza correggere l’inclinazione delle radici rendono necessaria una ulteriore fase con apparecchiatura fissa” che, secondo Uribe F, Cutrera A, e Nanda R, potrebbe essere necessaria anche a causa dei limiti degli allineatori trasparenti “nell’ottenere movimenti rotazionali e verticali”

Studi condotti da Kuncio D, Maganzini A, Shelton C, e Freeman K (Invisalign and traditional orthodontic treatment postretention outcomes compared using the American Board of Orthodontics objective grading system.) dimostrano sul loro gruppo di pazienti che quelli trattati con gli allineatori “recidivano di più rispetto a quelli trattati con le apparecchiature fisse convenzionali”.

I lavori di Nedwed V e Miethke RR evidenziano come i pazienti accettino più facilmente di essere trattati con le mascherine trasparenti che con gli attacchi linguali, perché considerano la terapia meno fastidiosa.

(riferimenti bibliografici e links più in fondo in questa pagina).

Riceviamo ogni giorno pazienti che provengono da altre città d’Italia, come Roma, Milano, Torino, Venezia, Firenze, Bologna, Palermo, Cagliari; nonché dall’estero.

L’ortodonzia invisibile è stata presentata dalla dottoressa Anna Mariniello a Congressi ortodontici nazionali ed internazionali (World Society of Lingual Orthodontics, European Orthodontic Society, European Society of Lingual Orthodontics, Società Italiana di Ortodonzia, Associazione Italiana Odontoiatri) e presso Master universitari e corsi privati.

Come si realizza la terapia ortodontica linguale senza attacchi. La terapia si esegue utilizzando dei fili larghi circa 1 mm, direttamente attaccati alla superficie linguale dei denti, eliminando pertanto lo spessore degli attacchi (brackets). I fili maggiormente adoperati sono degli intrecciati in acciaio comunemente utilizzati per la realizzazione dei retainers passivi (ossia i dispositivi fissi linguali che spesso vengono applicati ai pazienti dopo aver allineato i denti per il mantenimento dei risultati).

Tali fili devono essere modellati per ottenere lo spostamento dentario desiderato. La modellazione è estremamente precisa ed individualizzata, e consente sia di adattare perfettamente il filo all’anatomia dei denti sia di ottenere lo spostamento desiderato ed utile al raggiungimento di un corretto allineamento. Altri fili comunemente adoperati sono in Nichel Titanio o sottili segmenti in acciaio di sezione rotonda o rettangolare. Il risultato sarà sempre quello di un apparecchio che dopo pochi giorni la maggior parte dei pazienti riferisce di non sentire più.

ni-ti, nickel-titanio

L’adesione del dispositivo segue le tradizionali procedure odontoiatriche e non provoca alcun dolore al paziente ne danno ai denti.

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11 L’adesione del dispositivo segue le tradizionali procedure odontoiatriche e non provoca alcun dolore al paziente.

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Si prepara la superficie dentaria all’adesione trattandola con un gel, successivamente si applica l’adesivo e quindi si procede alla fissazione del filo mediante del composito fluido che indurisce grazie all’azione di una lampada fotopolimerizzante. Per quanto è sottile il dispositivo e per come segue precisamente l’anatomia dei denti sembra quasi che passi attraverso dei solchi scavati nel dente, ma non è assolutamente così. Esso è accostato alla superficie linguale senza alterarne assolutamente la morfologia e la funzione. Il filo passa come attraverso una faccetta dentale. Nei successivi controlli può essere necessaria la riattivazione del dispositivo, mediante il distacco da alcuni denti per poterlo riattivare (procedura sempre indolore per il paziente), oppure la completa sostituzione del filo, proprio come accade nelle tradizionali terapie con attacchi.

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Alcune malocclusioni per essere risolte necessitano l’estrazione di uno o più denti, di solito i primi o i secondi premolari oppure i denti da latte in caso di mancata eruzione del corrispettivo permanente. La mancanza di questi denti non sarà mai notata da nessuno in quanto si attaccano all’apparecchio dei denti in resina (diversi dalle faccette dentali che semmai vengono utilizzate in seguito) molto simili per forma e colore ai denti estratti. Tali provvisori saranno eliminati quando lo spazio si sarà chiuso grazie allo spostamento degli altri denti. 24

Bibliografia

1-Am J Orthod Dentofacial Orthop. 2014 Oct;146(4):411.

Forces and moments generated by removable thermoplastic aligners: incisor torque, premolar derotation, and molar distalization.

Simon M, Keilig L, Schwarze J, Jung BA, Bourauel C.

2- Angle Orthod. 2014 Nov 20.

Efficacy of clear aligners in controlling orthodontic tooth movement: A systematic review.

Rossini G, Parrini S, Castroflorio T, Deregibus A, Debernardi CL.

3- Orthodontics (Chic.). 2011 Winter;12(4):386-95.

A segmented appliance for space closure followed by Invisalign and fixed appliances.

Uribe F1, Cutrera A, Nanda R.

4- Am J Orthod Dentofacial Orthop. 2009 Jan;135(1):27-35. doi: 10.1016/j.ajodo.2007.05.018.

How well does Invisalign work? A prospective clinical study evaluating the efficacy of tooth movement with Invisalign.

Kravitz ND, Kusnoto B, BeGole E, Obrez A, Agran B.

5- Angle Orthod. 2007 Sep;77(5):864-9.

Invisalign and traditional orthodontic treatment postretention outcomes compared using the American Board of Orthodontics objective grading system.

Kuncio D, Maganzini A, Shelton C, Freeman K.

6- Prog Orthod. 2006;7(1):32-43.

Extraction treatment using Invisalign Technique.

Giancotti A, Greco M, Mampieri G.

7- J Am Dent Assoc. 2002 Mar;133(3):369-71.

Orthodontics and the general practitioner.

Christensen GJ.

8- J Orofac Orthop. 2005 Mar;66(2):162-73.

Motivation, acceptance and problems of invisalign patients.

[Article in English, German]Nedwed V1, Miethke RR.

9- Am J Orthod Dentofacial Orthop. 2005 Sep;128(3):292-8; discussion 298.

Outcome assessment of Invisalign and traditional orthodontic treatment compared with the American Board of Orthodontics objective grading system.

Djeu G, Shelton C, Maganzini A.

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Altri articoli e casi clinici sull’ Ortodonzia Linguale senza attacchi

 

Allineatori dentali trasparenti

Allineatori trasparenti, Brackets linguali oppure Ortodonzia linguale senza attacchi?

pretty-smiling Quando si parla di ortodonzia invisibile spesso ci si riferisce agli allineatori trasparenti, detti comunemente mascherine di allineamento. Gli allineatori hanno una ridotta visibiltà rispetto agli attacchi vestibolari in metallo o ceramica e creano l’effetto ottico di una pellicola trasparente visibile sui denti. Numerosi sono gli studi scientifici presenti in letteratura sono stati condotti sugli allineatori trasparenti (riferimenti bibliografici e links più giù in questa pagina).

Djeu G, Shelton C, Maganzini A (Outcome assessment of Invisalign and traditional orthodontic treatment compared with the American Board of Orthodontics objective grading system) hanno evidenziato che le mascherine trasparenti o allineatori “non trattano le malocclusioni bene come le terapie con attacchi”. Uribe F, Cutrera A, Nanda R (A segmented appliance for space closure followed by Invisalign and fixed appliances.) asseriscono che le mascherine sono deficitarie nella loro “capacità di correggere ampie discrepanze anteroposteriori e contatti occlusali”.

Giancotti A, Greco M, Mampieri G (Extraction treatment using Invisalign Technique) dicono che con gli allineatori trasparenti le “chiusure dello spazio ottenute mediante tipping delle corone e senza correggere l’inclinazione delle radici rendono necessaria una ulteriore fase con apparecchiatura fissa” che, secondo Uribe F, Cutrera A, e Nanda R, potrebbe essere necessaria anche a causa dei limiti degli allineatori trasparenti “nell’ottenere movimenti rotazionali e verticali”

Studi condotti da Kuncio D, Maganzini A, Shelton C, e Freeman K (Invisalign and traditional orthodontic treatment postretention outcomes compared using the American Board of Orthodontics objective grading system.) dimostrano sul loro gruppo di pazienti che quelli trattati con gli allineatori “recidivano di più rispetto a quelli trattati con le apparecchiature fisse convenzionali”.

I lavori di Nedwed V e Miethke RR evidenziano come i pazienti accettino più facilmente di essere trattati con le mascherine trasparenti che con gli attacchi linguali, perché considerano la terapia meno fastidiosa.

L’assoluta evoluzione è rappresentata dalla terapia invisibile fissa senza attacchi (brackets) che nasce dalla necessità di eseguire terapie non visibili, eliminando i fastidi recati dalle comuni terapie con i brackets linguali, tipo piccole lesioni alla lingua ed alle mucose o le alterazioni fonetiche.

L’apparecchio senza brackets è realizzato con dei fili sottili poco più di 1 mm ed oltre ad essere invisibile i pazienti riferiscono di non sentirlo più fin dalle prime ore dalla sua applicazione.

Per far aderire questi dispositivi ai denti si utilizzano degli adesivi simili a quelli adoperati per le classiche terapie con i brackets, i quali non danneggiano la superfice dentaria che, una volta rimossi, torna ad essere identica alla fase pre-trattamento.

Una delle differenze principali tra le due tipologie di apparecchi è che mentre le mascherine sono mobili, cioè si possono togliere, l’ortodonzia linguale senza attacchi è una tecnica invisibile che prevede l’utilizzo di un apparecchio fisso. Solitamente le mascherine removibili sono più adatte in caso di leggeri disallineamenti nelle arcate dentarie, mentre l’apparecchio fisso è indispensabile in caso di malocclusioni o disallineamenti di tipo più grave. Il vantaggio di portare un apparecchio fisso di tipo invisibile senza attacchi non è solo estetico, ma a livello funzionale riduce molto l’ansia di avere difficoltà nel mangiare o nel parlare, così come l’imbarazzo di mostrarsi in pubblico con un apparecchio comunque trasparente e non invisibile, quindi del tutto visibile.

Un ulteriore problematica spesso riscontrata nell’apparecchio removibile composto da mascherine trasparenti, è che spesso dopo averlo tolto, i denti si disallineano nuovamente, quindi tornano storti. Questo può dipendere dal tipo di disallineamento, dalle disattenzioni successive alla fine del trattamento, ma spesso dal fatto che gli apparecchi mobili per loro natura non riescono sempre a risolvere i problemi che invece richiedono un apparecchio fisso. Ogni caso è una storia a sé e dovrebbe essere sempre l’ortodonzista ad esprimersi sulle necessità terapeutiche attraverso una buona diagnosi.

Tra i vantaggi dell’ ortodonzia linguale senza attacchi troviamo quindi un approccio completamente invisibile, nessun fastidio e nessuna alterazione fonetica.

Visibilità di mascherine invisibili

Assoluta invisibilità dell’ortodonzia linguale senza attacchi

A differenza degli attacchi linguali, che pure consentono la realizzazione di un trattamento invisibile, i fastidi alla lingua e le alterazioni fonetiche sono eventi rari e comunque limitati solo alle prime ore dall’applicazione dei dispositivi. Questo perché l’apparecchio è molto più sottile e non presenta sporgenze che possono ferire la lingua. Questa terapia completamente invisibile ed estremamente confortevole consente il trattamento di tutte le malocclusioni (I, II e III classe di Angle, morso aperto, morso profondo…etc). implantologia orale

Applicazione di brackets linguali

Ortodonzia linguale senza attacchi

ortodonzia linguale senza attacchi

L’ Ortodonzia Invisibile è stata presentata dalla dottoressa Anna Mariniello a congressi ortodontici nazionali ed internazionali (World Society of Lingual Orthodontics, European Orthodontic Society, Società Italiana di ortodonzia) ed è stata pubblicata su riviste del settore.

E’ inoltre ampiamente documentata nel blog di Odontoiatria www.zerodonto.com nella categoria “ortodonzia invisibile”.

Di seguito sono riportati diversi casi clinici di malocclusioni dentarie trattati presso lo studio dentistico Cozzolino dalla dottoressa Anna Mariniello mediante la tecnica dell’ortodonzia invisibile linguale fissa senza attacchi.

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Domande Frequenti

  • Perchè l’Ortodonzia in età adulta?

    Perché anche negli adulti è possibile spostare i denti per ottenere un allineamento che consenta una corretta funzione ed estetica del sorriso. Quello che negli adulti non è possibile fare, a differenza dei bambini, è modificare la crescita delle ossa senza ricorrere ad un intervento chirurgico.

  • In cosa consiste l’ortodonzia linguale fissa senza attacchi?

    La terapia ortodontica linguale fissa senza attacchi (brackets) è una metodica innovativa che consente la risoluzione delle malocclusioni dentarie con un apparecchio che oltre ad essere invisibile è anche estremamente comodo per la lingua e le mucose, essendo ad oggi l’apparecchio più sottile che esista. La tecnica prevede l’utilizzo di fili ortodontici direttamente attaccati alla superficie linguale dei denti, senza dover ricorrere all’applicazione dei brackets ed eliminando, pertanto, lo spessore e l’ingombro procurato da questi ultimi. Gli adesivi adoperati hanno proprietà identiche a quelli adoperati per attaccare i brackets e non provocano nessun danno ai denti.

  • Quali malocclusioni può risolvere l’ortodonzia linguale fissa senza attacchi?

    Con l’ortodonzia linguale fissa senza attacchi possono essere risolte tutte le malocclusioni che si presentano in dentatura permanente. Parliamo quindi di malocclusioni di I, II e III Classe di Angle, caratterizzate da disarmonia dento basale in eccesso (affollamento dentario) ed in difetto (dentatura diastemata). Talvolta per ottenere un sorriso perfetto al termine di una terapia ortodontica, può essere necessario modificare la forma ed il colore di uno o più denti mediante l’applicazione di faccette dentali.

  • Perché è importante avere una dentatura allineata?

    Avere una dentatura allineata è uno stato che presenta molteplici vantaggi. Innanzitutto rende possibile pulire correttamente i denti e quindi ridurre il rischio di carie e di perdita di osso, contribuendo anche a migliorare lo stato di salute generale del nostro organismo. Importanti studi infatti hanno dimostrato che il tartaro presente nel cavo orale, essendo costituito da batteri, determina un aumento della batteriemia con conseguente indurimento delle arterie ed aumento del rischio di infarto ed ictus. Avere delle arcate dentarie che combaciano bene favorisce un corretto funzionamento dell’articolazione temporo-mandibolare, riducendo i dolori cervicali e le cefalee spesso causate da una cattiva chiusura dentaria. Altro indubbio vantaggio è quello procurato dall’allineamento dentario in quei pazienti che a causa della malocclusione e di anomali contatti presentano usura ed abrasioni dentarie. I denti usurati vengono riparati successivamente al loro riallineamento mediante l’utilizzo di otturazioni in materiale composito o di faccette dentali nei casi più seri. Le malposizioni dentarie possono tra l’altro favorire l’insorgenza di parafunzioni, tipo il bruxismo, le quali contribuiscono ad indebolire il supporto dento-parodontale aggravando l’usura dentaria e la perdita di osso. Infine, ma comunque di fondamentale importanza, una dentatura perfettamente allineata è anche una condizione più bella ed estetica sempre più ricercata dai pazienti e spesso la causa principale di motivazione alla terapia. Un bel sorriso contribuisce all’incremento del benessere psicologico e dell’autostima.

  • Esistono limiti di età all’esecuzione di un trattamento ortodontico?

    No, perché lo spostamento dentario è possibile a qualsiasi età.

  • Esistono varie tipologie di apparecchi?

    Sì, innanzitutto si possono classificare in apparecchi fissi e apparecchi mobili. Gli apparecchi mobili vengono indossati dai pazienti e rimossi, ad esempio, per mangiare e per lavare i denti. Un esempio è dato dagli allineatori dentali trasparenti, comunemente denominati mascherine, che però non possono realizzare tutti gli spostamenti dentari e possono non lavorare con la stessa precisione degli apparecchi fissi. Gli apparecchi mobili inoltre sono più lenti, e le forze discontinue esercitate sulla dentatura possono indebolire il supporto dento parodontale. Diverso ed estremamente utile è invece l’utilizzo di apparecchiature funzionali mobili nei bambini ed adolescenti, che proprio per la loro forma e funzione non possono essere applicate in modo fisso. Tali apparecchiature hanno un effetto ortopedico che stimola e modifica lo sviluppo delle ossa, in caso di disarmonie scheletriche, oppure controlla abitudini viziate che alterano lo sviluppo dento scheletrico e possono agire solo in fasce ristrette di età (in media 9-11 anni di età). Gli apparecchi fissi sono i più efficaci in dentatura permanente e quindi negli adulti. Essi si distinguono in vestibolari e linguali. I primi sono applicati sulla superficie esterna dei denti e pertanto sono visibili. Possono essere in metallo oppure realizzati con un materiale più simile al colore dei denti, tipo in ceramica. Gli apparecchi linguali essendo posizionati su una superficie non visibile dei denti sono realmente invisibili e si distinguono in apparecchi con attacchi e senza attacchi. Gli apparecchi senza attacchi sono estremamente comodi, essendo ad oggi gli apparecchi più sottili che esistano. Offrono pertanto al paziente il massimo comfort grazie ad una terapia che oltre ad essere invisibile è perfettamente tollerata dalla lingua e dalle mucose, si adatta all’anatomia della dentatura e non da alterazioni fonetiche. Gli attacchi linguali invece hanno uno spessore maggiore , richiedono tempi di adattamento più lunghi e la necessità di proteggersi spesso con una cera protettiva al fine di evitare il contatto con la lingua e le possibili irritazioni ed alterazioni fonetiche che ne conseguono.

  • A partire da quale età può essere necessario sottoporsi ad una visita ortodontica?

    Anche a partire dai 4-5 anni di età. Si tratta essenzialmente di visite a scopo preventivo perché è molto difficile che in bambini cosi piccoli si debba già intervenire, a meno che non si evidenzino gravi alterazioni dentarie e scheletriche. Tuttavia ci sono abitudini viziate (semplicemente cattive abitudini) che influenzano lo sviluppo dento-scheletrico (ad esempio la tipologia di respirazione e deglutizione) che, se evidenziate e corrette, evitano al bambino la futura necessità di doversi sottoporre ad una terapia ortodontica.

  • Quanto dura una terapia ortodontica?

    La durata di una terapia ortodontica dipende dalla gravità della malocclusione da risolvere. Essa è molto variabile in quanto può richiedere pochi mesi oppure 2-3 anni.

  • Con quale frequenza si eseguono i controlli durante la terapia?

    Durante la terapia ortodontica di solito è richiesto un solo controllo mensile.

  • Perché in alcuni casi è necessario associare il trattamento ortodontico ad interventi di chirurgia maxillo facciale ?

    Negli ultimi anni è sorprendentemente aumentata la richiesta di terapie di allineamento dentario da parte dei pazienti adulti. L’aumentata attenzione all’estetica, e la consapevolezza che un bel sorriso ha una grande valenza nell’armonia di un viso e nell’incremento della propria autostima, è uno dei motivi, ma non il solo.  Ci sono delle malocclusioni nei pazienti adulti che per essere corrette necessitano una modifica della posizione delle ossa, la quale è possibile solo mediante un intervento di chirurgia maxillo facciale, a differenza dei bambini in cui è possibile intervenire spesso esclusivamente con una terapia ortodontica ortopedica.

  • Il risultato ottenuto dopo una terapia ortodontica è stabile per tutta la vita?

    Al termine di una terapia ortodontica è necessaria una fase di mantenimento dei risultati detta “contenzione” che può essere realizzata mediante un apparecchio mobile notturno oppure fisso linguale, mediante un retainer passivo applicato sulla superfice linguale dei denti del settore frontale. La durata di questa fase dipende dalla gravità della malocclusione trattata, ma di solito è di circa 2-3 anni, durante i quali è previsto un controllo ogni 4-6 mesi. Si raccomanda comunque al paziente di sottoporsi ai controlli periodici stabiliti dall’ortodontista (di solito annuali) perché la posizione dei denti, essendo influenzata da molteplici fattori quali il bruxismo, abitudini viziate tipo l’onicofagia o la respirazione orale, la perdita di osso, traumi ecc, può sempre subire delle piccole modifiche, facilmente recuperabili se precocemente intercettate.

  • L’apparecchio ortodontico danneggia i denti?

    No. Al termine della terapia gli adesivi adoperati per attaccare l’apparecchio vengono rimossi in maniera selettiva mediante apposite frese che non danneggiano la superficie dentaria ed in assenza di dolore. Semmai a seguito dell’allineamento è possibile che alcune irregolarità di forma e colore dei denti diventino più apprezzabili e debbano essere corrette mediante piccole apposizioni di composito o, nei casi che richiedano una correzione maggiore, con l’uso di faccette dentali.

  • L’apparecchio ortodontico caria i denti?

    No, l’apparecchio ortodontico in se non causa le carie, ma richiede una maggiore cura nell’igiene dentaria domiciliare. Questo perché l’inevitabile ingombro creato dall’apparecchio favorisce l’accumulo di placca che se non rimossa diviene tartaro. Tuttavia il paziente è assiduamente controllato dallo specialista che gli formirà tutte le indicazioni per poter eseguire una corretta detersione dentaria e stabilirà la necessità di eseguire igieni dentarie professionali al fine di mantenere una corretta salute dento parodontale.

  • L’apparecchio ortodontico è doloroso?

    La pressione esercitata dall’apparecchio ortodontico non causa dolore ma una sensazione di tensione, dovuta all’attivazione dei recettori parodontali. Questa sensazione si avverte ogni volta che l’apparecchio viene attivato (di solito una volta al mese) e si attenua per poi scomparire entro 2-3 giorni grazie all’adattamento dei recettori parodontali.

  • Si può eseguire una terapia ortodontica in presenza di denti incapsulati?

    Si è possibile applicare un apparecchio ortodontico anche sui denti incapsulati o su quelli ai quali sono state applicate faccette dentali. Questi si spostano esattamente come tutti gli altri denti.

  • Si può eseguire una terapia ortodontica in presenza di impianti?

    Si, anche un paziente con impianti dentari può essere sottoposto ad una terapia ortodontica ma solo per quanto riguarda lo spostamento dei denti naturali, perché gli impianti essendo osteointegrati non possono subire modifiche di posizione.

  • Si può eseguire un trattamento ortodontico se mancano dei denti?

    Si è possibile e spesso è anche necessario perché quando mancano alcuni denti la dentatura restante può subire delle modifiche di posizione, spostandosi in maniera incontrollata negli spazi creati dalla mancanza dei denti. Tali spostamenti rendono spesso più difficile la detersione dentaria e possono causare dei contatti dentari anomali con sbilanciamento dell’occlusione e problemi articolari. La terapia ortodontica ripristina una corretta posizione dentaria, necessaria anche alla creazione di spazi adeguati all’inserimento di impianti o altri dispositivi protesici che sostituiscono i denti mancanti.

  • Quali fattori valutare per capire se ho necessità di una visita ortodontica?

    I principali fattori da valutare sono la presenza di denti affollati, ruotati, inclinati, spazi tra i denti, usura dentaria. Tuttavia uno scorretto combaciamento delle arcate dentarie (che può essere causa di problemi articolari e muscolari con insorgenza di cefalee e dolori cervicali) non è sempre riconoscibile dal paziente.

  • Si può eseguire un trattamento ortodontico in presenza di malattia parodontale?

    Si, se il paziente è sottoposto a cure parodontali e non si trova in fase acuta di malattia.

Bibliografia

Liou EJW, Chen LIJ, Huang CS. Nickel-titanium mandibular bonded lingual 3-3 retainer: for permanent retention and solving relapse of mandibular anterior crowding. Am J of Orthod Dentofacial Orthop 2001;119:443-449.

Mariniello A, Cozzolino F. Lingual active retainers to achieve teeth levelling in orthodontics: case series. International Dentistry SA 2008; Vol 10 N 5, pag. 24-29.

Altri articoli e casi clinici sull’ Ortodonzia Linguale senza attacchi

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ATLANTE DI ORTODONZIA LINGUALE FISSA SENZA ATTACCHI Anna Mariniello – Fabio Cozzolino Editor: Quintessenza Edizioni L’ortodonzia linguale senza attacchi nasce dall’esigenza di trattare recidive di malposizioni dentarie anteriori, evitando di sottoporre nuovamente il paziente ad una terapia multibracket. In uno scenario caratterizzato da una maggiore richiesta di trattamento da parte dei pazienti adulti e dall’esigenza di eseguire terapie invisibili, il suo campo si è successivamente ampliato a malocclusioni sempre più complesse. Lo scopo di questo atlante è di illustrare i concetti basilari di questa nuova modalità terapeutica. Nei vari capitoli viene presentata la tecnica, attraverso i materiali utilizzati e la procedura clinica di modellazione dei dispositivi, di adesione alle superfici dentarie e dei successivi controlli della stessa. E’ quindi analizzata la modellazione, l’attivazione ed il bondaggio del dispositivo per poter controllare specifici movimenti dentari. In particolare vengono analizzati gli spostamenti sul piano orizzontale e verticale, il controllo del tip, del torque, le derotazioni e il movimento radicolare. Il trattamento dei diversi casi clinici illustrati è di complessità via via crescente, partendo dalle malocclusioni di I Classe fino ad arrivare alle correzioni del rapporto di classe. Per i casi estrattivi viene anche illustrata la gestione dei provvisori utilizzati. Sono inoltre illustrate alcune modalità per ottenere rigenerazione ossea mediante movimenti ortodontici.

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Ortodonzia Invisibile ultima modifica: 2018-11-02T15:18:42+00:00 da Anna Mariniello

Autore:

Odontoiatra ortodontista, iscritta all’ordine il 21/02/2005, con N° TO 2608 e membro di SIDO (Società Italiana Di Ortodonzia). È specializzata in un tipo di Ortodonzia Invisibile senza attacchi. Autrice dell’Atlante di Ortodonzia Linguale fissa senza attacchi.
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