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faccette dentali in ceramica

Le faccette dentali in ceramica sono restauri adesivi minimamente invasivi ad alta valenza estetica. Grazie a preparazioni minimali limitate allo smalto dentario o addirittura senza toccare in alcun modo la superficie dei denti con restauri “addizionali” (tecnica “no-prep”), è possibile realizzare faccette di spessore medio pari a 0.5 mm.

Analogamente, oggi è possibile realizzare anche sottilissime corone in disilicato di litio (full veneers), nei casi in cui sia necessario ricoprire interamente la superficie dentaria (denti molto distrutti da carie, denti consumati per usura o abrasi da sostanze chimiche, come gli acidi alimentari, etc.). Il ridottissimo spessore di queste corone (fino a 0.3 mm) permette di realizzare delle preparazioni minimamente invasive o, addirittura, di non toccare affatto con le frese alcune superfici dentarie; ciò permette di risparmiare grandi quantità di smalto e dentina e di non devitalizzare i denti per realizzare le corone protesiche.

Tali restauri non interferiscono con la salute dei tessuti parodontali, dal momento che le preparazioni non raggiungono i margini gengivali, pur garantendo un ottimale mimetismo dei restauri, grazie all’impiego di materiali altamente estetici e privi di metallo.

Molti pazienti che si rivolgono ad un odontoiatra con finalità estetiche, sono talvolta indecisi sull’applicazione di faccette dentali o sul praticare uno sbiancamento in profondità.

Nella pratica, lo sbiancamento dentale agisce sul colore ed è una pratica meno invasiva rispetto alle faccette dentali che in quanto protesi, agiscono sulla forma del dente.

Le faccette in ceramica permettono di correggere anomalie di forma e volume (chiusura di triangoli neri interdentali e diastemi, denti conoidi), pigmentazioni e discromie  come macchie da nicotina e/o caffeina, restauri in composito ingialliti, malposizioni dentarie e difetti congeniti dello smalto (cfr. fluorosi, amelogenesi imperfetta), conferendo armonia e pienezza al sorriso. Inoltre, le faccette consentono di ripristinare le corrette funzioni di guida occlusale dei denti, allungando i margini fratturati o usurati a seguito di invecchiamento. Prima di valutarne l’utilizzo può comunque essere utile prendere in esame soluzioni alternative alle faccette dentali, come forme specifiche di sbiancamento in caso di denti macchiati in profondità, o l’utilizzo diricostruzioni incollate al dente, il cui costo è mediamente molto inferiore a quello delle faccette stesse. Queste ultime sono indicate in caso di piccole scheggiature o variazioni di forma di uno o più denti.

spessore faccette

Il Disilicato di Litio

Le moderne tecnologie dei materiali permettono, oggi, di impiegare vari tipi di ceramica per la realizzazione delle faccette, dalle tradizionali ceramiche feldspatiche altamente traslucenti alle più recenti ceramiche a base di disilicato di litio ad elevata resistenza.

Le ottimali proprietà meccaniche e l’elevata resistenza a frattura del DISILICATO DI LITIO consentono di realizzare faccette anche in situazioni biomeccanicamente non ideali, come nei pazienti portatori di bite o nel caso di severa usura dei margini incisali. In questi casi un semplice sbiancamento non può ripristinare la ballezza naturale del sorriso, ma occorre ripristinare la forma originale, precedente al processo di usura.

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Sia le ceramiche feldspatiche che il disilicato di litio, cementati mediante tecniche adesive estremamente affidabili, garantiscono una eccellente integrazione biologica, risultati estetici ottimali ed elevata biomimetica, ripristinando le caratteristiche ottiche e meccaniche del dente naturale.

Video paziente con faccette

Video di confronto fonetico e dinamico pre-operatorio (sinistra) e post-operatorio (destra).

 

Diagnosi estetica

La diagnosi estetica è mirata a valutare tutti fattori che permettono di integrare in modo armonico il sorriso nel contesto del viso. Si basa, pertanto, su una analisi facciale, che permette di analizzare simmetria e proporzioni del volto, e su una analisi dentaria, che consente di valutare i rapporti tra i denti ed i tessuti molli periorali.

L’analisi facciale prende in considerazione la linea mediana del viso (fronte-naso-mento), la linea bipupillare (che passa per le pupille oculari) ed il piano occlusale (che tocca i margini dentari) (Fig. 1). Tali piani di riferimento permettono di identificare eventuali asimmetrie che devono essere compensate nella fase di cura odontoiatrica (linea del sorriso “pendente”, deviazioni delle linee mediane, etc).

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L’analisi dentaria va a valutare una serie di parametri che riguardano sia i denti che le gengive:

  • linea mediana superiore ed inferiore;
  • assi di inclinazione dentaria;
  • proporzioni intra- ed inter-dentali;
  • curvatura e margini incisali;
  • parabole gengivali;
  • papille interdentali;
  • embrasures interdentali;
  • colore e tessitura di superficie (sia dei denti che delle gengive).

In un sorriso ideale, le linee mediane superiore (Fig. 2, linea gialla tratteggiata) ed inferiore dovrebbero coincidere e gli assi longitudinali dei denti (Fig. 2, linee nere) dovrebbero convergere verso la linea mediana con una inclinazione progressivamente crescente passando dai settori anteriori a quelli posteriori. Questo conferisce pienezza e luminosità al sorriso.

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Le proporzioni intra-dentarie (rapporto tra altezza e larghezza di ciascun dente) ed inter-dentarie (rapporto tra le dimensioni dei vari denti) dovrebbero rispettare rapporti armonici che si rifanno al concetto della proporzione aurea (Fig. 3). In particolare, in un sorriso giovane ed in particolare nel sesso femminile, si parla di “dominanza degli incisivi centrali” che dovrebbero essere leggermente più grandi e più lunghi degli incisivi laterali per conferire luminosità al sorriso.

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I margini incisali dei denti superiori dovrebbero seguire l’andamento del labbro inferiore durante il sorriso; pertanto, procedendo dai settori frontali a quelli posteriori, la curvatura costituita dall’insieme dei margini incisali dovrebbe progressivamente spostarsi verso l’alto (Fig. 4, linea gialla).

Le parabole gengivali dovrebbero essere tondeggianti ed armoniche, seguendo il profilo dei colletti dentari. I margini gengivali degli incisivi laterali superiori dovrebbero trovarsi in una posizione circa 1 mm più coronale (più in basso – Fig. 4, frecce blu) rispetto ai margini degli incisivi centrali e dei canini (Fig. 4, linea nera).

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Le papille interdentali non dovrebbero mai presentare triangoli neri tra i denti (indice di perdita di tessuti parodontali) ma dovrebbero riempire del tutto lo spazio tra le superfici interdentali dei vari denti, spostandosi progressivamente in posizione più apicale (verso l’alto) procedendo dai settori anteriori a quelli posteriori (Fig. 5, triangoli rossi).

Le “embrasures interdentali” sono gli spazi tra i margini incisali dei denti; tali spazi dovrebbero essere minimi tra gli incisivi centrali superiori ed aprirsi progressivamente man mano che ci si sposta verso i settori posteriori (Fig. 5, linee gialle tratteggiate). Una scorretta gestione di questi spazi può dare l’impressione che i denti siano tutti uniti (come nel caso di ponti poco naturali ed antiestetici).

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Colore e tessitura di superficie (l’insieme delle caratteristiche macroscopiche e microscopiche delle superfici di denti e gengive) devono integrarsi correttamente nel viso di ciascun paziente. I denti tendono a diventare progressivamente più gialli o più grigi (trasparenti) con l’età, a causa dei fenomeni di invecchiamento e di usura; il colore può essere corretto mediante sbancamento dentale o con ricostruzione protesiche (faccette e corone). Le gengive dovrebbero avere un colore rosa corallo; alterazioni del colore, in particolare verso il rosso accesso o il viola, sono indice di sofferenza parodontale, come gengivite e parodontite nel caso dei denti naturali e mucosità e priimplantite nel caso di impianti dentali.

Tutti questi parametri devono essere attentamente analizzati prima di qualsiasi trattamento odontoiatrico mirato a ripristinare l’armonia del sorriso. La diagnosi estetica viene effettuata mediante l’esame clinico ed il rilevamento di fotografie e filmati. Successivamente, i modelli di studio vengono analizzati in articolatole e con l’ausilio di softwares che permettono di simulare anche visivamente il trattamento al computer ancor prima di intervenire in qualsiasi modo sul paziente.

A riposo, un sorriso giovanile ed armonico dovrebbe lasciar intravedere 1-2 mm degli incisivi centrali superiori (Figg. 6-7-8); qualora i denti a riposo non si intravedano, il sorriso assume un aspetto “vecchieggiante” ed antiestetico, come avviene con il passare degli anni quando la perdita di elasticità dei tessuti periorali ed il riassorbimento delle ossa mascellari determina una introflessione (una sorta di caduta verso l’interno) del labbro superiore. Tale difetto può essere corretto protesicamente (con faccette o corone) o mediante ortodonzia.

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Analogamente, i denti posteriori ed in particolare i premolari superiori possono essere inclinati leggermente verso l’esterno, in modo da riempire gli spazi neri che a volte si vedono nei settori laterali del sorriso (definiti “corridoi buccali”), conferendo pienezza e luminosità al sorriso.

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Il sorriso gengivale (o “gummy smile”) è caratterizzato dall’eccessiva esposizione delle gengive durante il sorriso; pur non rappresentando in genere un problema funzionale, tale caratteristica viene spesso percepita come antiestetica dai pazienti. Anche in questo caso, la correzione può essere effettuata mediante ortodonzia, chirurgia parodontale e protesi, secondo un approccio multidisciplinare mirato a ripristinare un rapporto armonico tra denti e gengive durante il sorriso.

Quanto sopra riportato caratterizza una serie di parametri che devono essere valutati dal dentista per ogni singolo paziente, dato che le caratteristiche individuali di ogni persona sia a riposo che durante le funzioni dinamiche (sorriso, fonazione, masticazione) sono del tutto differenti. Gli schemi grafici ed i rapporti geometrici devono rappresentare solo il punto di partenza per individualizzare gli interventi ed i restauri necessari a ripristinare l’armonia e la luminosità del sorriso di ogni singolo paziente.

Domande Frequenti

  • Le faccette dentali che applicate sono tutte in ceramica?

    Sì, anche se variano sensibilmente in termini di “tipo” di ceramica: ceramiche feldspatiche, disilicato di litio, etc.

  • Utilizzate tecnologie e materiali particolari? Come si chiamano?

    Utilizziamo attrezzature all’avanguardia (stereomicroscopio intraoperatorio, manipoli sonici ed ultrasonici, etc.), materiali ad alta affidabilità (ceramiche ad elevata resistenza, sistemi adesivi smalto-dentinali di ultima generazione, cementi ad elevata e duratura adesività) e tecnologie di produzione certificate dai laboratori odontotecnici con cui collaboriamo.

  • Devo per forza limare i denti?

    Non necessariamente, dipende dal tipo di difetto presente. Se bisogna aumentare il volume dei denti o chiudere degli spazi (diastemi), è possibile anche utilizzare delle tecniche che non prevedono la limatura (no-prep). Tuttavia, per ottenere un risultato ottimale, ciò non è possibile in tutti i casi. Il successo, sia estetico che funzionale, è dettato dal fatto che venga creato un minimo spazio, sottilissimo, per applicare la faccetta in ceramica (0.4-0.6 mm) sulla superficie del dente senza generare sovracontorni, cioè spigoli o aree che sporgano dal dente soprattutto a livello gengivale e che potrebbero causare, nel tempo, gengiviti, pigmentazioni non risolvibili con lo sbiancamento e problemi di varia natura. Per questo motivo suggeriamo l’applicazione delle faccette dentali solo in presenza di un difetto di forma evidente o a seguito di una profonda erosione, mentre le semplici discromie possono essere trattate in molti casi con una semplice seduta di sbiancamento professionale.

  • Stabilito che le faccette sono molto resistenti, come posso evitare che si stacchino?

    Per limitare il rischio di decementazione (riportato in letteratura in una percentuale pari a 1% – 2% circa), è necessario preparare correttamente il dente lasciando la maggior quantità possibile di smalto, utilizzare cementi affidabili (cementi resinosi specifici per faccette) e prestare attenzione durante la masticazione, evitando di incidere o strappare cibi troppo duri e di modificare eventuali abitudini viziate, come mangiarsi le unghie, mordere le penne, etc. Inoltre, nel caso siano stati allungati sensibilmente i denti per motivi funzionali e/o estetici, è opportuno che il paziente realizzi una mascherina di protezione (bite) da portare durante la notte.

  • All’inizio le faccette non si vedono ma quanto dura l’effetto? Come posso mantenere l’effetto nel tempo senza tornare dal dentista?

    Il rischio che le faccette “si vedano” può essere legato a due fattori: estetica “finta” (dentoni da film, ceramica troppo bianca e uniforme, assenza totale di asimmetria) e pigmentazione dei margini nel corso del tempo. Per evitare ciò, è opportuno studiare attentamente il caso con l’applicazione di faccette di prova sottilissime senza preparare i denti mediante una tecnica chiamata “mock-up”, che permette al paziente di previsualizzare a grandi linee quale potrà essere il risultato finale prima di limare i denti e di correggere eventuali inestetismi prima di procedere alla fabbricazione dei manufatti. Inoltre, le pigmentazioni possono essere rese meno evidenti ponendo i margini di preparazione in zone non visibili, quindi preparando i denti in modo “strategico”. In quanto al rendimento estetico della ceramica, il colore nel tempo non cambia mai, quindi non necessitano di sbiancamento come i denti naturali. Tutt’al più, può cambiare il colore dei denti naturali e/o delle radici o di eventuali ricostruzioni in resina composita ma non quello della ceramica. Al fine di limitare al massimo le pigmentazioni, è opportuno che il paziente limiti l’assunzione di pigmenti esogeni (nicotina, pigmenti alimentari come il carotene, etc). Ovviamente, i controlli periodici da parte del dentista sono fondamentali per garantire nel tempo l’effetto estetico e la corretta funzione delle faccette.

  • Quali sono vantaggi e svantaggi rispetto ad altre (e quali) operazioni?

    Il vantaggio principale è senza dubbio la minima invasività rispetto a restauri tradizionali come le corone (capsule) che prevedono la limatura di tutto il dente, mentre la preparazione per faccette interessa solo la parte esterna e per pochi decimi di millimetro. Certamente, le faccette sono più invasive dello sbiancamento, ma quest’ultimo non agisce sui difetti di forma. Svantaggi veri e propri non esistono, se non controindicazioni “relative”, vale a dire condizioni che possono ridurre o eliminare del tutto la possibilità di realizzare le faccette, come nel caso di denti troppo distrutti, spazi troppo ampi, mancanza di denti intermedi, etc. Ovviamente, ogni caso va valutato individualmente e con un approccio multidisciplinare.

  • Potreste descrivere i pazienti a cui applicate le faccette dentali?

    Prevalentemente i pazienti richiedono le faccette per motivi estetici, quindi malformazioni dentarie, malposizioni dentarie, chiusura di spazi (diastemi), discromie e pigmentazioni, difetti dello smalto (amelogenesi imperfetta, fluorosi). Altri vengono trattati con faccette come rifinitura del trattamento ortodontico, quando, cioè, rimangono degli spazi dopo l’ortodonzia e, per non interferire con una corretta occlusione, si ricorre alle faccette senza spostare ulteriormente i denti. Altri ancora richiedono le faccette a seguito di usura dentaria, quando, cioè, i denti si “consumano” a seguito di attrito o parafunzioni e non si vedono più parlando e/o sorridendo, facendo assumere al paziente un aspetto “vecchieggiante”. Una categoria più ridotta, invece, riguarda i pazienti che non vogliono limare i propri denti e che, pertanto, non accettano facilmente l’idea delle corone protesiche (capsule). I pazienti interessati alle faccette dentali, fanno spesso domande anche sulle tecniche e gli strumenti necessari per lo sbiancamento.

  • Cos’hanno in comune tra di loro questi pazienti?

    Essenzialmente una marcata richiesta estetica: denti regolari, bianchi, sorriso perfetto ed armonico. Inoltre, l’idea di una terapia molto poco aggressiva e molto conservativa che permetta di limare pochissimo o per nulla i denti è, senza dubbio, il motivo che spinge molti di loro a scegliere questo tipo di restauro. Statisticamente, vengono richieste le faccette prevalentemente da donne tra i 18 ed i 45 anni, benché negli ultimi anni la tendenza stia cambiando.

  • Quali sono le differenze con gli altri pazienti dello studio?

    Sono pazienti che hanno un forte senso estetico, molta attenzione per i dettagli e che spesso, hanno le idee molto chiare in merito alla forma e ai dettagli che vogliono ottenere come risultato definitivo. Spesso, inoltre, le faccette sono richieste da pazienti che hanno premura di completare un trattamento estetico. La procedura è, in genere, più veloce delle tradizionali corone protesiche (capsule) e non richiede assolutamente i tempi necessari per un corretto trattamento ortodontico.

  • Cosa spaventa o preoccupa questi pazienti?

    Il timore principale è sicuramente l’idea di limare i denti: spesso il paziente richiede le faccette perché sa di “conservare” più quota del dente originario. Poi ci sono la paura di romperle o di staccarle mangiando, evenienze come detto in precedenza, assolutamente trascurabili se il paziente segue piccoli consigli e modifica alcune abitudini viziate.

Casi Clinici

Caso 1: Trattamento minimamente invasivo di diastemi ed ipoplasia dello smalto con faccette in ceramica feldspatica 

Caso 2: Risoluzione di usura dentaria e morso coperto con faccette in disilicato di litio

Caso 3: Faccette in ceramica feldspatica su denti anteriori

Caso 4: Riabilitazione estetica minimamente invasiva mediante faccette in ceramica

Caso 5: Faccette in Disilicato di Litio su denti anteriori

Caso 6: Faccette dentali estetiche su denti anteriori

Caso 1: Trattamento minimamente invasivo di diastemi ed ipoplasia dello smalto con faccette in ceramica feldspatica

Paziente di sesso maschile di 22 anni con diastemi (spazi tra i denti), amelogenesi imperfetta ed ipoplasi dello smalto (difetti ed imperfezioni nella mineralizzazione dello smalto).

Il paziente è stato trattato con 4 faccette in ceramica feldspatica (incisivi centrali e laterali) e preparazioni minimali per conservare la maggior quantità possibile di tessuti dentari.

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Visione preoperatoria extraorale a riposo (sinistra) e del sorriso (destra).

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Visione preoperatoria intraorale: si notino i diastemi (spazi tra i denti) ed i difetti di mineralizzazione dello smalto.

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Fasi di stratificazione della ceramica feldspatica.

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Visione postoperatoria intraorale (4 faccette in ceramica feldspatica sugli incisivi centrali e laterali; Odt. Vincenzo Mutone).

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Sondaggio parodontale che dimostra lo stato di salute dei tessuti gengivali.

Dettaglio del sorriso.

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Visione postoperatoria extraorale a riposo (sinistra) e del sorriso (destra).

Riassumendo

Caso 2: Risoluzione di usura dentaria e morso coperto con faccette in disilicato di litio

Paziente di sesso maschile di 28 anni con usura severa dei denti anteriori. Avendo consumato lo smalto dentario a causa di un morso profondo e di parafunzioni occlusali (bruxismo, digrignamento, serramento), il paziente aveva assunto un aspetto “vecchieggiante” dovuto alla mancata esposizione dei margini degli incisivi superiori.

Il paziente è stato trattato con 6 faccette in disilicato di litio (incisivi centrali, incisivi laterali e canini) ad elevata resistenza, mediante preparazioni minimali che hanno permesso di allungare i margini incisali, recuperare le corrette funzioni occlusali (scivolamento in protrusiva e lateralità) e restituire al paziente un’estetica ottimale.

Visione preoperatoria extraorale a riposo (sinistra) e del sorriso (destra). Si noti come i margini incisali non siano visibili a riposo, conferendo un aspetto “vecchieggiante” al paziente, e come appaiano irregolari e frastagliati sorridendo.

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Visione preoperatoria intraorale: si notino la carie cervicale sul canino destro e l’accorciamento dovuto ad usura dei margini incisali degli incisivi centrali e laterali che rendono i denti tozzi, mal proporzionati ed esteticamente poco gradevoli.

Risoluzione di usura dentaria e morso coperto con faccette in disilicato di litio.004

Dettaglio delle preparazioni dentali mediante frese sottilissime (sinistra) che permettono di effettuare preparazioni fortemente conservative con grande risparmio di tessuto dentario.

Visione finale delle preparazioni minimali mantenute interamente nello smalto dentario (evitando fenomeni di sensibilità dentinale ed ottimizzando l’adesione delle faccette).

Dettaglio dei movimenti di lateralità con guida canina, a testimonianza di come le preparazioni minimali conservino lo smalto palatale permettendo al paziente di muovere i denti come se non fossero stati preparati.

Visione postoperatoria intraorale (6 faccette in disilicato di litio sugli incisivi centrali, sugli incisivi laterali e sui canini; Odt. Vincenzo Mutone).

Visione postoperatoria extraorale a riposo (sinistra) e del sorriso (destra).

Riassumendo

Risoluzione di usura dentaria e morso coperto con faccette in disilicato di litio.016 copia Risoluzione di usura dentaria e morso coperto con faccette in disilicato di litio.015

Caso 3: Faccette in ceramica feldspatica su denti anteriori

Caso di una paziente di 26 anni, che presentava la frattura dei margini incisali dei due incisivi centrali superiori.
La paziente riferiva di aver già provveduto alla ricostruzione di tali elementi dentari in due occasioni e che in entrambe le circostanze i restauri erano andati in contro a frattura; inoltre, la paziente lamentava un risultato estetico non soddisfacente.
Si è proceduti alla realizzazione di due faccette in ceramica.

Tale tipologia di restauro adesivo permette di ripristinare estetica e funzione con un approccio conservativo e preparazioni minimamente invasive, pari ad uno spessore di circa 0.6 mm. L’utilizzo di questi materiali garantisce un risultato predicibile e duraturo, ed un’alta resa estetica, non andando incontro a discromie nel tempo, a differenza dei restauri in composito.

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faccette dentali in ceramica feldspatica prima del trattamento

Prima del trattamento

faccette dentali in ceramica feldspatica dopo l'intervento

 Dopo il trattamento

discromie faccette dentali in ceramica

Prima del trattamento

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Dopo il trattamento

faccette in ceramica

Dopo il trattamento

Caso 4: Riabilitazione estetica minimamente invasiva mediante faccette in ceramica

Una paziente di sesso femminile di 33 anni di età richiedeva un miglioramento estetico e funzionale del gruppo anteriore mascellare precedentemente restaurato con faccette in composito.

All’esame obiettivo si rilevavano una marcata opacizzazione dei restauri ed una evidente usura generalizzata dei margini incisali del gruppo anteriore sia mascellare che mandibolare. Si optava per la realizzazione di 6 faccette in ceramica feldspatica, da canino a canino, con allungamento dei margini incisali, al fine di migliorare l’estetica e di ripristinare una corretta funzione.

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faccette in porcellana

faccette dentali in ceramica

Caso 5: Faccette in Disilicato di Litio su denti anteriori

Paziente donna di 25 anni con evidente asimmetria della linea del sorriso e morso parzialmente aperto, a causa di agenesia degli incisivi laterali superiori con trasposizione e coronoplastica dei canini; si evidenziano palesi discromie dentarie.
Caso trattato con 6 faccette in disilicato di litio ad alta valenza estetica e resistenza meccanica all’arcata superiore, con riempimento ed armonizzazione della linea del sorriso e ripristino delle corrette funzioni di guida occlusale.

1-agenesia degli incisiviPrima del trattamento ortodontico – morso aperto (con canini al posto dei laterali e premolari al posto dei canini)

2-faccette in disilicato di litioDopo il trattamento ortodontico con chiusura del morso

3-disilicato di litioSpessore di soli 0,3 mm delle faccette in Disilicato di Litio

4-faccette disilicato di litioDopo il trattamento

5-faccette esteticheDopo il trattamento

6-faccetteDopo il trattamento

7-faccette ceramicaDopo il trattamento

8-faccette in ceramicaDopo il trattamento

Caso 6: Faccette dentali estetiche su denti anteriori

faccette dentali

Immagine prima del trattamento (sinistra) – Immagine dopo il trattamento (destra)

faccette in disilicato di litio

Immagine prima del trattamento (sinistra) – Immagine dopo il trattamento (destra)

faccette estetiche

Immagine prima del trattamento (sinistra) – Immagine dopo il trattamento (destra)

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Tipo di servizio
Faccette Dentali in Ceramica
Erogatore
Studio Dentistico Cozzolino
Area
Odontoiatria
Descrizione
Le faccette dentali in ceramica sono restauri adesivi minimamente invasivi ad alta valenza estetica.
URL
Faccette e corone in disilicato di litio ultima modifica: 2016-11-29T09:20:05+00:00 da Fabio Cozzolino