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L’ortodonzia invisibile linguale fissa senza attacchi nasce dall’esigenza di trattare recidive di malposizioni dentarie anteriori, evitando di sottoporre nuovamente il paziente ad una terapia multibrackets. In uno scenario caratterizzato da una maggiore richiesta di trattamento da parte dei pazienti adulti e dall’esigenza di eseguire terapie invisibili, il suo campo si è successivamente ampliato a malocclusioni sempre più complesse. Lo scopo di questo libro di ortodonzia linguale è di illustrare tale nuova modalità terapeutica, ampiamente approfondita ed applicata a tutte le malocclusioni dagli autori, la dottoressa Anna Mariniello ed il dottor Fabio Cozzolino.

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Nei vari capitoli del libro viene presentata la tecnica, attraverso i materiali utilizzati e la procedura clinica di modellazione dei dispositivi, di adesione alle superfici dentarie e dei successivi controlli della stessa.

Si analizza la modellazione, l’attivazione ed il bondaggio del dispositivo per poter controllare specifici movimenti dentari. In particolare vengono esaminati gli spostamenti sul piano orizzontale e verticale, il controllo del tip, del torque, le derotazioni e il movimento radicolare. Nelle varie sezioni del libro il trattamento dei diversi casi clinici illustrati è di complessità via via crescente, partendo dalle malocclusioni di I Classe di Angle fino ad arrivare alle correzioni del rapporto di classe (II Classe di Angle, III Classe di Angle). Per i casi estrattivi viene anche illustrata la gestione dei provvisori in resina, o in composito, utilizzati. In una sezione del testo sono inoltre illustrate alcune modalità per ottenere rigenerazione ossea mediante movimenti ortodontici.

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L’Atlante di ortodonzia linguale fissa senza attacchi si compone dei seguenti capitoli:

Introduzione

Materiali utilizzati

Procedura clinica

Analisi dei movimenti dentari

Casi Clinici

Rigenerazione ossea tramite spostamenti ortodontici

Gestione delle estrazioni ortodontiche e dei denti provvisori

Bibliografia essenziale

Introduzione

Il capitolo introduttivo espone le motivazioni che hanno condotto alla realizzazione di questa tecnica innovativa di ortodonzia linguale. Da un lato la crescente richiesta di trattamenti ortodontici da parte di pazienti adulti, dall’altro la necessità di realizzare terapie completamente invisibili ma anche ad elevato confort. I primi autori che eseguirono terapie linguali senza attacchi furono il Prof. Aldo Macchi (Varese, Italia) e il Prof Eric J. W. Liou (Taipei, Taiwan). Questi autori le utilizzarono per risolvere recidive di malposizioni dentarie anteriori, evitando di sottoporre nuovamente il paziente a una terapia multibrackets. La tecnica ha subito successivi sviluppi ed è stata notevolmente perfezionata dagli autori dell’Atlante, la dottoressa Anna Mariniello ed il dottor Fabio Cozzolino, rendendo possibile la sua applicazione per la risoluzione di malocclusioni sempre più complesse.

Materiali utilizzati

Il capitolo dei materiali utilizzati esamina i principali costituenti dell’apparecchio e le pinze adoperate per la sua modellazione. Essenziale è l’utilizzo dei fili intrecciati in acciaio 0,0175 pollici, comunemente utilizzati per la realizzazione dei retainers passivi. retainer 1 Molto importante è la scelta di un adesivo che generi valori di adesione non inferiori a 30 Mpa, e di un composito fluido che abbia una consistenza tale da scorrere ma restare comunque localizzato nell’area applicata. Con l’utilizzo del composito fluido o solido si possono realizzare ganci, tubi, bottoni ed altri ausiliari utili per l’applicazione ad esempio di elastici, catenelle e molle. elastici ortodontici 2 Possono essere adoperate le bande, quando ad esempio è necessaria l’espansione dell’arcata tramite l’utilizzo di una barra palatale, utilizzando sempre degli accorgimenti estetici per mascherare la loro presenza. Nei casi più complessi, dove è richiesto un elevato ancoraggio, possono essere adoperate le miniviti ortodontiche. Tra gli strumenti indispensabili annotiamo la pinza tonda quadra, la weingart e gli strumenti di utilità.

Procedura clinica

Nel capitolo della procedura clinica si esamina in maniera accurata dapprima la modellazione dei fili, considerando le varie possibilità di dover trattare disarmonie dento basali in eccesso o in difetto. libro di ortodonzia linguale 3 apparecchio invisibile 4 Per quanto riguarda le disarmonie dento basali si espone la modellazione dei fili secondo le varie opportunità di trattarle mediante espansione d’arcata, mediante stripping oppure estrazioni dentarie. Per quanto riguarda le disarmonie dento basali in difetto si considera la modellazione dei fili a seconda che esse si presentino con denti allineati o disallineati. libro di ortodonzia invisibile 5 Si esaminano successivamente le modalità e le sequenze di bondaggio, molto importanti sia per una corretta adesione dell’apparecchio sia affinché possano essere espresse le attivazioni in maniera corretta. mordenzatura 6 adesione retainer 7 Si spiega quindi com’è possibile controllare e riattivare i dispositivi nei controlli successivi, eseguiti in media ogni quattro settimane. attivazione retainer 8 controlli ortodontici 9 Per quanto riguarda l’utilizzo delle miniviti ortodontiche si valuta la loro applicazione nei casi di retrazione del gruppo anteriore, avanzamento o distalizzazione dei settori posteriori, correzione del morso a forbice, intrusione anteriore all’arcata superiore ed inferiore, intrusione posteriore, estrusione anteriore e posteriore. Si analizzano pertanto i movimenti dentari che consentono la normalizzazione dell’overjet e dell’overbite, correggendo il morso aperto o open bite, il morso profondo o deep bite, il morso a forbice o scissor bite e il morso crociato o cross bite.

Analisi dei movimenti dentari

Il capitolo Analisi dei movimenti dentari è incentrato sulla biomeccanica di questi dispositivi ed espone la modellazione dei fili e le attivazioni che si eseguono per eseguire i principali movimenti dentari. In particolare si analizzano i controlli degli spostamenti in senso vestibolo-linguale, dell’apertura degli spazi, della chiusura degli spazi, dell’espansione d’arcata ed aumento del diametro intercanino, della contrazione d’arcata, del tip, del torque, il movimento radicolare, l’estrusione, l’intrusione e la derotazione. testo di ortodonzia 10

Casi Clinici

Una cospicua sezione dell’Atlante è incentrata sull’esposizione di Casi clinici, distinti in base alla tipologia della malocclusione. Nell’ambito delle malocclusioni di I classe sono presentati casi clinici caratterizzati da disarmonie dento basali in eccesso (affollamenti dentari), disarmonie dento basali in difetto (dentature diastemate) , open bite, deep bite, cross bite, recupero dei denti inclusi ed alterazioni del piano occlusale. Atlante di ortodonzia 11 Libro di ortodonzia senza attacchi 12 Per ottimizzare la resa estetica, la gestione dei denti inclusi prevede l’adesione di denti provvisori in resina all’apparecchio linguale senza attacchi in modo da mascherare l’assenza momentanea del dente permanente in arcata, nel frattempo che l’apparecchio ortodontico lo guida dalla sua posizione nell’osso alla posizione finale in arcata. Nell’ambito delle malocclusioni caratterizzate da alterazione del rapporto di classe si presentano casi trattati con estrazioni e senza estrazioni. Malocclusioni di II Classe 13

Rigenerazione ossea tramite spostamenti ortodontici

Un importante capitolo del libro è dedicato alla rigenerazione ossea mediante spostamenti ortodontici. Si tratta di casi clinici in cui gli spostamenti dentari si sfruttano per poter migliorare le condizioni morfologiche gengivali ed ossee. Questo è fondamentale nei casi multidisciplinari in cui è necessario ad esempio perfezionare l’estetica del sorriso regolarizzando le parabole gengivali oppure evitare interventi chirurgici complessi con innesto di osso.

Gestione delle estrazioni ortodontiche e dei denti provvisori

Considerando l’importanza dell’assoluta invisibiltà e resa estetica del sorriso anche in corso di terapia in un capitolo a parte si affrontata la gestione delle estrazioni ortodontiche e dei denti provvisori. Questo perché ci sono delle terapie ortodontiche che richiedono necessariamente l’eliminazione di alcuni denti per poter essere risolte. Chiaramente l’assenza di questi denti creerebbe notevole imbarazzo e deficit estetico ai pazienti in tutto il periodo in cui lo spazio prodotto dall’eliminazione dei denti (di solito i primi o i secondi premolari) non si chiude almeno del 60%. Per ovviare a tale inconveniente fin dal momento in cui vengono estratti i denti si applicano delle corone provvisorie in resina, molto simili per forma e colore ai denti che sono stati eliminati, facendo in modo che il paziente non resti visivamente privo di denti neanche per un giorno. La gestione della forma e posizione di questi provvisori è molto delicata in quanto devono consentire una corretta guarigione del sito estrattivo ed essere rimpiccioliti man mano che gli altri denti spostandosi ne occupano lo spazio. denti provvisori 14 estrazioni dentarie 15

Bibliografia essenziale

L’Atlante si conclude con la bibliografia essenziale , un elenco di letture consigliate per poter approfondire i principali argomenti affrontati nelle varie sezioni del libro.

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Atlante di Ortodonzia Invisibile Linguale Fissa Senza Attacchi ultima modifica: 2015-12-07T19:52:49+00:00 da Fabio Cozzolino